23 November 2017
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    Joe Strummer: più di un semplice musicista

    Joe Strummer: più di un semplice musicista è stato modificato: 2015-01-30 di Davide Gambaretto

    Il 22 dicembre 2002 Joe Strummer ci lasciava a causa di un infarto, dovuto a una malformazione congenita. Ha influenzato un’intera generazione con il suo pensiero, ancora più che con la sua musica.

    «Penso che la gente debba sapere che noi dei Clash siamo anti-fascisti, contro la violenza, siamo anti-razzisti e per la creatività. Noi siamo contro l’ignoranza».
    Joe Strummer

    Il personaggio è questo; uno dei più carismatici che la storia della musica abbia mai prodotto. Uno di quegli artisti che non stavano mai fermi, con la mente sempre in subbuglio, piena di idee e canzoni che spingevano per venire fuori. Uno che se fosse ancora vivo, sicuramente avrebbe già dato il benservito ai suoi Mescaleros e avrebbe formato e sciolto decine e decine di band, con la facilità con cui Liz Taylor cambiava marito. Joe Strummer era fatto così. Creativamente trasversale. Musicalmente poligamo.

    John Graham Mellor – meglio conosciuto come Joe Strummer – era il fondatore, cantante, chitarrista e leader carismatico dei Clash, la storica punk band inglese che era riuscita a catturare le ansie e la rabbia di una generazione. I Clash sono un unicum nella storia della musica del periodo perché, più di altri, hanno rappresentato l’indipendenza artistica e musicale al servizio di un pensiero libero. Ecco allora che, con il passaggio alla CBS Records, i Clash avevano dimostrato di non appartenere soltanto alla moda musicale del momento. No, il punk e i movimenti nichilisti stavano stretti alla band di Strummer e, infatti, nei dieci anni seguenti il quartetto londinese avrebbe dimostrato di appartenere non a una corrente artistica, ma più in generale alla Storia della Musica. Sperimentavano con la musica facendo storcere il naso ai puristi, ma erano fatti così: appartenevano in egual misura al rock classico e alla nascente scena hip hop. Dopo lo scioglimento della band, nel 1986, la vena musicale di Strummer non si esaurì e tra i mille progetti solisti, ebbe anche il tempo di fondare una nuova band, i Mescaleros, con la quale pubblicò tre album (più uno postumo).

    «Ho incontrato gente a cui il punk ha cambiato il modo di vivere. […] Non è stata una faccenda di massa, la folla che assalta il palazzo. Piuttosto, un sacco di individui che hanno afferrato qualcuna delle cose che stavamo strombazzando noi». Tu vai a spiegare al tizio di mezza età, con la sua inseparabile ventiquattrore, o alla quindicenne che si strappa i capelli per Justin Bieber, chi era Joe Strummer. Spiegagli che cosa è riuscito a trasmettere ad una generazione come quella dei nati a fine anni ’60, inizio ‘70. Ma non solo. Anche alle successive. Raccontagli di come era riuscito a cambiare una città, Firenze, con un unico, storico concerto; quello del 23 maggio 1981. Cerca di fargli capire che quel punkettaro ribelle, poeta urbano, cantautore idealista, ha influenzato i nostri valori e le nostre idee come pochi altri. Che ancora adesso noi “siamo per la creatività” e per “the only Band that matters“. Già, probabilmente non capirà. Dopotutto Joe scriveva delle canzoni e nulla più, giusto?

    L’articolo originale è stato pubblicato sul blog “La Lira di Orfeo” »

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    Davide Gambaretto

    Storico dell’arte, curatore indipendente e scrittore. I suoi precedenti impieghi in ambito artistico includono Artissima Fair, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Attitudine Forma. Musicologo a tempo perso, è appassionato di letteratura, cinema, graphic novel e pallacanestro. Gestisce il blog musicale "La Lira di Orfeo" e realizza laboratori didattici di arte e scrittura per scuole elementari e medie.

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