18 October 2017
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    L’eroina e lo zoo di Berlino

    L’eroina e lo zoo di Berlino è stato modificato: 2015-02-09 di Margherita Ricci

    La storia Christiane e dei “ragazzi dello zoo di Berlino” è ancora attuale, la piaga dell’eroina non si affronta solo con i divieti.

    Il film-documentario Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino nacque dalle conversazioni tra Christiane Vera Felscherinow, l’eroinomane più famosa della Germania, e i due giornalisti dello Stern (rivista tedesca che nell’83 pubblicò i diari di Hitler facendo scoppiare lo scandalo) Kai Hermann e Horst Rieck; il libro che ne verrà fuori sarà tradotto in diciotto lingue.

    Nel tempo del racconto di quella Berlino Ovest vissuta tra i bagni della stazione con sottopassaggi giallastri e il Sound, discoteca definita come la più moderna d’Europa, Christiane raggiunge i 14 anni in uno stato di avanzata dipendenza da eroina. Le vicende del film andranno a sconvolgere la quiete casalinga occidentale ripercorrendo i turbamenti e le eccitazioni della vita nella zona emarginata di Tiergarten.

    Christiane scrive ancora.
    In questo 2015, Christiane compirà 52 anni e il suo ultimo libro, pubblicato l’anno scorso, suona così: «Non riesco a stare pulita». Dal fascino delle sue vicende di perdizione in molti, oggi, l’avrebbero data per morta, proprio come la sua amica Babsi, e proprio come bramava la sua stessa volontà demoralizzata e demoralizzante, al tempo. Che sia viva è un miracolo che conclama durante gli incontri pubblici. Dopo due aborti, un figlio di nome Jan Niklas (affidato ai servizi sociali ma che vede regolarmente) e dopo varie vicende annichilenti e momenti più sereni, ha ripreso quindi a scrivere; del nuovo libro dice che la gente vuole sapere, ed è proprio così.

    Agli inizi degli anni ’90 era scoppiata poi la guerra alla droga, con le madri coraggio e con l’introduzione di sanzioni penali per i tossicodipendenti (eravamo nello stadio in cui la punizione dell’abbandono imperava sulla rieducazione, e forse non ne siamo ancora usciti del tutto), sanzioni che verranno interrotte nel ’93 quando l’analisi del fenomeno maturerà sfociando in considerazioni che smetteranno finalmente di imporre la tematica all’interno del frame stringente dei reati.

    La droga oggi.
    Negli anni duemila il consumo di eroina negli USA è aumentato dell’80% e se negli anni ’80 il fenomeno era concentrato maggiormente nelle metropoli ad oggi la differenza è andata a perdersi. I consumi hanno modificato i loro volti e il loro target e la percezione della piaga della tossicodipendenza da eroina nelle frange di quattordicenni odierni si è andata a perdere fluttuante tra le sfumature di ciò che è più o meno trash e di ciò che è più o meno trendy. Ad esempio, se tagliata con il Fentanyl, sostanza storicamente utilizzata per trattare il dolore cronico e per interventi chirurgici come anestetico, il risultato ottenuto sarà certamente trash.

    In Europa.
    Dall’altra parte dell’Atlantico, in Europa, l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Oedt) comunicò nel 2012 che i traffici della “donna eroica” erano diminuiti. In Italia il maggior consumo appartiene all’Umbria (Regione con maggior numero di morti per droga), seguita da Marche e Sardegna. Lo Stivale continua a rappresentare un importante crocevia dei traffici internazionali, che continueranno a crescere mentre in parallelo il tabù della legalizzazione in alcune realtà (come la nostra) sembra non fornire interessanti trampolini di riflessione, quando dovrebbe; perché vogliamo goderci lo sballo, senza arrivare a maledirlo.

    «Studio le facce che vedo in metro ogni giorno. Tutti sono intrappolati, in qualche maniera», dice Christiane F., e aggiungiamo: accusiamo l’apocalisse e non abbiamo voglia di nascondercelo. Accusiamo l’apocalisse ma tutto ciò che da essa scaturisce e che ritorna a questa, non si risolverà con la trovata del due più due uguale quattro e non si risolverà con fare bigotto, beghino.

    Margherita Ricci

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    Margherita Ricci

    Nata a Novafeltria (RN) nel '91. Laureata in Scienze della Comunicazione a Bologna e studentessa di Scienze Politiche a Torino. Esistenzialista e amante de "Le straordinarie avventure di Pentothal". Mentore d'eccellenza: Fausto Rossi.

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