20 September 2017
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    Il lampo bianco di Silvio Bernelli

    Il lampo bianco di Silvio Bernelli è stato modificato: 2014-11-21 di Cecilia Russo

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    Il libro di Silvio Bernelli, “Dopo il lampo bianco” (Agenzia X, 2012), racconta un evento traumatico realmente accaduto che ha cambiato la vita all’autore.

    «Nel primo pomeriggio dell’8 agosto 2005 mi sorpresi a guardare il mio sangue arterioso che allagava l’asfalto, in una stradina che non avrei saputo ritrovare neanche su una cartina». Così comincia il romanzo di Silvio Bernelli, insegnante di yoga e della scuola Holden, collaboratore di Il fatto quotidiano.

    Fin dal principio il lettore capirà che ciò che sta leggendo è qualcosa di realmente accaduto. L’autore, infatti, era in viaggio in Thailandia quando la sua bicicletta venne travolta da un camion e la sua vita cominciò a cambiare.

    Il romanzo narra le traversie che l’autore ha dovuto superare per salvare le sue gambe, maciullate dalle ruote del camion. Ciò che però ci stupisce più di tutto è l’inserimento di brani di altri libri per spiegare e giustificare ciò che stava accadendo: è una grande ricerca bibliografica sul tema del dolore e degli incidenti che a volte cambiano la vita, altre la distruggono.

    Non sono tanto le immagini dure e truculente degli effetti dell’incidente a tenerci incollati alle pagine quanto la fatica di comunicare, non parlando la lingua locale, il coraggio di sapersi far ascoltare mentre dei soldati ti puntano un mitra contro e sembrano non capire le tue ragioni per voler prendere un aereo dopo lunghi mesi di dolore e tornare a casa.

    Dopo il lampo bianco è una rottura che segna la vita dell’autore, ma cambia anche quella del lettore che, come svegliato da un lungo sonno, si accorge di quanto la vita di ognuno di noi possa essere appesa a un filo e forse a salvarci non saranno i migliori medici, i migliori ospedali, ma la tenacia e la testardaggine di voler vivere, anche quando tutto sembra suggerirti un tragico epilogo.

    Dopo l’incidente la vita di Silvio Bernelli è cambiata, l’autore ha tanto da raccontare e una forza che riuscirà a travolgere tutti i suoi lettori o i suoi allievi interiorizzando il suo più grande insegnamento: «la verità è che non si finisce mai di sopravvivere. Per questo all’aggettivo sopravvissuto preferisco quello di sopravvivente: assai più preciso nel descrivere la condizione di quelli che come me si sono trovati a correre, anche soltanto per un pungo di secondi, proprio lì, sulla linea del confine».

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    Cecilia Russo

    PhD Student presso l'Università degli Studi di Torino, ha insegnato per alcuni anni francese e materie in lingua francese presso alcuni istituti di istruzione secondaria. Francesista, è appassionata di letteratura e di viaggi.

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