28 March 2017
    Laura-Halilovic

    Laura Halilovic, la “rom romantica”

    Laura Halilovic, la “rom romantica” è stato modificato: 2015-06-15 di Redazione

    All’esordio nel lungometraggio, la giovanissima Laura Halilovic firma un storia fresca, colma di humor e condita da molti spunti di riflessione sulla convivenza tra italiani e rom.

    Al Cinema Massimo, il Sottodiciotto Film Festival ha presentato, lunedì 8 dicembre, il primo lungometraggio di una giovane regista rom, Io rom romantica. Nel suo film, Laura Halilovic mette in scena la propria storia personale vissuta in una periferia torinese, il quartiere Falchera, a cavallo tra due mondi vicini ma separati da una lunga trafila di incomprensioni: quello degli zingari e quello dei gagè.

    Il film.
    Io rom romantica
    sembra avere tutte le caratteristiche della commedia etnica: Gioia, la protagonista, insegue caparbiamente  il sogno di diventare regista, mentre la famiglia, fedele alle proprie tradizioni Rom, la vorrebbe già sposata. Sullo sfondo i contrasti e i problemi di integrazione di un popolo che ha attraversato la Storia da reietto. Il film è fortemente autobiografico, Gioia non è altri che Laura Halilovic. Il suo è uno sguardo disincantato e realista che restituisce con amara ironia gli stereotipi che i due mondi hanno ciascuno dell’altro e la distanza di culture reciprocamente lontane e “intoccabili”, distanza che rimane incolmabile e non mediabile. I Gagè  – così i rom chiamano l’”Altro”, chi non è Rom –, e gli Zingari, termine negativamente connotato, rimangono nel film come nella realtà separati, anzi sono i primi che “separano” gli altri.

    Il riscatto della protagonista, quindi della regista, è un riscatto personale, frutto delle proprie capacità, fatto di compromessi e abilità nel nascondere a un mondo quello che è inopportuno dell’altro. Insomma, mancano quegli afflati, romantici e “buonisti” insieme, tipici del genere della commedia etnica in cui il riscatto personale diventa lo specchio di una speranzosa e ingenua convivenza. Non c’è niente di questo in Io rom romantica, la protagonista insegue il proprio sogno a discapito delle aspettative della propria famiglia e ci riesce solo accettando gli odiati compromessi.

    La carriera e i prossimi progetti.
    Laura Halilovic, 25 anni, vanta in compenso numerosi risultati. Io rom romantica è stato presentato al Giffoni Film Festival e al Mantova Film Festival. La regista ha vinto il Sottodiciotto Film Festival nel 2007 con il cortometraggio Illusioni e nel 2009 ha diretto un documentario, La mia famiglia rom e Woody Allen, premiato in numerosi concorsi nazionali e internazionali: Miglior documentario d’autore Grand Prix Urti 2010 e Miglior Documentario al South East European Film Festival di Los Angeles 2011. È stata, inoltre, assistente alla regia di Ricky Tognazzi per la fiction tv Mia madre.

    Durante la presentazione ha raccontato della scelta di utilizzare principalmente attori alle prime esperienze per mantenere il film spontaneo e genuino. La protagonista, Claudia Ruza Djordevic, è stata scelta tramite provini nei vari campi della periferia di Torino. Ma la regista ha sottolineato anche la fortuna di aver trovato un produttore, i tanti professionisti del settore che l’hanno supportata e aiutata: da Davide Tosco al compianto Nicola Rondolino a Daniele Segre, e del sostegno di Torino Film Commission che le ha permesso di coltivare un indiscutibile talento tramite esperienze lavorative nel cinema. L’incontro si è concluso parlando dei nuovi progetti: dopo un iniziale titubanza ha svelato che è in cantiere un nuovo film ambientato a Parigi.

    Simone Li Gregni

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    Redazione

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