16 October 2017
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    Mauri: “Ciò che sconfigge la violenza è la conoscenza”

    Mauri: “Ciò che sconfigge la violenza è la conoscenza” è stato modificato: 2015-05-02 di Cecilia Russo

    Intervista con Sebastiano Mauri, che al 30° TGLFF ha presentato il suo ultimo libro, “Il giorno più felice della mia vita” (Rizzoli). Si possono superare le paure con la cultura?

    Sebastiano Mauri, scrittore di origine italo-argentina, ha aperto “A qualcuno piace… libro”, ciclo di appuntamenti letterari del 30° TGLFF – Torino Gay & Lesbian Film Festival, ospitati al Circolo dei lettori. Mauri ha vissuto e lavorato per anni tra Milano, New York e Buenos Aires, ha vinto il Warner Brothers Award e il Martin Scorsese Post-Production Award. Ha pubblicato, nel 2012, il romanzo Goditi il problema e, nel 2015, il manifesto Il giorno più felice della mia vita, entrambi con Rizzoli.

    La nascita dell’ultimo libro.
    «L’idea di questo libro – ha raccontato lo scrittore – è nata dal fatto che ho assistito nel 2010 alla proposta di legge per il matrimonio egualitario in Argentina e a quella che è stata definita la lotta di Dio contro Satana. La legge è passata nonostante le  forti opposizioni, che prevedevano eventi apocalittici, come il diffondersi dell’omosessualità come una malattia o la paura che venisse attaccata la famiglia tradizionale. In realtà, dopo il riconoscimento del matrimonio egualitario, tutte queste paure sono risultate essere infondate, e anzi si è registrato un aumento del benessere interno».

    Quando Mauri ha sentito che Renzi aveva intenzione di occuparsi della promulgazione di questa legge, anche perché sollecitato dall’America, ha deciso di scrivere il libro in grande fretta. «La legge doveva passare a marzo – ha spiegato Sebastiano Mauri – e ci tenevo a dire quello che pensavo prima che si votasse. Questa legge è una buona notizia solo perché non ce n’è un’altra e perché, in assenza di leggi, qualunque proposta che arriva è buona, ma sono solo piccole concessioni, si è ben lontani  dalla parità. Tuttavia molte famiglie omogenitoriali hanno bisogno di questa legge».

    Il confronto con l’Europa: Italia indietro.
    Avendo vissuto per molto tempo all’estero, Mauri ha evidenziato quanto l’Italia, in materia di riconoscimento delle coppie omosessuali, sia fortemente indietro. «In Inghilterra – ha raccontato lo scrittore – persino i conservatori e la regina stessa si sono schierati a favore di questo riconoscimento».

    Il ruolo di cinema e letteratura nella lotta contro l’omofobia.
    Sebastiano Mauri ha lavorato sia nel mondo del cinema che in quello della letteratura e crede che queste due arti siano fondamentali per sconfiggere alcuni preconcetti. Lo scrittore, infatti, ha affermato: «cinema e letteratura parlano della realtà ma creano anche la realtà. Quando da piccolo immaginavo i gay pensavo sempre a personaggi simili ai protagonisti del film “Il Vizietto” o a qualcuno che comunque poi veniva ucciso, in nessun film i gay avevano mai una continuità di vita serena. Vorrei vedere due vecchietti omosessuali la cui storia finisse con “e vissero felici e contenti”. La serie televisiva statunitense “Girls” rappresenta bene l’ottica omosessuale, mettendo in scena delle donne reali e verosimili».

    Come combattere gli episodi di violenza cui ancora si assiste nei confronti degli omosessuali?
    «Tutte  queste violenze fisiche – ha spiegato Mauri – hanno dietro enormi  violenze psicologiche, le quali danno forza ai soprusi. Occorre lavorare sulla TV, sulla comunicazione, sui messaggi che politica e religione danno. Perché quando un Paese ha un premier o un ex premier che si esprime esplicitamente contro il mondo omosessuale questo diventa una valanga. È necessario fare una rivoluzione culturale anche attraverso la conoscenza che può rompere stereotipi».

    «In Gran Bretagna – ha concluso Mauri – è stato fatto un esperimento: a famiglie omofobeè stato chiesto di compilare un questionario su temi legati all’omosessualità, dopodiché hanno incontrato per un té delle famiglie omosessuali, quindi è stato loro chiesto di ricompilare il questionario. Sono emerse, a distanza di poco tempo, risposte molto diverse. È come il caso della vecchietta che odia il ragazzo di colore semplicemente perché non lo conosce e le fa paura, ma se prendesse un té con lui scoprirebbe di amare le stesse cose e di avere molti punti in comune. Ciò che sconfigge la violenza è la conoscenza».

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    Cecilia Russo

    PhD Student presso l'Università degli Studi di Torino, ha insegnato per alcuni anni francese e materie in lingua francese presso alcuni istituti di istruzione secondaria. Francesista, è appassionata di letteratura e di viaggi.

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