24 July 2017
    Boko-Haram

    La Nigeria nelle mani di Boko Haram

    La Nigeria nelle mani di Boko Haram è stato modificato: 2016-01-26 di Paolo Morelli

    Una bambina kamikaze ha fatto 19 vittime in un mercato, sarebbe collegata al gruppo integralista islamico Boko Haram, che la scorsa settimana ha assaltato una cittadina uccidendo 2 mila persone.

    «Il peggior massacro nella storia dei Boko Haram», così Amnesty International ha definito il raid compiuto la scorsa settimana dal gruppo integralista islamico nigeriano, che ha assaltato la cittadina di Baga (Nord-Est della Nigeria, quasi al confine con il Ciad) uccidendo circa 2 mila dei 10 mila abitanti. Ci sono talmente tanti feriti che non è possibile occuparsi di tutti, un po’ per mancanza di mezzi e un po’ per paura. Alcuni vengono lasciati morire. Un vero eccidio, orchestrato da un’organizzazione militare dotata di buoni mezzi bellici. L’ultima volta che il gruppo estremista era balzato alla ribalta delle cronache occidentali è stato quando furono rapite circa 200 ragazze delle quale, tranne qualcuna che era riuscita a fuggire, poco si era saputo. Ma i rapimenti sono continuati e Boko Haram, soprattutto, è molto di più di una setta estremista armata.

    La Nigeria divisa in due.
    Se, come accaduto una settimana fa, gli integralisti possono permettersi di circondare un villaggio, radunare gli uomini e scegliere “i migliori” da arruolare forzatamente tra le proprie linee, allora vuole dire che la loro forza è di gran lunga superiore a quella della nazione che stanno mettendo a ferro fuoco. O quantomeno è in grado di tener testa alle istituzioni. La propaganda dell’Isis è arrivata in Nigeria, al punto da ispirare le azioni dei Boko Haram inducendoli a proclamare un califfato guidato dal loro leader, Abubakar Shekau. Il Paese, ora, è spaccato in due: il Nord musulmano nelle mani dei Boko Haram, il sud a maggioranza cristiana, che ancora resiste, e dove probabilmente si riuscirà a votare nelle elezioni presidenziali del 15 febbraio. Difficile pensare che gli integralisti Boko Haram consentiranno l’allestimento dei seggi al Nord.

    La bambina kamikaze.
    Le ultime cronache parlano di una bambina kamikaze, che si è fatta saltare in aria (anzi, qualcuno ha azionato il detonatore a distanza) nel mercato di Maiduguri, nel Nord-Est del Paese. Il bilancio, provvisorio, parla di 19 morti e 18 feriti. Non è certo il legame con il gruppo estremista ma le autorità locali ritengono che dietro questo ennesimo attentato ci sia Boko Haram. Già in diverse occasioni gli integralisti hanno dimostrato di non rispettare nessuno, nemmeno i bambini, uccidendoli indiscriminatamente nei loro assalti e, in questo caso, utilizzandoli per i propri atroci scopi.

    Cinque anni di Boko Haram.
    In cinque anni di emergenza, che hanno dilaniato la Nigeria, gli integralisti islamici hanno causato circa 10 mila morti. Si calcola che circa un milione di nigeriani hanno dovuto abbandonare la propria casa, fuggendo all’interno del Paese oppure all’estero (Ciad, Camerun e Niger). La situazione è sfuggita di mano, le autorità nigeriane non sono in grado di fronteggiare la minaccia interna e nemmeno i vicini di casa stanno impegnando a dovere i propri eserciti. Il Niger, in particolare, ha ritirato le proprie truppe da Baga dopo l’assalto di Boko Haram. Una barbarie che sembra inarrestabile e sulla quale diverse organizzazioni umanitarie stanno concentrando l’attenzione da tempo. Una vera emergenza che ancora non ci colpisce, forse per la distanza geografica o forse per quella culturale.

    Il ruolo della Francia.
    La Francia, che però in questi giorni deve fronteggiare altri problemi, ha già ospitato un meeting tra i leader dei quattro paesi africani minacciati da Boko Haram. Parigi potrebbe guidare una controffensiva coordinando gli eserciti africani e fornendo il supporto necessario. I 2800 soldati africani mobilitati finora (tra tutti i e quattro gli eserciti) non sembrano bastare per fermare l’avanzata degli integralisti. Proprio in questo momento di grande difficoltà per i francesi, Boko Haram continua a colpire, e il dialogo tra Nigeria, Ciad, Camerun e Niger stenta a riprendere, ma solo la coesione tra i paesi offre uno spiraglio – al momento – per fermare gli integralisti.

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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