20 November 2017
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    La Sicilia di Silvia

    La Sicilia di Silvia è stato modificato: 2015-05-10 di Noria Nalli

    Da Peppino Impastato alla Sicilia, attraverso le parole d’amore di Silvia per il suo territorio.

    Questa rubrica è «un esercizio affascinante, anche se duro, un viaggio alla scoperta del senso profondo. Noria sceglie di volta in volta una persona, una situazione, un incontro, una relazione diseguale all’interno dell’esperienza del ricovero, della riabilitazione o del contatto con l’esterno. Scopre la propria capacità di raccontare, di condividere e di emozionarsi, di fissare in un veloce ritratto situazioni minime, che altrimenti sarebbero destinate a sfiorire in un angolo della memoria» (Franco Bomprezzi).

    «Sì, ho visto ‘I cento passi’ e mi sono molto emozionata!». Capelli nerissimi e ricci, seduta sulla carrozzina, la donna era ricoverata da qualche settimana in Piemonte, ma veniva dalla Sicilia. Silvia parlava con calore del film sulla mafia e sul coraggio di Peppino Impastato nel tentare di combatterla. Con le altre pazienti raccontava di quanto amasse la sua terra, ma di come la criminalità avesse reso difficile il progredire della convivenza civile.

    «Tutto è più complicato, anche le cure e l’assistenza». Silvia era davvero amareggiata. Laura la ascoltava con interesse e ammirazione. Ascoltando quella parlata messinese, le sembrava di seguire un intenso monologo teatrale. Magari tratto da un testo di Pirandello o di Sciascia, per ricordare la Sicilia che Silvia difendeva e amava.

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    Noria Nalli

    Nata nel 1965 nell'antico borgo fortificato di Montagnana, laureata in filosofia, ha due figlie. Collabora con La Stampa e il mensile Vita non profit, per il cui portale cura il blog http://blog.vita.it/sclerotica. Ha una trasmissione su Radioflash. Per la Omega edizioni di Torino, quest'anno ha pubblicato il libro La stampella di Cenerentola.

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