20 September 2017
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    Lo scacco della Grecia

    Lo scacco della Grecia è stato modificato: 2016-01-26 di Silvia Pasquinelli

    Ormai si è giunti a un punto di svolta della crisi greca: con il rifiuto sia del governo di Tsipras che dell’Unione Europea di trovare un compromesso, la Grecia è sempre più vicina all’uscita dall’Euro.

    Con il referendum del 5 luglio sull’uscita della Grecia dall’eurozona si decideranno non solo le sorti del paese ellenico, ma anche quelle dell’intera area Euro. Infatti, nel caso in cui il popolo greco dovesse essere favorevole a un’uscita del paese, le ripercussioni sul resto d’Europa non saranno solamente su un piano economico, ma anche e soprattutto politico.
    L’uscita di un paese dall’Euro e il ritorno alla vecchia moneta infatti, potrebbe costituire un precedente anche per altri paesi in forte debito verso il Fondo Monetario e verso l’UE, come Spagna, Portogallo e Italia. La Grecia infatti potrebbe diventare la prova vivente che l’Euro non solo è una moneta che non funziona, ma che è anche dannosa per l’economia e il sostentamento dei singoli stati.

    Sì o no all’Euro? Le ragioni del referendum.
    Il governo di Syriza ha lasciato intendere più volte che uscire dall’Euro potrebbe portare giovamento alla Grecia se non subito, almeno nel medio-lungo periodo, in quanto consentirebbe a un Paese che non gode di un’economia e di un’industria solida come quella tedesca, di fornire ai cittadini una moneta erogata dalla Grecia stessa anziché da una banca sovranazionale quale la BCE. Tuttavia il ritorno alla dracma, la moneta greca, potrebbe allo stesso tempo costituire un salto nel buio e rendere il Paese ancora più povero di come è ora.

    Il referendum verterà nello specifico sull’accettazione o meno di ulteriori misure di austerity imposte dalla Troika. Tsipras ha tuttavia assicurato che fino al 5 luglio, se la Commissione Europea proporrà soluzioni sostenibili per il popolo greco, saranno ben felici di impegnarsi nel trovare un accordo, e anche dopo il referendum, se la popolazione si esprimerà a maggioranza sfavorevole all’Euro e alle misure imposte dalla Troika, il governo greco sarà comunque aperto a nuove proposte da parte dell’Ue, sempre mettendo al primo posto la volontà popolare.

    La risposta del FMI al no della Grecia.
    Il 30 giugno è stata una data cruciale dei negoziati tra Grecia e UE dal momento che era il termine ultimo entro cui il paese ellenico avrebbe dovuto rimborsare il prestito di 1,6 miliardi di Euro al Fondo Monetario Internazionale. Per tutto il mese di giugno è stato un vero e proprio tira e molla tra Tsipras e il ministro delle finanze greco Varoufakis con il ministro tedesco Scheuble e con il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Junker, tra proposte greche rifiutate dall’Europa, e proposte dei paesi creditori rifiutate dall’altra.

    Tsipras ha sostenuto a giugno che la Grecia era disposta anche a smantellare l’esercito e raccogliere fondi dalle spese militari anziché gravare ulteriormente su pensioni e lavoratori, ma tali proposte sarebbero state rifiutate dai creditori che, al contrario, spingevano appunto sull’aggravare le misure di austerità nei confronti della popolazione. Christine Lagarde, direttrice del FMI ha espresso delusione riguardo al fallimento delle trattative tra Grecia ed Eurogruppo, ma ha anche sostenuto che continueranno a prestare attenzione alla situazione economica sia greca che degli altri stati europei in debito nei confronti del fondo monetario.

    La Grecia: un precedente economico e politico.
    Il rifiuto di obbedire ai dettami della Troika e alla ricetta dettata dal FMI volta a recuperare il prestito, anche a costo di impoverire la popolazione, potrebbe in futuro spingere anche altri Paesi, non soltanto europei, a non sentirsi obbligati a ripagare i debiti. Occorre ricordare che il Fondo Monetario Internazionale è stato accusato, da più parti, di aver impoverito diversi Paesi nel mondo, tra cui la Tunisia e il Senegal. Tuttavia la Germania stessa è stata accusata anche da Tsipras di non aver mai ripagato completamente i debiti della Seconda Guerra Mondiale nei confronti dei Paesi occupati durante il Nazismo, fra i quali rientra la Grecia.

    L’ingerenza europea nella politica ellenica.
    Sia la cancelliera tedesca Merkel che Juncker hanno invitato i greci a votare per il “sì” al referendum in favore delle garanzie offerte dalla permanenza nella zona Euro, contrariamente alle indicazioni venute dal ministro Tsipras al proprio popolo. Dalla mezzanotte del 30 giugno la Grecia non riceve più aiuti da parte dell’UE e tra un mese inizierà anche la procedura di “messa in mora” da parte del FMI, dato che la Grecia non ripagherà il debito. Il rischio immediato è la possibilità che le banche greche restino a secco di fondi e che i cittadini presto non potranno più accedere ai loro risparmi. Infatti per cercare di evitare la corsa agli sportelli bancomat, Tsipras ha imposto un tetto di 60 euro giornaliero ai prelievi.

    Anche la Germania in tal senso ha invitato i tedeschi che si apprestano ad andare in Grecia come turisti, a munirsi di contanti visto il rischio (anche se il governo greco sostiene il contrario) che le carte di credito non siano accettate. Varoufakis auspica comunque in un accordo con i creditori anche oltre il tempo limite, ma la Germania, il Paese che nella trattativa ha avuto maggiore voce in capitolo, ha espresso la convinzione, tramite il ministro delle finanze Scheuble, che la Grecia resterà nell’Euro indipendentemente dal voto del referendum.

    Nel frattempo diversi leader europei, tra cui Renzi e il primo ministro spagnolo Rajoy, hanno da un lato appoggiato la scelta di ricorrere al voto popolare, dall’altro hanno espresso risentimento verso un governo che non intende rispettare le stesse regole di rientro dal debito che la Troika ha imposto anche ad altri stati.

    Foto in copertina: rsi.ch

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    Silvia Pasquinelli

    Laureata in lingue e linguistica e specializzata in editoria, ho lavorato per tre anni come educatrice nei campi estivi per ragazzi. Avendo studiato le lingue inglese, francese e tedesco, ho svolto tirocini nell'ambito dell'insegnamento. Appassionata di letteratura e scienza. Pratico tennis a livello amatoriale.

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