22 September 2017
    mortdecai

    Mortdecai e il trasformismo di Johnny Depp

    Mortdecai e il trasformismo di Johnny Depp è stato modificato: 2015-03-07 di Beatrice Cusano

    Mortdecai, una commedia sentitamente old-fashioned che pecca in sceneggiatura, ma non rinuncia ad una giusta dose di humour inglese.

    Ha abituato il pubblico a repentini cambi d’abito, Johnny Depp, attore eclettico e trasformista che, in Mortdecai, torna a vestire i panni di un personaggio eccentrico e sopra le righe, dimostrando ancora una volta di essere uno dei pochi attori capaci di portare con nonchalance le vesti old-fashion di un mercante d’arte, investigatore con qualche problema d’amore e di debiti.

    Debiti e viaggi.
    Per saldare i conti con la Regina, Mortdecai si ritrova a collaborare con l’agente segreto Alistar Martland (Ewan McGregor), suo vecchio amico e da sempre innamorato della bellissima moglie del mercante, Joanna (Gwyneth Paltrow). Obiettivo dell’uomo è quello di recuperare un Goya rubato, compito che lo spingerà, in compagnia del suo fido aiutante Jock (Paul Bettany), ad esplorare la terra delle colonie, la California, nella speranza di poter estinguere il suo ingente debito in denari.

    Sceneggiatura scarna.
    Charlie Mortdecai è un personaggio letterario creato dalla penna di Kyril Bonfiglioli e portato sul grande schermo dopo una lavorazione di quattro anni. La pellicola è una commedia leggera e divertente, volto al recupero di un passato da riscoprire, diretta da David Koepp, sceneggiatore di molti film noti al grande pubblico, tra i quali Jurassic Park, Carlito’s Way, Spiderman e La guerra dei mondi.

    Nonostante la grande esperienza di scrittura del regista, che al momento è uno degli sceneggiatori più richiesti di Hollywood, è, paradossalmente, proprio la sceneggiatura di Mortdecai a essere carente, con frequenti lacune e buchi narrativi: la storia, spesso, dà la forte sensazione di essere qualcosa di “già visto”.

    Grandi attori e humour godibile.
    Punti di forza della pellicola sono invece essere le ambientazioni, molto curate, e la bravura degli attori, i quali, in perfetta sintonia tra loro riescono a rendere godibile questo film. Una pellicola che non offre veri e propri slanci narrativi, ma che regala un sorriso accompagnato da una adeguata dose di ironia.

    Print Friendly
    Beatrice Cusano

    Laureata in Comunicazione e culture dei media con due tesi in ambito cinematografico, conduttrice radiofonica, cura una rubrica di cinema per una web radio.

    Seguici su Facebook

    Resta aggiornato su Twitter