19 February 2017
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    La nuova Grecia di Alexīs Tsipras

    La nuova Grecia di Alexīs Tsipras è stato modificato: 2016-01-26 di Christopher Rovetti

    Il nuovo Primo ministro della Grecia, Tsipras, prova a far uscire il Paese dalla crisi e a porre fine al commissariamento della Troika.

    Era la fine del 2009, quando il premier greco George Papandreou paventò la concreta possibilità che il suo Paese fosse costretto a dichiarare bancarotta. Per la prima volta uno stato europeo mostrava il fianco alla finanza internazionale e si preparava a uno dei più lunghi periodi di crisi e recessione della propria storia. Da allora, in Grecia si sono succeduti cinque governi e Atene ha ospitato più manifestazioni di protesta di qualsiasi altra capitale europea, ma la crisi economica continua ad attanagliare il Paese e non sembra aver mai fine. E se da un lato l’Europa sembra essere uscita della recessione, dall’altro, la Grecia, nonostante i timidi segnali di ripresa fatti registrare dal PIL (+0,6% nel 2014), continua a essere il grande malato dell’Eurozona e il sorvegliato speciale da parte della Troika formata da FMI, UE e BCE.

    Cronaca di una tragedia annunciata.
    Cinque anni di crisi economica hanno messo la popolazione in ginocchio e hanno lasciato sul terreno delle rovine molto meno romantiche di quelle del Partenone. Non è di molto tempo fa la notizia che la disoccupazione nel Paese permane intorno al 26% (fonte EUROSTAT) e che molte aziende hanno iniziato a pagare i propri dipendenti sostituendo lo stipendio con dei buoni pasto. Tutto ciò appare come un vera e propria disfatta per la terapia di austerity prescritta per la Grecia dal Fondo Monetario Internazionale e dall’Europa, Germania in testa. Ciò che appare chiaro, rispetto alla crisi ellenica, è che il rigore fine a se stesso ha avuto come unico risultato concreto quello di strangolare economicamente il Paese.

    L’arrivo di Tsipras.
    Nonostante il quadro greco risulti tutt’altro che roseo, negli ultimi mesi, qualcosa sembra essere mutato. Causa di questo cambiamento è stata la scelta fatta dai cittadini greci nelle ultime elezioni svoltesi nel gennaio scorso. Dopo anni di alternanza fra socialisti e conservatori, la Grecia ha scelto di tagliare i ponti con il passato e di mettere il proprio destino nelle mani di Alexīs Tsipras, leader di Syriza. Sebbene il suo partito sia di recente formazione, Tsipras non è un novizio della scena politica internazionale, essendo stato di recente il candidato del GUE/NGL (sinistra radicale) come successore di Barroso, alla guida della Commissione Europea.

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    Particolare del manifesto elettorale di Tsipras.

    Il New Look del governo Tsipras.
    Tuttavia la forza di Tsipras e del suo partito hanno raggiunto il loro apice dopo la vittoria alle ultime elezioni politiche del gennaio scorso. Commentando a caldo il successo elettorale, il nuovo premier greco aveva detto che la speranza stava scrivendo la storia e che il Paese finalmente era pronto a voltare pagina. Ora, senza volerci spendere in previsioni dai toni sibillini o, ancor peggio, in endorsement dal retrogusto di “gufata”, sembra chiaro che il neo primo ministro ellenico abbia deciso di imporre un nuovo ritmo alla politica di Atene. Tsipras ha già fatto sapere che la Grecia non intende più sottostare pedissequamente ai diktat imposti dalla Troika.

    Risarcimenti miliardari e opere d’arte.
    Uno dei primi annunci-spot partoriti all’ombra del Partenone dal nuovo governo ellenico rischia addirittura di riesumare questioni vecchie di oltre mezzo secolo. Nei giorni scorsi, l’esecutivo di Atene ha paventato la possibilità di chiedere alla Germania i danni causati al Paese durante la Seconda Guerra Mondiale. La dichiarazione, che ha fatto sorridere i più, ha ulteriormente inasprito i rapporti già tesi fra Berlino e il governo guidato da Tsipras. Il ragionamento alla base di tale richiesta sarebbe alquanto semplice; nel corso della Seconda Guerra Mondiale la Germania avrebbe causato danni alla Grecia per oltre 162 miliardi di euro (stima fatta nel 2012 dall’allora governo guidato da Antonis Samaras). Sebbene nel 1960, il governo federale tedesco abbia pagato alla Grecia 115 milioni di marchi di risarcimento, secondo Atene, la cifra avrebbe coperto solo i danni causati dai nazisti nei confronti delle persone fisiche e non quelli verso il territorio greco e lo stato ellenico. Altresì il governo di Atene ha chiesto la restituzione delle opere sottratte dai nazisti durante la guerra, attualmente esposte in vari musei tedeschi. Tali richieste, dal sapore ancor più provocatorio in vista della nuova rinegoziazione del debito greco, hanno avuto come risultato quello riaccendere i riflettori sulla Grecia e sulla tragica situazione in cui versa il Paese.

    Un futuro incerto.
    Ciò detto, sebbene Tsipras si mostri forte del consenso elettorale ottenuto, nei prossimi mesi dovrà dare risposte concrete a tutte quelle domande cui i precedenti governi ellenici non hanno saputo rispondere. In quest’ottica, le decisioni del governo ellenico e anche le uscite, più o meno volute, dei suoi ministri rischiano di pesare come macigni sul futuro delle trattative per la rinegoziazione del debito e sull’ipotetica uscita di Atene dall’Eurozona. E a ben vedere, non sembrano aver giovato alle relazioni fra Atene e Berlino le immagini di repertorio del ministro delle finanze greco Varoufakis, che alza il dito medio contro la Germania a conclusione di un intervento sulla crisi economica greca, ma questi sono argomenti spinosi che meriterebbero ben più di poche righe per essere sviscerati. E del resto se l’Italia è riuscita a sopravvivere nonostante l’ormai famosa battuta dell’ex premier riguardo alla scarsa beltà di Angela Merkel, con un semplice dito medio i greci possono dormire sonni tranquilli.

    In copertina: manifestazione contro l’austerity (allnews24.eu)

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    Christopher Rovetti

    Christopher Rovetti, toscano, classe 1984, laureato in Relazioni Internazionali all'università di Pisa. Apprendista scrittore e aspirante giornalista con una passione smisurata per il cibo, la lettura e i viaggi. Al momento collabora come blogger con la rivista Switch Magazine.

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