21 September 2017
    Josephine Decker

    32° TFF, antipasto con Josephine Decker

    32° TFF, antipasto con Josephine Decker è stato modificato: 2015-01-16 di Davide Gambaretto

    Si è inaugurata ieri sera la collaborazione tra la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e il Torino Film Festival. Un party pre-inaugurale in cui è intervenuta la giovane performer e filmmaker Josephine Decker.

    Artista texana classe 1981, Josephine Decker è stata invitata a inaugurare la 32esima edizione del Torino Film Festival, animando il party di pre-inaugurazione con una performance e attraverso i suoi film. Autrice di diversi cortometraggi e di due lungometraggi – gli ottimi “Butter on the Latch” e “Thou Wast Mild and Lovely”, che saranno proiettati durante il festival torinese – la Decker ha anche allestito numerose performance, collaborando con artisti del calibro di Sarah Smell e Marina Abramović. Il suo lavoro cinematografico sta ricevendo forti consensi di critica e diverse riviste specializzate hanno paragonato la sua estetica a quella di un giovane David Lynch. Richard Brody del New Yorker l’ha indicata – assieme a Wes Anderson e Terrence Malick – come uno dei registi americani contemporanei di cui vale la pena vedere un film, dichiarando solennemente «è nata una stella».

    Una pre-inaugurazione nel segno dell’arte contemporanea.
    La performance svoltasi alla Fondazione Sandretto, intitolata “Thanks Giving Smash Living”, è stata un mezzo espressivo attraverso il quale la Decker ha posto al pubblico una domanda: «e se la nostra rabbia non fosse qualcosa di cui aver paura, ma anzi, di cui godere?». Presentata come un invito a vivere la collera in maniera gioiosa, l’artista ha riunito sette comparse intorno a un tavolo imbandito. Mentre, con grande teatralità, la Decker introduceva la performance e presentava i personaggi ad un pubblico attonito, cercava allo stesso tempo di stuzzicare i commensali in modo da farli litigare fra loro. Come ci si trovasse all’interno di un grande gioco, improvvisamente i partecipanti hanno iniziato a lanciarsi il cibo, rompere i piatti e salire in piedi sul tavolo insultandosi l’uno con l’altro. Nel finale la Decker e i suoi giovani aiutanti si sono rivolti direttamente al pubblico, invitandolo a lanciare un forte urlo, come a tirare fuori tutta la rabbia repressa.

    La serata dedicata a Josephine Decker è continuata con la proiezione di alcuni suoi cortometraggi. Una manciata di opere prime che hanno successivamente fatto esclamare alla giovane regista: «da allora sono migliorata!». Pur nella loro imperfezione tipica di qualsiasi opera prima, questi corti hanno avuto il pregio di introdurre agli spettatori l’estetica di Josephine e le sue tematiche principali. A seguire un breve Q&A panel in cui la filmmaker ha offerto qualche coordinata artistica per meglio comprendere il suo lavoro.
    «Ci ho messo davvero tanto a capire quali fossero le mie ispirazioni e come queste abbiano influenzato il mio lavoro. Adoro Von Trier, e Aronofsky, ma anche i cartoni della Pixar. Il mio film preferito è “Babe, maialino coraggioso”. Diciamo che mi piacciono tutte quelle pellicole dove la poesia incontra il divertimento e ho sempre cercato di trasmettere questo nei miei lavori».

    Leggiadra e insieme timida, Josephine Decker ha ammaliato il pubblico, mentre raccontava del suo passato: «Il mio percorso artistico è stato irregolare. Per molto tempo mi sono sentita come persa nei boschi e continuavo a pensare “Oh no, mi toccherà cercare un lavoro vero”. Se devo essere sincera, questo è il primo anno in cui posso dire con entusiasmo e sicurezza “questo è il mio lavoro”. Non ho più dubbi nell’affermare che questo è qualcosa che riesco a fare e che potrò fare per il resto della mia vita».

    Due realtà alla ricerca degli artisti di domani.
    La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo è un centro per l’arte contemporanea da sempre attento alle contaminazioni artistiche e alla promozione dell’arte non solo attraverso le mostre, ma anche grazie a molteplici attività collaterali di approfondimento. Da qualche anno, inoltre, il suo obiettivo è quello di provare a inserirsi più in profondità nel tessuto culturale cittadino, creando sinergie con le altre realtà e gli altri progetti presenti sul territorio. La collaborazione con il Torino Club to Club ne è un chiaro esempio, quella con il Torino Film Festival – inaugurata proprio ieri sera – un altro. Due realtà votate alla scoperta e alla promozione di giovani artisti che hanno deciso di unire le forze. E dalle parole di Emanuela Martini, direttrice del TFF, sembra una collaborazione destinata a ripetersi.

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    Davide Gambaretto

    Storico dell’arte, curatore indipendente e scrittore. I suoi precedenti impieghi in ambito artistico includono Artissima Fair, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Attitudine Forma. Musicologo a tempo perso, è appassionato di letteratura, cinema, graphic novel e pallacanestro. Gestisce il blog musicale "La Lira di Orfeo" e realizza laboratori didattici di arte e scrittura per scuole elementari e medie.

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