28 February 2017
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    La manutenzione della memoria collettiva

    La manutenzione della memoria collettiva è stato modificato: 2016-01-26 di Paolo Morelli

    A partire dal lavoro di Salvatore Vullo sull’opera di Leonardo Sciascia, un ragionamento sulla possibilità di salvaguardare la memoria attraverso la letteratura.

    Il lavoro di uno scrittore è principalmente quello di salvaguardare la memoria collettiva, fissando su carta (reale o digitale che sia) la storia, le emozioni e le tradizioni di un luogo, raccontandone la vita. Ed è proprio la preservazione della memoria la ragione del lavoro di Salvatore Vullo, vice presidente dell’associazione Amici di Leonardo Sciascia, che ha presentato al Salone del Gusto il libro Di terra e di cibo fra le pagine di Leonardo Sciascia (Salvatore Sciascia Editore, 2014). «Sciascia ha forti legami con la propria terra – ha spiegato Vullo –, del resto tutti noi abbiamo radici rurali». L’opera dello scrittore siciliano è una vera e propria enciclopedia della vita del Paese, che tra gli intrecci e i problemi sociali è in grado di restituire, al lettore, una fedele descrizione della vita quotidiana delle persone.

    Il cibo è espressione della tradizione e raccontandolo si può raccontare la storia di una comunità. «Rileggendo Sciascia – ha rivelato Salvatore Vullo – mi sono reso conto che era un grande conoscitore dell’agricoltura, ed era un grande letterato anche grazie alla conoscenza delle cose rurali». All’incontro, moderato dal giornalista Luca Ferrua, è intervenuto anche il critico Walter De Ceglio: «Mi viene spontaneo un parallelo tra Leonardo Sciascia e Tonino Guerra – ha commentato – perché entrambi, a un certo punto della loro vita, si sono ritirati in piccoli paesi, dove hanno recuperato prodotti e attività locali». L’opera di Sciascia può essere analizzata secondo innumerevoli percorsi interpretativi, quello del cibo è un filone importante, in grado di raccontare al lettore non solo un aspetto centrale della vita quotidiana di una comunità, ma uno dei caratteri distintivi della sua tradizione.

    Utilizzare un grande narratore come Sciascia per portare avanti il lavoro di recupero è indispensabile per preservare la memoria collettiva delle persone. «Ma oltre al dovere della memoria – ha concluso De Ceglio – abbiamo il dovere della sorveglianza». Ed è proprio attraverso la letteratura, ma soprattutto con i lavori di indagine sull’opera di grandi autori, che è possibile portare avanti l’operazione di “sorveglianza”, come fosse una forma di manutenzione della conoscenza.

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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