12 December 2017
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    L’Africa combatte la fame, e l’obesità

    L’Africa combatte la fame, e l’obesità è stato modificato: 2016-01-26 di Alessandro Porro

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    Due facce della stessa medaglia in Africa, continente segnato dalle guerre e dai problemi di alimentazione. C’è chi patisce la fame e chi diventa obeso.

    Il mondo sembra essere molto vicino a sconfiggere una delle piaghe più devastanti degli ultimi 30 anni, la fame. Secondo la Fao, l’Ifad (Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo) e il Pam (Programma Alimentare Mondiale) entro la fine del 2015 – poco più di un anno quindi – il numero di persone che soffriranno la fame e la denutrizione sul nostro pianeta sarà ridotto della metà, arrivando a raggiungere quello che all’inizio del millennio era uno degli obiettivi fissati dall’Onu, dai governi e dalle organizzazioni internazionali.

    Più cibo, ma non per tutti.
    Il rapporto Sofi 2014, presentato la settimana scorsa a Roma, rivela infatti che 63 paesi in via di sviluppo hanno già raggiunto l’obiettivo del dimezzamento delle persone denutrite ed altri sei paesi sono sulla buona strada per fare altrettanto entro la fine del prossimo anno.

    Un risultato certamente storico di fronte al quale, però, non si può dimenticare che ancora oggi nel mondo circa 805 milioni di persone soffrono di sottonutrizione, benché la produzione alimentare a livello mondiale sia adeguata. Il problema infatti non è costituito dal volume di produzione delle derrate alimentari quanto dall’accesso al cibo, particolarmente gravoso soprattutto nelle aree rurali. Non va poi dimenticato che le guerre hanno acuito le situazioni di paesi come Siria, Iraq e Repubblica Centrafricana e ben presto l’epidemia di Ebola potrebbe avere come conseguenza proprio il riacutizzarsi della crisi alimentare in paesi che sembravano averla superata.

    Dalla fame al sovrappeso.
    Mentre alcuni paesi del continente africano ancora lottano contro la fame, il risvolto della medaglia riscontra un’inversione di tendenza che ha quasi del paradossale. In una sorta di contrappasso alcuni paesi come il Botswana e il Sudafrica si trovano a dover fronteggiare un problema opposto, quello dell’obesità.

    Condizione che solitamente riguarda le nazioni ricche e industrializzate, l’obesità ha iniziato a farsi strada anche in Africa parallelamente al miglioramento delle condizioni di vita e ad un più facile accesso al cibo. A rivelarlo è il rapporto stilato dall’Overseas Development Institute secondo cui oltre un terzo degli adulti del mondo è sovrappeso e due terzi di questi vivono in paesi in via di sviluppo. E l’incremento è stato repentino quanto rapidissimo. In 30 anni le persone sovrappeso nei paesi emergenti o a reddito medio-basso sono saliti da 250 milioni a 1 miliardo.

    In Botswana, ad esempio, più della metà delle donne soffre di obesità, in Nigeria un uomo ogni otto e in Egitto le donne in evidente sovrappeso sono aumentate esponenzialmente nell’arco di pochissimi anni.

    I dati più allarmanti riguardano però il Sudafrica, il cui tasso di obesità è quasi doppio rispetto alla media mondiale. Non solo, contrariamente a quanto avviene nelle nazioni più ricche, la percentuale di donne obese è superiore a quella degli uomini. Secondo la rivista scientifica Lancet il Sudafrica sarebbe anche il terzo paese più “grasso” del mondo.

    Alimenti di scarsa qualità per i più poveri.
    La massiccia e sempre più dilagante diffusione dell’obesità in Africa non è, come si potrebbe facilmente pensare, dovuta al solo miglioramento delle condizioni di vita. Sebbene l’accesso al cibo non sia più così difficile, le fasce più povere della popolazione faticano ad accedere a cibi nobili e salutari e sono costrette a ripiegare su alimenti scarsamente nutrienti, infarciti di grassi e zuccheri. A questo si aggiungono anche problemi culturali. La percezione sociale che si ha delle persone sovrappeso in Africa è opposta a quella che si ha nei paesi Occidentali. Essere grassi per un uomo è sinonimo di opulenza, per una donna addirittura di bellezza. Normale per paesi che hanno sperimentato a lungo l’eccessiva magrezza.

    Le conseguenze sul sistema sanitario.
    L’obesità rischia però di rivelarsi un problema grave quanto la fame. La prima conseguenza di lungo periodo è rappresentata dall’aumento delle patologie cardiovascolari e dalla diffusione del diabete, quasi del tutto sconosciuti fino a qualche anno fa. La differenza rispetto ai paesi occidentali è data dalla sottovalutazione dei rischi. La popolazione non è correttamente informata circa le conseguenze che regimi di vita ipercalorici potrebbero comportare, il personale medico spesso non è adeguatamente formato e i sistemi sanitari di questi paesi difficilmente riusciranno in futuro ad assistere una grande percentuale di persone sovrappeso.

    Il quadro che emerge da queste ricerche e dai dati più recenti rivela un mondo nel quale i paesi un tempo identificati come appartenenti al Terzo Mondo si stanno avvicinando sempre più alla condizione delle nazioni ricche, mutuandone però anche le conseguenze più dirette, e spesso nefaste, del benessere.

    Foto: ilfattoalimentare.it

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    Alessandro Porro

    Giornalista dal 2007, laureato in giurisprudenza, ha collaborato per anni con un giornale torinese e con diverse testate online. Appassionato di Francia e questioni francesi in generale.

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