25 June 2017
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    MagazziniOz, dove si vive e si impara un mestiere

    MagazziniOz, dove si vive e si impara un mestiere è stato modificato: 2015-03-29 di Claudia Audi Grivetta

    Un nuovo modo di fare welfare, di lavorare nel sociale. È quanto si sta sperimentando ai MagazziniOz di Torino.

    I MagazziniOz nascono, all’inizio di ottobre, da un’iniziativa dell’Associazione CasaOz Onlus di Torino per svilupparne l’esperienza, ma anche per dare continuità e vigore a progettualità utili alla collettività. «Tutto ciò attraverso un pensiero alla base, che accomuna fondazioni nazionali e locali, imprese e associazioni in un progetto che coinvolga i cittadini e sostenga il no-profit in maniera innovativa, creando una contaminazione virtuosa con il mondo del profit», spiega Luca Marin, ex imprenditore, ora a capo dei Magazzini.

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    Tante anime.
    Se si entra nei Magazzini si viene subito accolti con un “benvenuto”. È il loro modo di farti sentire a casa. La seconda cosa più detta poi è «tante anime», in riferimento alle molteplici sfaccettature della struttura, che è una casa, un luogo in cui si impara e si studia, un ristorante, un bar, un centro di incontro, un luogo attraverso cui passare ma anche un luogo in cui stare.

    Da queste premesse nasce anche un nuovo approccio nel modo di fare “rete sul territorio”: il “cross-sociale”, che si avvale di una reciproca collaborazione tra le aziende che hanno valori comuni, attente alle dinamiche della collettività e le Cooperative, come la Cooperativa Orso, che quotidianamente offrono l’utilità dei servizi che svolgono per la società. Il denominatore di ogni attività proposta è la persistente centralità dell’individuo nella sua formazione sociale, culturale e professionale. I ragazzi che fanno il tirocinio ai Magazzini provengono da CasaOz.

    Se a CasaOz i bambini crescono, qui ai Magazzini imparano un mestiere, che potranno poi sfruttare all’esterno nella ricerca di un impiego. Tutti loro hanno qualche tipo di disabilità, fisica o mentale. Ad esempio c’è Simone che si occupa del bar. In cucina invece troviamo Federico e Miriam, supervisionati dal paziente Fabio, cuoco professionista di 27 anni che, oltre a preparare leccornie di ogni genere, insegna a ragazzi come si lavora in cucina. «Ho lavorato molto nei ristoranti – racconta – ma sempre per il vile denaro. Questa è un’esperienza diversa, più soddisfacente».

    Una cooperativa onlus.
    I Magazzini sono una cooperativa sociale onlus di tipo A+B che unisce l’integrazione sociale nella gestione di servizi socio-educativi alle attività commerciali finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Tra queste, vi sono anche alcuni ragazzi già seguiti da CasaOz, l’Associazione che offre accoglienza, assistenza e sostegno ai bambini che incontrano la malattia e ai loro nuclei famigliari nell’elaborazione di un percorso di ritorno alla normalità.

    Per iniziare, è stato chiesto a Oscar Farinetti di contribuire con un’idea da sviluppare insieme per dare più forza al progetto. È nato così il negozio delle domande: una storia ideata da Oscar Farinetti, che ha preso spunto da una canzone di Gino Paoli e si è ‘incarnata’ all’interno dei MagazziniOz. Poi c’è la superstar torinese Luciana Littizzetto che organizza i corsi “CasaOz non ozia” nati per condividere passioni, hobby e talenti con i partecipanti. Ultimo “La polenta come non l’avete mai vista”. La Littizzetto si occupa anche di un’iniziativa dal nome originale, “Libri Urgenti” e “Libri Perenni”: ogni mese ai MagazziniOz, che sono tappezzati di libri in ogni stanza, si possono trovare le ultime novità letterarie suggerite da lei e i libri che tutti, prima o poi, dovrebbero leggere.

    Una casa dove si impara un mestiere.
    I MagazziniOz, come racconta il presidente Luca Marin, vogliono essere soprattutto una casa. Una casa comoda ma anche funzionale. Per questo il layout è stato pensato in base alla suddivisione degli spazi, in previsione delle varie attività che si svolgono all’interno. L’arredamento è minimale ed essenziale e le originali lavagne sono state donate da una scuola superiore. Completa i MagazziniOz una corte esterna attrezzata con sedie e tavoli semplicemente per ‘stare’.

    Il progetto è stato realizzato e cresce grazie all’adesione di organizzazioni e aziende che hanno messo a disposizione risorse, competenze, idee e tanto tempo. «Ma mai soldi – come sottolinea ancora Luca –, abbiamo chiesto solo strumenti». Alcune di queste sono Fondazione Vodafone Italia, Fondazione De Agostini, Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT e Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, Fondazione Johnson & Johnson e Reale Mutua, che ha concesso il magnifico spazio su cui sorgono i Magazzini.

    Foto di Simone Li Gregni.

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    Claudia Audi Grivetta

    Freelance per La Stampa, vive a Torino. Ha lavorato in radio, dove desidera ritornare. Si occupa di cronaca e di animali, ma le piace scrivere un po' di tutto. Ha studiato lettere moderne e storia del cinema per passione. Un giorno vorrebbe scrivere un romanzo ispirandosi a Jane Austen.

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