19 October 2017
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    Modiano, raccontare l’orrore senza nominarlo

    Modiano, raccontare l’orrore senza nominarlo è stato modificato: 2015-01-14 di Redazione

    Il secondo appuntamento nel percorso verso il “Giorno della Memoria” ci porta tra le pagine di “Viaggio di nozze”, romanzo scritto dal Premio Nobel Patrick Modiano.

    L’Accademia svedese ha assegnato, il 9 ottobre 2014, il premio Nobel alla letteratura a Patrick Modiano «per la sua arte della memoria con la quale egli ha evocato i destini umani, i più inaccessibili e svelato il mondo dell’occupazione». Viaggio di nozze, romanzo pubblicato con Gallimard nel 1990, ben rappresenta la capacità dell’autore di riuscire a parlare della guerra senza mai raccontare esplicitamente le sofferenze, le privazioni e le violenze che le persone subivano, il romanzo si chiude con queste righe: «non contano le circostanze e lo scenario. Quella sensazione di vuoto e di rimorso ti sommerge, un giorno. Poi, come una marea, si ritira e sparisce. Ma alla fine ritorna con violenza, e lei non poteva liberarsene. Io neppure» (Viaggio di nozze, Frassinelli, 2014, p. 132).

    La storia.
    I personaggi della storia sono Ingrid, Rigaud e Jean, il narratore-protagonista. Nel tipico stile di Modiano, dalla scena iniziale, in questo caso, il suicidio a Milano di una donna francese, si sviluppa un lungo flash back attraverso i ricordi del protagonista.

    Jean è un viaggiatore professionista, scrive guide turistiche e per questo lascia sovente Parigi per mete esotiche, abita con la moglie che da tempo lo tradisce. Un giorno decide di sparire e così, anziché partire per il Brasile, prende il primo volo disponibile: quello per Milano. L’intenzione è restare in Italia per poche ore, prima di riprendere l’aereo che lo riporterà a Parigi, dove ha deciso di nascondersi in hotel per tutta la durata del suo fantomatico viaggio. A Milano, però, scopre che una donna francese si è suicidata in una camera d’albergo. Tornato a Parigi, il protagonista capisce di conoscere quella donna: lei e il marito marito Rigaud avevano ospitato Jean in Costa Azzurra, durante una sua fuga di gioventù.

    Jean, allora, decide di compiere ricerche sulla vita della donna, Ingrid, scappata di casa per seguire Rigaud, con il quale, a causa della guerra, si era rifugiata a Juan-Les-Pins (Antibes, Costa Azzurra) fingendosi in viaggio di nozze, per sfuggire alle persecuzioni naziste.

    «Sono incappato in un vecchio ritaglio di giornale che datava l’inverno in cui Ingrid aveva incontrato Rigaud. Me l’aveva dato Ingrid l’ultima volta in cui l’avevo vista. Durante la cena, lei aveva cominciato a parlarmi di quell’epoca, e aveva tirato fuori dalla sua borsa un portafogli in coccodrillo, da questo portafogli aveva preso il ritaglio di giornale piegato con cura, che aveva portato con lei durante tutti questi anni.

    «Io mi ricordo che si era uccisa in quel momento e che il suo sguardo assumeva un’espressione curiosa, come se volesse trasmettermi un fardello che le pesava da molto tempo, oppure lei indovinava che, anche io, in seguito, sarei partito alla sua ricerca. Era un piccolo trafiletto, tra gli altri annunci, le domande e le offerte di lavoro, la rubrica delle transazioni immobiliari e commerciali: “Si cerca una giovane ragazza, Ingrid Teyrsen, sedici anni, alta 1,60 m, viso ovale, occhi grigi, cappotto sportivo marrone, pull-over blu chiaro, gonna e cappello beige, scarpe sportive nere. Inviare ogni indicazione a M. Teyrsen, 39 bis boulevard Ornano, Paris”».

    Voyage de noces (Viaggio di nozze), Gallimard, 1990

    Il romanzo è dedicato a Robert Gallimard, nipote di Raymond Gallimard, il fondatore della casa editrice. Robert è entrato in Gallimard nel 1949, occupando fin da subito ruoli di rilievo fino a diventare l’editore di Jean-Paul Sartre.

    Dora Bruder, Ingrid Teyrsen e Patrick Modiano: cosa c’è dietro al romanzo.
    Nel dicembre 1988, in una copia di Paris Soir datata 31 dicembre 1941, Patrick Modiano trova l’annuncio della scomparsa di Dora Bruder, una ragazza di quindici anni, così decide di ricostruirne la storia e spiega, nel romanzo Dora Bruder: «non ho mai smesso di pensarci per mesi (…) mi sembrava di non arrivare mai a trovare le tracce di Dora Bruder. Così la mancanza che provavo mi ha spinto a scrivere un romanzo, “Voyage de noces” [Viaggio di nozze, ndr]». In Viaggio di nozze, infatti, il personaggio di Ingrid Teyrsen è ispirato a Dora Bruder, e il libro riprende persino le parole dell’annuncio del Paris Soir.

    Questo collegamento, però, è stato svelato soltanto nel novembre 1994, quando, in un articolo di Libération (“Avec Klarsfeld, contre l’oubli”), Patrick Modiano parla per la prima volta di Dora Bruder usando il vero nome della ragazza. La storia diventerà poi un secondo libro, intitolato Dora Bruder, nel marzo 1997 (sette anni dopo la pubblicazione del primo libro). Nell’opera, Modiano riporta le informazioni che ha raccolto durante la ricerca che sta dietro alla realizzazione di Viaggio di nozze.

    L’annuncio del Paris Soir ha turbato l’autore, che ha immaginato la disperazione dei genitori e che conosce bene il quartiere in cui la giovane è scomparsa. Così, come se mezzo secolo non fosse passato, Modiano si è lanciato nella ricerca, lunga dieci anni, di Dora Bruder, consultando archivi, girando come un pazzo per boulevard Ornano, bussando alle porte di comune, Prefettura, Polizia, consultando il Memoriale della deportazione degli ebrei francesi, ritrovando una nipote di Dora e sperando che scrivere il libro fosse come lanciare un appello: «come le luci di un faro che dubito, sfortunatamente possa schiarire la notte, ma in cui spero sempre».

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