22 May 2017
    memorie in viaggio verso Auschwitz

    “Memorie”, se questo è un viaggio

    “Memorie”, se questo è un viaggio è stato modificato: 2016-01-25 di Davide Gambaretto

    “Memorie – In viaggio verso Auschwitz”, documentario di Danilo Monte sul difficile rapporto con il fratello Roberto, è stato presentato in anteprima al 32° TFF, dove ha vinto il premio speciale della giuria “Avanti!”.

    Parlare del nuovo documentario di Danilo Monte, Memorie – In viaggio verso Auschwitz, è impresa difficile. La pellicola è una delle confessioni più crude, emozionanti e personali alle quali ci sia mai capitato di assistere. Per questo chiediamo scusa in anticipo ai lettori; poiché la portata psicologica che avvolge il lavoro di Monte è, semplicemente, debordante e rischia di alterare quel giudizio critico che chi scrive vorrebbe sempre mantenere intatto.

    Memorie non è un documentario su Auschwitz. Quantomeno, non lo è in maniera diretta. Memorie è un lavoro terapeutico compiuto dal suo regista, un lavoro che coinvolge e che pone al centro il fratello Roberto. Della pellicola non ci interessano l’estetica scarna, le riprese minimali e le inquadrature in stile point of view. Ci affascinano, al contrario, i rapporti umani; la relazione tra due fratelli che viene rappresenta in maniera sempre più dura e diretta, mano a mano che il film avanza. Più di ogni altra cosa, ci colpisce quello che questo documentario rappresenta, cioè un tentativo di riavvicinamento tra due esseri umani che, da troppo tempo, avevano smesso di parlarsi e, soprattutto, di capirsi. Un riavvicinamento che sta continuando anche nella vita vera, all’indomani della fine delle riprese.

    La vita di Roberto è stata segnata dalla droga, dalla comunità di recupero e dal carcere, ma anche dalla passione per la Storia – quella con la S maiuscola – in particolare per il periodo della Seconda Guerra Mondiale. Per il suo trentesimo compleanno, suo fratello Danilo decide di regalargli un viaggio ad Auschwitz, luogo che Roberto considera come la chiave di volta del suo percorso formativo. Un viaggio che diviene un cammino lento, a ritroso, per ripercorrere e ritrovare le radici del loro legame. Danilo decide di farlo per ricominciare a parlare con Roberto, per cercare di riallacciare i rapporti. E decide di riprendere tutto. La storia è, quindi, leggermente più profonda di come l’abbiamo descritta in precedenza. Non si tratta solo di due fratelli con divergenze di opinioni che decidono di andare a fare un viaggio insieme. Il problema di comunicazione ha radici ben più profonde.

    Un racconto intimo sul grande schermo.
    Roberto ha accettato l’invito del fratello di essere ripreso e di essere messo a nudo per cercare di farci comprendere qualcosa di più sulla sua persona. Ha deciso di utilizzare questa occasione – che lui ha definito «il regalo più bello che mi abbiano mai fatto» – per raccontare la sua storia; il motivo che l’ha spinto alla tossicodipendenza, ma ben più importante, tutte quelle complicazioni che hanno continuano a tormentarlo una volta uscito dalla comunità di recupero. Parla a suo fratello, Roberto, ma è come se parlasse a tutti noi. Cerca di spiegare perché ha fatto quello che ha fatto, quali sono i meccanismi che lo spingono all’autodistruzione. Racconta che cosa lo tiene inchiodato in un limbo fatto di immobilità e di non-amore verso se stesso, oltre alle mancanze che lo costringono a cercare di cavarsela in una vita che, in questo momento, è troppo più grande di lui.

    Qui, forse, entra in gioco quel coinvolgimento emozionale a cui si faceva riferimento più sopra, ma pensiamo che le parole di Roberto debbano essere ascoltate da tutte le persone che, quando si trovano davanti l’argomento della tossicodipendenza, si chiudono a riccio, dicendo di non capire, di non comprenderne le scelte. Speriamo che arrivino all’orecchio di chi superficialmente giudica l’altro, senza provare a capire la differenza tra ciò che li ha spinti ad arrivare su quel baratro scuro e come, in seguito, quella situazione li abbia lasciati completamente svuotati e mutilati emozionalmente.

    Il premio Avanti!
    Inserito nella categoria italiana.doc del 32° Torino Film Festival, il documentario di Danilo Monte ha vinto il premio “Avanti!” perché «il film è un viaggio intimo e brutale che distrugge e ricostruisce allo stesso tempo un doppio autoritratto. Con spietata coerenza formale, Danilo Monte mette insieme – come i binari di una ferrovia – l’esperienza dolorosa della sua famiglia con la tragedia collettiva della Storia». Questa la motivazione della Giuria, composta dal regista Massimiliano De Serio, Fabrizio Tassi e Andrea Zanoli.

    Mentre il documentario avanza, Danilo inizia a capire sempre meglio la psicologia di Roberto, imparando a mettere da parte quei principi  e quelle ideologie che lo hanno portano a giudicare violentemente il fratello, allontanandolo. Il climax narrativo della pellicola è rappresentato da Auschwitz, luogo di crudeltà brutale che, in questo caso, permette invece a entrambi i fratelli di ritrovare quell’umanità che renderà possibile il loro di riavvicinamento.

    Ripensiamo a posteriori a questo incredibile documentario, crudo e violento. Riflettiamo, cercando di sgomberare la mente dai giudizi dettati dall’impatto viscerale creato da un lavoro così vero. Riusciamo, però, a formulare un unico pensiero: «Ringraziamo di aver avuto la fortuna di assistere alla proiezione di questo documentario». Memorie – In viaggio verso Auschwitz è una pellicola che tutti, avvezzi oppure no alla tematica trattata, dovrebbero vedere, in modo renderci conto che cosa voglia dire comprendere per davvero la tragedia interiore di un’altra persona, annullando il proprio ego e cercando di superare le esperienze personali che guidano – e a volte offuscano – i giudizi.

    In copertina un fotogramma del film.

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    Davide Gambaretto

    Storico dell’arte, curatore indipendente e scrittore. I suoi precedenti impieghi in ambito artistico includono Artissima Fair, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Attitudine Forma. Musicologo a tempo perso, è appassionato di letteratura, cinema, graphic novel e pallacanestro. Gestisce il blog musicale "La Lira di Orfeo" e realizza laboratori didattici di arte e scrittura per scuole elementari e medie.

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