17 October 2017
    Lou Reed

    Lettera a Lou Reed

    Lettera a Lou Reed è stato modificato: 2015-01-16 di Davide Gambaretto

    A un anno dalla scomparsa, lo ricordiamo così. Nessuna descrizione, nessun riepilogo, solo un sincero messaggio.

    Caro Lou,
    ti scrivo questa lettera perché vorrei esprimere la mia gratitudine per quello che la tua musica ha significato per me. Ringraziarti per l’impatto che hai avuto nella vita di un quindicenne sperduto e sparuto, che cercava il suo posto in un mondo più grande di lui. Per quel ragazzino, la tua voce, la tua chitarra sporca, le tue canzoni e i tuoi album erano un faro da seguire, un posto dove rifugiarsi e uno sprone a ribellarsi. In una certa misura erano perfino un qualcosa in cui credere, nel senso più pieno della parola.

    Il mondo sembrava tutto sbagliato quando avevo quindici anni, ma grazie a te, Lou, ho iniziato a considerarlo come un posto pieno di opportunità in cui avrei potuto raggiungere qualsiasi risultato… ed esserne fiero. Anche se quel risultato era “solo” suonare un po’ di sano rock ‘n’ roll. Proprio come te.

    Io però non ho mai desiderato imparare a suonare la chitarra o diventare una rock star, sebbene abbia strimpellato qualcosa durante la mia infanzia. Certo, ai tempi della scuola capitava che, mentre stavo in un angolo ad ascoltare i cd dei Velvet Underground, o magari le cassette logore di Transformer o Berlin (erano scelte obbligate), mi sorprendevo a canticchiare a voce più alta del dovuto. Sentivo molto da vicino quello che volevi esprimere, quello che volevi trasmettere con la tua musica. Era quasi come se stessi parlando a me e a me soltanto (ma è così che si sentono tutti i quindicenni del mondo, non è vero?). Ancora oggi, mentre sono in auto di ritorno dal lavoro, metto su qualche tuo mp3 (nel tempo, la tecnologia si è aggiornata) e le sensazioni sono sempre le stesse. Perfino quando ho seguito il tuo esperimento musico-teatrale su Edgar Allan Poe, The Raven, o il tuo progetto con i Metallica, Lulu, per me sei sempre rimasto l’eroe della mia infanzia. Nel tempo, io sicuramente sono cambiato, sono cresciuto. Quello che provo per te, invece, non si è mai modificato.

    È passato già un anno da quando la notizia della tua morte mi ha preso alla sprovvista. Un anno in cui non ho potuto fare altro che ripensare alla mia giovinezza, a tutti quei ricordi condivisi mentre eravamo a liceo, pure se tu non eri lì, presente fisicamente (ma in qualche misura, invece, c’eri per davvero), a quei momenti che, al pari di un libro di Hemingway o un quadro di Pollock, mi hanno fatto diventare il ragazzo che sono ora. Un anno in cui non ho potuto fare a meno di ripensare a Lou Reed, il ribelle del rock.

    Grazie di tutto.

    La lettera originale è stata pubblicata sul blog “La Lira di Orfeo” »

    Foto: liveradio365.com

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    Davide Gambaretto

    Storico dell’arte, curatore indipendente e scrittore. I suoi precedenti impieghi in ambito artistico includono Artissima Fair, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Attitudine Forma. Musicologo a tempo perso, è appassionato di letteratura, cinema, graphic novel e pallacanestro. Gestisce il blog musicale "La Lira di Orfeo" e realizza laboratori didattici di arte e scrittura per scuole elementari e medie.

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