19 August 2017
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    Last Minute Sotto Casa, la lotta agli sprechi è “smart”

    Last Minute Sotto Casa, la lotta agli sprechi è “smart” è stato modificato: 2015-02-25 di Paolo Morelli

    La startup torinese Last Minute Sotto Casa combatte gli sprechi di cibo: conviene a clienti e negozianti. Intervista con il fondatore, Francesco Ardito.

    Lo spreco di cibo è una piaga di cui le persone iniziano, poco per volta, a prendere coscienza. Basta entrare in una panetteria o in una macelleria a caso verso l’ora di chiusura per vedere, sugli scaffali o nel banco, una discreta quantità di cibo invenduto che, il giorno dopo, difficilmente potrà essere ancora buono da mangiare.

    Una startup contro gli sprechi.
    È possibile, però, recuperare quel cibo attraverso differenti soluzioni. Si va dalla distribuzione ai bisognosi – accanto al cibo gettato via c’è chi non può permettersi di acquistarlo, un paradosso – fino ad arrivare a soluzioni economiche che fanno incontrare domanda e offerta. Una di queste è Last Minute Sotto Casa, startup torinese che dopo quasi un anno di attività conta oggi più di 23.000 iscritti ed è sostenuta da I3P, l’incubatore del Politecnico di Torino.

    Cos’è Last Minute Sotto Casa.
    Come funziona? Ci si iscrive al sito ufficiale e si inseriscono fino a dieci indirizzi di riferimento (casa, lavoro, genitori, amici, ecc…) e si aspetta. Ogni giorno, i negozianti a loro volta iscritti inviano delle “offerte” che vengono geolocalizzate: cibo invenduto ancora buonissimo super scontato, anche oltre il 50%. Se un bar, verso l’ora di chiusura, ha ancora – poniamo – dieci brioches fresche che difficilmente venderà, l’esercente invia un messaggio su Last Minute Sotto Casa offrendole a metà prezzo, o anche meno. Chi abita nei paraggi (perché ha inserito il proprio indirizzo) riceve l’annuncio e sa, istantaneamente, che in quel bar potrà acquistare una brioches (buona e fresca) a metà prezzo, e sarà molto più propenso a passare da lì, magari mentre torna a casa da lavoro, e ad acquistarne qualcuna.

    Si salva una tonnellata di cibo al mese.
    In questo modo, il cliente risparmia, il negoziante incassa comunque qualcosa (anziché zero) e, soprattutto, il cibo non si butta. Magari avanzeranno lo stesso due brioches, ma otto non finiranno nella spazzatura. Secondo una stima, Last Minute Sotto Casa permette, a Torino, di salvare dallo spreco una tonnellata di cibo al mese.

    Una necessità sociale.
    Il suo ideatore è Francesco Ardito, imprenditore torinese alla sua terza startup, ora impegnato in un fitto calendario di incontri e presentazioni che stanno portando Last Minute Sotto Casa in giro per l’Italia. «L’idea? È nata da un mio problema personale – ci ha spiegato – perché mi capitava spesso di comprare il pane mezz’ora prima della chiusura della panetteria. C’era sempre qualcosa che avanzava e quando chiedevo cosa ne sarebbe stato di quel cibo, spesso mi rispondevano, con rammarico “purtroppo devo buttare tutto”». La cosa importante è la semplicità d’uso, sulla quale Ardito e il suo team hanno puntato sin dall’inizio. «Abbiamo iniziato dalle panetterie di Santa Rita (quartiere di Torino, ndr) e poi ci siamo allargati soprattutto grazie al passaparola, finché ci ha chiamati l’Assessorato al Commercio del Comune di Torino che era rimasto favorevolmente impressionato dalla nostra attività».

    Tecnologia che unisce.
    La tecnologia, in questo caso, si rivela essenziale per ricostruire un microbusiness di quartiere, con un effetto sociale positivo sulla vita delle persone. «Oltre a un ricavo che non avrebbero incassato – ha raccontato Ardito – gli esercenti vedono entrare nei propri locali dei clienti nuovi. Chi entra per l’offerta, poi, spende meno per acquistare un prodotto e quindi ha a disposizione più soldi per acquistare altro. Molti, infatti, restano clienti del negozio. In questo modo rimettiamo in circolo un po’ di ricchezza». Oggi, in tutta Italia, quasi 450 negozi hanno aderito a Last Minute Sotto Casa, che guadagna circa 1000 nuovi utenti a settimana, l’obiettivo dichiarato di superare in breve i 50.000 iscritti è a portata di mano.

    Quale modello di business?
    «Per adesso non guadagnamo nulla
    – ha aggiunto Ardito – e stiamo incontrando potenziali investitori, ci servono contributi finanziari per migliorare il servizio. Probabilmente offriremo un servizio “freemium” come fa Linkedin, cioè proponendo funzionalità aggiuntive a pagamento. Stiamo lavorando a una app per smartphone che rilasceremo a marzo, e che permetterà di ricevere offerte in base al luogo in cui si trova, al di là degli indirizzi già inseriti».

    500.000 iscritti entro fine 2015.
    Un team snello che, dalle due persone iniziali, oggi conta sette membri, dislocati tra Torino, Milano, Terni e addirittura l’India, dove è stata sviluppata gran parte della tecnologia utilizzata dal software di Last Minute Sotto Casa. «Puntiamo a raggiungere i 500.000 iscritti entro la fine del 2015 – ha concluso Ardito – e stiamo a iniziando a pensare di collaborare con realtà estere». La tecnologia riavvicina le persone all’interno del loro quartiere, offrendo nuove occasioni di sviluppoe un’arma in più nella lotta agli sprechi.

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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