28 April 2017
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    Magazzini Oz, dall’accoglienza al lavoro

    Magazzini Oz, dall’accoglienza al lavoro è stato modificato: 2015-03-29 di Paolo Morelli

    Aprono i Magazzini Oz, in collaborazione con le realtà imprenditoriali, dove le persone assistite da Casa Oz possono trovare possibilità di inserimento nel mondo del lavoro.

    I Magazzini Oz sono «un luogo aperto per nato per aiutare la Onlus (Casa Oz, ndr) e le famiglie che accoglie, per dare forza ai suoi progetti». Sono le parole di Enrica Baricco, direttrice di Casa Oz che ieri ha introdotto la presentazione della nuova struttura legata alla casa di accoglienza. Lo spazio è stato inaugurato subito dopo la presentazione e costituirà un luogo commerciale per creare opportunità formative e lavorative, dove realtà no profit e aziende si incontrano. Il presidente è Luca Marin, responsabile della ristorazione, che ha sottolineato il valore della cooperativa soprattutto per i ragazzi che arrivano da Casa Oz, ai quali viene data la possibilità di imparare un mestiere sul campo.

    Ieri sono intervenuti anche Luciana Littizzetto, che seguirà i corsi “Casa Oz non ozia” per condividere passioni, hobby e talenti con i partecipanti, e Oscar Farinetti, che ha parlato del negozio delle domande, un luogo di discussione per stimolare la nascita di nuove idee di sviluppo: «Regalare una domanda puó essere molto originale e costruttivo, fonte di discussione, di maggior convivialità, di crescita». L’ispirazione arriva dalla canzone Il venditore di domande di Gino Paoli, che è intervenuto e l’ha cantata a margine della presentazione.

    Casa Oz è una casa diurna per i bambini malati e per le loro famiglie, attiva a Torino dal 2005. Dopo quasi dieci anni di attività, l’associazione ha deciso di dare vita a una nuova struttura, situata nel centro di Torino, in via Giolitti 19/A. Il modello è quello di una Cooperativa sociale Onlus di tipo A+B, che – norme alla mano – mescoli la gestione di servizi sociali e educativi (tipo A) e lo svolgimento di attività volte all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate (tipo B).

    L’obiettivo è convogliare le risorse riservate alle persone assistite da Casa Oz verso reali opportunità di lavoro e di inserimento nella società. Perché l’assistenza sia in grado di trasmettere competenze alle persone malate e permettere loro di rendersi autonome. Le aziende possono così entrare in contatto con le realtà no profit, perché non siano due mondi separati, ma due facce della stessa medaglia.

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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