25 March 2017
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    Mattarella a lezione con gli studenti

    Mattarella a lezione con gli studenti è stato modificato: 2015-05-15 di Cecilia Russo

    Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato, al Sermig di Torino, gli studenti delle scuole per ragionare di pace e perdono.

    Il 14 maggio 2015 è stata la prima Giornata del Perdono, concordata tra il Sermig di Torino e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il presidente a Torino, in occasione dell’inaugurazione del Salone del Libro, ha contattato l’Arsenale della Pace e in particolare Ernesto Olivero, fondatore, per incontrare i giovani e discutere con loro di pace e perdono.

    La sala era gremita di giovani che, in attesa del presidente, hanno rivissuto la strada percorsa dal Sermig in questi anni per trasformare un arsenale che fabbricava armi per la Prima guerra mondiale in un luogo di pace e dialogo, la prima volta in cui i giovani entrarono in questo luogo era il 2 agosto 1983. Un pensiero vola alle mamme della Terra dei fuochi, che con dolore hanno chiesto di ricordare i figli che quella terra gli ha rubato.

    Come affrontare il bene e il male? Come comportarsi con i migranti?
    Nabil, uno studente, ha chiesto al Presidente come superare il male rispondendo con il bene, soprattutto in relazione alla morte del fratello, Piersanti Mattarella, per mano della mafia. La scelta di Sergio Mattarella è stata quella di impegnarsi nella vita di tutti i giorni, anche se forse l’istinto l’avrebbe portato altrove.

    Il Presidente ha voluto rivolgere importanti parole ai migranti: «occorre ragionare in maniera più intelligente, piuttosto che alzare barriere ha affermato con forza occorre chiedersi perché queste persone partono. Essi vedono l’Europa come un luogo dove c’è pace e libertà. L’Europa deve accogliere per salvare vite umane, ma deve anche rimuovere le cause per cui le persone partono. Tre sono i nostri obiettivi: salvare vite umane, combattere i trafficanti e contribuire a migliorare le condizioni di quei paesi da cui le persone partono».

    Come non perdere la speranza.
    Secondo il presidente il miglior modo per cambiare la società è partire da se stessi, anche perché ogni individuo è sia erogatore di prestazioni che fruitore: «non possiamo assolverci ha spiegato Mattarella quando tocca a noi fare qualcosa e essere critici quando siamo i fruitori».

    La corruzione si cura con il senso civico e talvolta i giovani sanno essere più maturi degli adulti, una studentessa ha raccontato al Presidente dell’incontro del 4 ottobre 2014 a Napoli, dove si è svolta la Giornata mondiale dei giovani: «eravamo 50.000 a mostrare che ci stiamo impegnando per creare un mondo migliore ha sottolineato la ragazza abbiamo pulito la piazza prima di andare via, ma l’evento non ha fatto notizia». Il Presidente ha detto ai ragazzi di non aver paura di far sentire i loro punti di vista e ha citato le parole di Aldo Moro che disse: «il bene non fa notizia, ma c’è».

    I cinque rintocchi di campana.
    Successivamente Mattarella, Olivero, il vescovo Nosiglia e due giovani hanno letto cinque propositi accompagnati da altrettanti rintocchi di campana, donata all’Arsenale della Pace dalla città dell’Aquila, ferita all’indomani del terremoto. Sono cinque dichiarazioni di intenti per il futuro: «perché il potere sia servizio per costruire il bene comune» (Mattarella); «perché chi crede e chi non crede sappiano vivere in armonia, perché nessuno venga ucciso in nome di Dio» (Nosiglia); «per noi adulti, perché ci impegniamo a dare il buon esempio costruendo un mondo senza armi né ingiustizie» (Olivero); «per dire i sì e i no che contano» (una studentessa); «per la vita di ogni bambino perché tutti possano curarsi, andare a scuola e vivere in pace» (una giovane).

    L’incoraggiamento del Presidente.
    Il Presidente ha poi ringraziato i giovani per le belle parole che ha ascoltato, i momenti di riflessione e serenità: «occorre tener sempre vigile la coscienza ha ribadito Mattarella per affrontare le responsabilità e parlare dei grandi ideali. Occorre lavorare sul presente avendo in mente un futuro migliore. Non rinunciate ai vostri ideali di verità e giustizia. Datevi da fare perché ai giovani spetta il futuro. Siate liberi, non abbiate paura di dire qualcosa di scomodo o impossibile il mondo siete voi nessuno deve sentirsi ospite a casa sua».

    Foto in copertina e video a cura dell’ufficio stampa della Presidenza della Repubblica.

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    Cecilia Russo

    PhD Student presso l'Università degli Studi di Torino, ha insegnato per alcuni anni francese e materie in lingua francese presso alcuni istituti di istruzione secondaria. Francesista, è appassionata di letteratura e di viaggi.

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