21 July 2017
    Juncker

    Juncker: “300 mld per l’Europa”

    Juncker: “300 mld per l’Europa” è stato modificato: 2016-01-26 di Alberto Marenco

    Juncker

    Il 1° novembre si insedierà Jean-Claude Juncker, nuovo presidente della Commissione europea. Subito contestato da alcuni gruppi, ha promesso 300 miliardi di investimenti entro Natale.

    La Commissione Juncker inizierà il suo mandato il prossimo primo novembre, l’ufficialità è arrivata ieri dopo il voto del Parlamento europeo che ha visto 423 voti a favore, 209 contrari e 67 astensioni su un totale di 699, di conseguenza si conclude il mandato decennale dell’attuale presidente portoghese José Barroso.

    Promessi nuovi investimenti.
    Jean-Claude Juncker, il neo presidente eletto della Commissione, durante il suo discorso ha anticipato le questioni più importanti da affrontare nel corso del suo mandato, innanzitutto ha sottolineato come il ruolo della UE debba essere attivo rispetto ai problemi che ci circondano, «dall’ Ucraina alla Siria, dal Medio Oriente al Nord Africa, i nostri vicini restano traballanti e instabili, non possiamo e non vogliamo spazzare questi enormi problemi sotto un tappeto, non possiamo e non vogliamo chiudere un occhio».

    L’ex premier lussemburghese ha poi affrontato di petto la questione del piano degli investimenti, dando la sua parola che la Commissione lavorerà giorno e notte su questo punto, «una vasta coalizione dei paesi partecipanti e dei principali partiti politici lavoreranno su una struttura a tre pilastri: le riforme strutturali, la credibilità fiscale e gli investimenti. Il livello di investimenti nell’UE è sceso del 20%, dopo il suo ultimo picco nel 2007, dobbiamo lavorare per colmare questa lacuna. Ho intenzione di presentare un ambizioso pacchetto di investimenti da € 300 miliardi per l’occupazione, la crescita e la competitività. Presenteremo il pacchetto prima di Natale. Questa non è una promessa, è un’affermazione».

    Lo sviluppo e alcune critiche.
    Juncker ha anche sottolineato l’importanza dello sviluppo sostenibile «come sapete, è un principio sancito dai trattati dell’Unione Europea (articolo 3), pertanto dovrebbe essere preso in considerazione da tutte le istituzioni in tutte le loro azioni politiche. Sostenibilità e preoccupazioni ambientali sono importanti per i nostri cittadini. Abbiamo gli strumenti per affrontarli nella nuova Commissione».

    Durante l’intervento di Juncker non sono però mancate le proteste: un gruppo di deputati dell’ “Europe of Freedom and Direct Democracy (EFDD)” ha sfoggiato dei cartelli con la scritta “#No Austerity”. Il gruppo, nato lo scorso giugno e formato da 48 membri eletti, che vede David Borrelli (M5S) come co-presidente, ha un programma politico contrario al centralismo burocratico dell’Unione Europea e mira a un conservatorismo nazionale. Invece il partito dei conservatori europei Ecr “European Conservatives and Reformists Group”, si è astenuto al voto e ha annunciato il dissenso per la carica di Commissario europeo per gli affari economici e monetari, affidata a Pierre Moscovici. Durissime le parole a riguardo del leader britannico Syed Kamall «visti i risultati nel passato, è come mettere un alcolizzato alla guida di un bar».

    Foto: euobserver.com

    Print Friendly
    Alberto Marenco

    Nato ad Asti nel 1988. Laureando in Culture moderne comparate a Torino, frequenta un master in Editoria e Comunicazione a Roma presso l'Istituto Comunika. Ha collaborato con settimanali sportivi locali, un quotidiano on line e ha lavorato in un ufficio stampa. Ama viaggiare e conoscere nuove culture, altri modi di vivere e di pensare. Non ha paura di ciò che non conosce ma ne è affascinato.

      Seguici su Facebook

      Resta aggiornato su Twitter