24 April 2017
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    Mangiare sano, la prima prevenzione

    Mangiare sano, la prima prevenzione è stato modificato: 2014-12-28 di Cecilia Russo

    Un progetto di ricerca analizza gli effetti dell’alimentazione corretta sulla prevenzione del tumore al seno: è il Progetto Diana.

    In questi giorni di eccessi alimentari è bene, anziché tormentarsi con inutili sensi di colpa, cominciare a ripensare alla propria alimentazione durante i 360 giorni in cui il nostro corpo non è messo alla prova da banchetti luculliani. Non è un mistero che la nostra alimentazione e il nostro stile di vita influiscano moltissimo sulle malattie che il fisico può contrarre.

    Le regole da seguire.
    Seguendo le linee guida del World Cancer Research Fund, per combattere l’insorgere della malattia, occorre seguire un’alimentazione che prediliga i cibi vegetali ricchi di fibre, limiti la carne rossa e le carni trasformate. Occorre, inoltre, fare attività fisica tutti i giorni, per almeno 30 minuti, e mantenere un peso adeguato per tutta la vita.

    È necessario limitare il consumo di alimenti ad alta densità calorica (ricchi in zuccheri e in grassi, poveri in fibra), evitare il consumo di bevande zuccherate, mangiare più varietà di frutta, verdura, cereali integrali e legumi, limitare il consumo di carni rosse ed evitare le carni trasformate. Ça va sans dire è importante limitare le bevande alcoliche a 2 bicchieri per l’uomo e 1 bicchiere per la donna al giorno e limitare il consumo di sale e di cibi ricchi di sale.

    L’alimentazione corretta previene il tumore?
    A Milano, la Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori (INT) ha avviato, nel 1995, uno studio di Prevenzione della Malattia e delle Recidive del Tumore al Seno attraverso l’alimentazione e lo stile di vita, dal nome Diana 5. Questo studio è sostenuto e finanziato dal Ministero della Salute attraverso i fondi del programma integrato per l’oncologia, dall’AIRC e dall’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° giorno grazie all’8 per mille.

    progetto_dianaLa ricerca è coordinata dalla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori (INT) assieme all’Istituto Europeo di Oncologia (IEO), in collaborazione con altri centri, e ha l’ambizioso obiettivo di coinvolgere 2.000 donne, operate per tumore al seno, chiamate a sperimentare un’alimentazione più naturale per difendersi dalla ricaduta della malattia. L’obiettivo è dimostrare che attraverso una corretta alimentazione è possibile ridurre i fattori che favoriscono lo sviluppo del tumore al seno.

    Il progetto torinese.
    A Torino il progetto Diana DIANA (Dieta e Androgeni) è stato declinato in 5 gruppi di studio: DIANA-1 (104 donne sane post-menopausali) con la finalità di mostrare la possibilità di ridurre la biodisponibilità di ormoni sessuali e di fattori di crescita. DIANA-2 (110 pazienti operate di carcinoma mammario) per studiare la possibilità di ridurre le recidive. DIANA-3 (90 donne sane premenopausali). DIANA-4/5: (2000 donne operate di carcinoma ad alto rischio metabolico di recidive).

    Le donne partecipanti al progetto sono state reclutate negli ospedali, nelle associazioni e attraverso i media. Il progetto prevede corsi di cucina cui seguono pranzi e cene comuni, incontri di attività motoria e incontri formativi. Le donne sono state seguite da diversi attori: un ginecologo-oncologo, un cuoco, un insegnante di attività fisica e un dietologo-dietista. Uno di questi protagonisti è Giovanni Allegro: collaboratore fin dall’inizio degli studi epidemiologici DIANA, docente di “Cascina Rosa”, scuola di cucina preventiva presso la Fondazione IRCCS di Milano. Allegro collabora inoltre con i Centri di Prevenzione Oncologica di Torino e Firenze nell’ambito di progetti di ricerca sulla prevenzione dei tumori, le cui pubblicazioni sono facilmente reperibili su internet.

    Positività e negatività.
    Il progetto ha messo in luce alcune criticità come la difficoltà di coinvolgimento della famiglia intera, il poco tempo per cucinare, il difficile raggiungimento dell’obiettivo dei 10.000 passi al giorno. Ci sono anche alcuni aspetti positivi come il facile passaparola a fronte del benessere dovuto al diverso regime alimentare, l’aumento del consumo di pesce a 3 volte alla settimana, l’aumento del consumo dei legumi a 4 volte alla settimana e la quasi esclusione dello zucchero dalla dieta.

    I buoni proposti per l’anno nuovo.
    Mangiare cibi integrali, poco elaborati, ha il vantaggio di ridurre moltissimo la spesa alimentare, sicuramente a discapito del tempo impiegato per cucinare. Scordate cibi pronti, precotti, dolciumi ricchi di olii di colza, palma e grassi idrogenati. Svuotate la vostra dispensa piena di zucchero e pane bianco, pasta non integrale, dolci confezionati e fate spazio ai legumi, ai cibi integrali e riempite il frigorifero di verdure e pesce. Sebbene occorrerà un po’ più di creatività ai fornelli, questi piccoli gesti quotidiani, ben presto, diventeranno una consuetudine e saranno un primo passo verso la lotta contro il tumore.

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    Cecilia Russo

    PhD Student presso l'Università degli Studi di Torino, ha insegnato per alcuni anni francese e materie in lingua francese presso alcuni istituti di istruzione secondaria. Francesista, è appassionata di letteratura e di viaggi.

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