24 April 2017
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    La badante che parla con i fantasmi

    La badante che parla con i fantasmi è stato modificato: 2015-04-12 di Noria Nalli

    I fantasmi che si animano tra una badante a la sua assistita, ma forse è molto più semplice di quanto sembri.

    Questa rubrica è «un esercizio affascinante, anche se duro, un viaggio alla scoperta del senso profondo. Noria sceglie di volta in volta una persona, una situazione, un incontro, una relazione diseguale all’interno dell’esperienza del ricovero, della riabilitazione o del contatto con l’esterno. Scopre la propria capacità di raccontare, di condividere e di emozionarsi, di fissare in un veloce ritratto situazioni minime, che altrimenti sarebbero destinate a sfiorire in un angolo della memoria» (Franco Bomprezzi).

    Pensava che parlare ogni tanto da sola fosse una sua piccola stranezza e non aveva osato farglielo notare. Ma quel giorno la situazione la stava davvero preoccupando. Da un’ora Mary stava parlando in spagnolo a voce alta, nella stanza da bagno e in casa non c’era nessuno, a parte loro due. Lidia era stesa sul suo letto a riposare, per riprendere forze, mentre la sua assistente domiciliare peruviana le riordinava la casa.

    Mary aveva un tono convinto, come se stesse affrontando un’animata conversazione. Lidia si stava sforzando di ignorare la strana situazione. Era affezionata alla donna, la sua presenza le rendeva meno dura la sua disabilità e non voleva crearle imbarazzo. In fondo curava la sua casa con impegno da molte settimane. Quella chicchierata “fantasma”, in una lingua che non capiva la stava turbando, non riusciva nemmeno a concentrarsi nella lettura.

    «Mary, puoi venire un attimo?» disse a voce alta. Lidia dovette ripetere la frase diverse volte, perché la donna sembrava non sentire. Alla fine Mary arrivò trafelata, con uno straccio in mano e le si avvicinò,  spostandosi i capelli. Come in un film giallo, Lidia ebbe un’improvvsa illuminazione, che risolse imistero. Nell’orecchio della sua badante vide un auricolare. Mentre lavorava, Mary parlava al telefono. Fare le due cose contemporaneamente per lei era così naturale che non aveva pensato di informarla. Sconcertata, Lidia si chiuse in sé a riflettere.

    La sua aiutante non parlava con i fantasmi, ma la situazione aveva invece fatto sentire lei un po’ invisibile e forse meno importante di quanto avesse pensato.
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    Noria Nalli

    Nata nel 1965 nell'antico borgo fortificato di Montagnana, laureata in filosofia, ha due figlie. Collabora con La Stampa e il mensile Vita non profit, per il cui portale cura il blog http://blog.vita.it/sclerotica. Ha una trasmissione su Radioflash. Per la Omega edizioni di Torino, quest'anno ha pubblicato il libro La stampella di Cenerentola.

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