26 May 2017
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    L’asciugamano di Douglas Adams

    L’asciugamano di Douglas Adams è stato modificato: 2015-05-11 di Paolo Morelli

    Douglas Adams, autore di “Guida galattica per autostoppisti”, è scomparso 14 anni fa. E tra 14 giorni ci sarà il “Towel Day”.

    Quando i “cervelloni” di Guida galattica per autostoppisti chiesero al super computer quale fosse la risposta alla «vita, l’universo e tutto quanto», l’elaboratore elettronico iniziò a macinare dati, facendo calcoli all’apparenza infiniti ed eseguendo processi sconosciuti. Dopo qualcosa come sette milioni e mezzo di anni, la risposta arrivò: 42. «C’è qualcosa di profondamente sbagliato nell’Universo» fu il primo commento di uno dei personaggi. Intorno a quel numero si è a lungo dibattuto, con lo stesso autore del romanzo, Douglas Adams, che dapprima aveva dichiarato di aver scelto un numero a caso, poi aveva lasciato intendere di essersi ispirato ad altri. Ad esempio Lewis Carroll – il 42 ricorre parecchio nelle sue opere –, sebbene Adams non lo confermò mai.

    Quel “maledetto” 42.
    Douglas Adams è scomparso l’11 maggio 2001, aveva da poco compiuto 49 anni e la sua produzione letteraria e fantascientifica infiamma, ancora oggi, schiere di appassionati. Non c’è solo quel “maledetto” numero 42, ma tantissime altre citazioni e riferimenti che, all’apparenza inspiegabili, nasconderebbero altri livelli di significato che solo il vero appassionato sarebbe in grado di cogliere. Oppure no. Forse è solo un grande bluff, un’incertezza sulla quale Douglas Adams amava giocare in continuazione. Sul 42 – per tornare al nostro esempio – si è passati dalle presunte citazioni letterarie alle formule matematiche, fino ad arrivare alla fisica pura.

    Fantascienza dissacrante.
    Guida galattica per autostoppisti
    fu pubblicato nel 1979, seguito poi da altri quattro romanzi sullo stesso filone: Ristorante al termine dell’Universo (1980), La vita, l’universo e tutto quanto (1982), Addio, e grazie per tutto il pesce (1984), Praticamente innocuo (1992). Prima dei libri, ci fu una serie radiofonica di successo. Dopo i libri, si aprirono le porte degli studios televisivi. Ma solo dopo la scomparsa dell’autore, nonostante ci avesse provato per tutta la vita, l’opera arrivò al cinema. Il tema della fantascienza visto in maniera dissacrante, non banale e caratterizzato da una costante ironia cinica, ha fatto la fortuna dei romanzi di Douglas Adams. La Terra è un semplice puntino all’interno di interessi decisamente più grandi, che l’essere umano non è nemmeno in grado di immaginare. Il pianeta è talmente insignificante che si decide di “cancellarlo” per far spazio a una nuova autostrada intergalattica.

    Umana ironia in un mondo disumano.
    L’ironia è la chiave per la salvezza. Douglas Adams non riesce a farne a meno nemmeno negli altri romanzi, nei quali il protagonista è l’investigatore privato olistico Dirk Gently. Tutti i personaggi sono vulnerabili e umanizzati, nessuno è infallibile, nemmeno i robot. Anzi, il celebre Marvin, robot famosissimo nella saga “galattica”, è profondamente depresso. L’Universo costruito da Douglas Adams sembra non avere niente di eccezionale, si rivela incredibilmente simile alla vita quotidiana sulla Terra. È rassicurante e talmente assurdo nella propria rappresentazione ironica da non avere pretese di veridicità, racconta invece, attraverso automi, astronavi e alieni, gli esseri umani per come sono. I vizi, le virtù, la burocrazia che non risparmia nemmeno l’Universo, le lotte, le elezioni intergalattiche, gli inganni, l’insicurezza. Douglas Adams sposta la Terra fuori dalla Terra.

    I consigli della guida.
    La Guida galattica per autostoppisti è il fil rouge dell’intera «trilogia in cinque parti» (come lo stesso autore definiva i romanzi), un insieme di istruzioni per i viaggiatori intergalattici che consiglia, più di ogni altra cosa, di portare sempre con sé un asciugamano. Era «l’oggetto più utile per un autostoppista» e scimmiottava le vere guide turistiche, che tentano di dare consigli “universali” a qualunque turista ma che, in questo, non riescono a essere fedeli alla realtà. E comunque il buonsenso (che ad esempio suggerisce di portare un asciugamano, ‘ché non si sa mai) arriva dove la guida non arriva. Dopo la scomparsa di Douglas Adams, i suoi fan hanno organizzato, il 25 maggio, il «Towel Day» (“Giornata dell’asciugamano”), durante il quale portano con sé, per tutto il giorno, un asciugamano, in ricordo dello scrittore britannico. Speriamo di non dimenticarcelo.

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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