21 July 2017
    Rodong Sinmun - Kim Jong Un

    Kim Jong Un e la propaganda

    Kim Jong Un e la propaganda è stato modificato: 2016-01-26 di Alessandro Porro

    Rodong Sinmun - Kim Jong Un

    Kim Jong Un, ‘Supremo Leader’ della Corea del Nord, non è comparso in pubblico per 41 giorni, fino a ieri. Restano però alcuni dubbi e il fatto, inoltre, può avere un significato politico.

    Che fine ha fatto Kim Jong Un? La domanda che circolava ancora ieri con una certa insistenza sui media internazionali non ha più senso perché Kim Jong Un è ricomparso in pubblico dopo 41 giorni. Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa nordcoreana KCNA, controllata come tutti gli altri media del paese dal regime, il Supremo Leader si sarebbe recato, “a sorpresa in visita ad un quartiere residenziale e un polo scientifico in costruzione. Notizia prontamente rilanciata attorno alla mezzanotte, ora italiana, da tutti i principali media internazionali. Un piccolo mistero tuttavia permane. La foto, non datata, con cui la KCNA ha corredato il lancio di agenzia risalirebbe allo scorso agosto. In essa si vede un Kim sorridente al centro dell’ormai noto stuolo di generali e funzionari che lo accompagna sempre.

    I dubbi.
    Viene spontaneo chiedersi se Kim Jong Un sia davvero ricomparso in pubblico a quarantuno giorni dall’ultima volta o se non si tratti piuttosto di una semplice quanto abile mossa della propaganda di regime, volta a smorzare le speculazioni che stavano circolando sempre più insistentemente sulla sorte del leader.

    La domanda più corretta da porsi ora, volendo prendere per vero il suo ritorno alla vita pubblica, sarebbe quindi: dov’è stato finora Kim Jong Un? Come detto, tra l’apparizione di ieri e quella precedente – in occasione di un concerto a Pyongyang il 3 settembre scorso – corrono quarantuno giorni, decisamente troppi per un dittatore che ha abituato il mondo a frequenti apparizioni in pubblico. Tanto per fornire qualche numero, Kim Jong Un non è mai apparso in pubblico meno di 11 volte in un mese e ad agosto avrebbe partecipato ben 33 volte a momenti e cerimonie ufficiali. In precedenza l’assenza più lunga era durata 24 giorni (la fonte, da prendere sempre con il beneficio del dubbio, è la stampa di regime nordcoreana).

    Questa volta però, ad accrescere i sospetti che qualcosa di grave fosse accaduto al Maresciallo della Corea del Nord e a ingigantire le speculazioni giornalistiche, ha sicuramente contribuito la sorprendente assenza in occasione delle celebrazioni, venerdì scorso, per il 69° anniversario del Partito Nordcoreano dei Lavoratori, la ricorrenza più importante nella vita del paese. Chi aveva ipotizzato una grave malattia o peggio il golpe e addirittura la morte del dittatore ha trovato in questa circostanza un supporto alle proprie tesi.

    kim bastoneUn’operazione all’anca.
    L’ipotesi ora come ora più accreditata è quella che Kim Jong Un si sia sottoposto a un’operazione all’anca o comunque agli arti inferiori. E la foto che ieri il Rodong Sinmun, la “pravda” nordcoreana, ha fatto circolare sembra confermare questa ipotesi; ritrae infatti Kim Jong Un seduto con un bastone da passeggio in mano mentre si rivolge ad un funzionario. La foto ovviamente non è datata e il giornale non fa riferimento alcuno alla salute del leader. Il dubbio che si tratti anche in questo caso di un’immagine di repertorio è lecito, del resto esistono video, risalenti ad alcuni mesi fa, che dimostrano come già da tempo Kim Jong Un zoppicasse vistosamente.

    Le ipotesi dei media.
    Nei giorni scorsi il quotidiano sudcoreano Chosung Ilbo aveva avanzato l’ipotesi che il dittatore fosse affetto da gotta. India Today propendeva per un problema all’anca dovuto all’eccessivo consumo di formaggio di importazione, di cui Kim sarebbe un vorace consumatore. Soltanto ieri mattina il Joongang Ilbo, altro media sudcoreano, rivelava che ad effettuare l’intervento chirurgico sarebbe stato un medico francese. Notizia immediatamente rilanciata da alcuni quotidiani francesi come Le Point e Parismatch. Nell’articolo non si parlava però di problemi all’anca, bensì di edemi ai piedi e alle caviglie. Del resto non sarebbe la prima volta che un leader nordcoreano richieda le cure di un medico francese. Già Kim Jong Il, nel 2008, si rivolse a un luminare della neurologia francese per riprendersi dall’ictus.

    Alcuni media però, come il Guardian, avevano già dato Kim Jong Un per morto o destituito. Il quotidiano britannico era infatti stato tra i primi, ancora prima che Kim marcasse visita alla festa del Partito, ad ipotizzare che il suo regime fosse giunto all’epilogo e che il Supremo Leader fosse stato destituito da un golpe orchestrato da alcuni militari e sostituito dalla sorella più giovane, Kim Yo Jong.

    Il Chosun Ilbo aveva poi rincarato la dose riferendo di un incontro segreto tra alti funzionari di Pyongyang e il governo di Seul, preludio a uno storico avvicinamento tra le due Coree. A smentire la notizia ci hanno poi pensato involontariamente gli eserciti dei due paesi che prima il 7 ottobre e poi nuovamente il 10 hanno ingaggiato scaramucce da un lato all’altro del confine e nel Mar del Giappone. Incidenti fortunatamente senza conseguenze politico-militari.

    La propaganda.
    Il mistero tuttavia resta. Trattandosi di un regime retto da un leader che ha puntato molto se non tutto sul culto della personalità è lecito chiedersi se la foto circolata ieri non sia soltanto un tentativo per porre fine alle speculazioni circolate nelle ultime due settimane e riaffermare la leadership del dittatore. È una mossa spesso usata dagli organi di propaganda dei regimi dittatoriali. Un leader può ammalarsi e restare per lungo tempo lontano dai riflettori, ma quando le speculazioni e le voci tendono a diventare incontrollate, e c’è il rischio che paesi nemici possano approfittarne, anche solo per fomentare i dissidenti ecco allora ricomparire il leader. È accaduto ad esempio per Fidel Castro. Più volte negli ultimi anni, anche prima che la guida del paese passasse al fratello Raùl, il Lider Maximo è stato dato per morto salvo poi ricomparire in pubblico a sorpresa per tacitare le voci. Lo stesso accadde per Hugo Chavez.

    Quello che è certo, propaganda o no, è che da oggi le speculazioni cesseranno. Kim Jong Un, leader noto per il suo presenzialismo e la sovraesposizione per una volta è riuscito ad attirare l’attenzione del mondo su di sé anche eclissandosi per un mese e 11 giorni.

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    Alessandro Porro

    Giornalista dal 2007, laureato in giurisprudenza, ha collaborato per anni con un giornale torinese e con diverse testate online. Appassionato di Francia e questioni francesi in generale.

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