24 November 2017
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    Morto Nisman, l’uomo che accusava la Kirchner

    Morto Nisman, l’uomo che accusava la Kirchner è stato modificato: 2015-01-20 di Davide Gambaretto

    Alberto Nisman, procuratore argentino che aveva accusato la presidente Cristina Fernández de Kirchner, è stato trovato morto nel suo appartamento.

    Domenica sera il procuratore Alberto Nisman è stato trovato senza vita nel bagno del suo appartamento di Buenos Aires, con una pistola calibro 22 al suo fianco. Proprio la scorsa settimana, Nisman aveva accusato la presidente argentina Cristina Fernández de Kirchner, il ministro degli Esteri Héctor Timerman e l’ex presidente Carlos Memen, per il tentato insabbiamento della “pista iraniana”. Avrebbero cercato di coprire alcuni accordi speciali stipulati con l’Iran, per garantire l’immunità di alcuni agenti, all’indomani di un attacco terroristico avvenuto nel 1994 a Buenos Aires.

    Una morte sospetta.
    La tragedia ha avuto luogo proprio alla vigilia di un’audizione a porte chiuse in Parlamento sull’inchiesta iraniana, dove il procuratore avrebbe dovuto presentare argomenti di accusa e informazioni riservate dei servizi di intelligence. I primi risultati dell’autopsia condotta sul corpo di Nisman propendono per il suicidio, ma la Procura non è ancora pienamente convinta e attende i risultati di analisi più specifiche. La pm Viviana Fein insiste sull’essere prudenti e non azzardare ipotesi senza prove, e ha affermato che a prima vista non sembrerebbero esserci elementi a sostegno di un intervento esterno nella morte del magistrato.

    I dubbi, però, permangono: la pistola rinvenuta sul luogo del delitto non apparterebbe al magistrato. Su questa pista, alcune fonti della stampa locale hanno rivelato che la calibro 22 sarebbe stata consegnata a Nisman domenica mattina da uno dei suoi collaboratori della Procura speciale, su richiesta dello stesso pm, per motivi di sicurezza. Ad aumentare il clima di incertezza, la Fein, pur conservando la “linea prudente”, ha dichiarato che non è stata trovata nessuna lettera che possa confermare l’ipotesi di suicidio e – fatto ben più grave e schiacciante da un punto di vista investigativo – nemmeno polvere da sparo sulle mani della vittima. Solo qualche giorno fa, in un’intervista apparsa su Clarín, riferendosi al caso che stava seguendo, Nisman aveva detto: «Potrei ritrovarmi morto per questo».

    La strage dell’AMIA.
    Nominato dal marito di Cristina Fernández de Kirchner, Néstor, Alberto Nisman indagava dal 2004 sull’attentato contro la sede dell’Associazione Mutualità Israelita Argentina (AMIA), avvenuto il 18 luglio 1994 a Buenos Aires. In quell’occasione un furgone carico di tritolo esplose nel parcheggio dell’edificio dell’AMIA, uccidendo 85 persone e ferendone più di 200. Nello specifico, Nisman aveva accusato la “Presidenta” e il ministro Timerman di aver raggiunto un accordo segreto con Teheran, concedendo l’immunità ad agenti segreti iraniani e ad alcuni elementi dell’Hezbollah libanese coinvolti nell’attentato. In cambio l’Argentina avrebbe ricevuto forniture di greggio a prezzo agevolato. L’ex presidente Memen, invece, era stato accusato di aver coperto la strage, dietro il pagamento di 10 milioni di dollari, versati su un conto cifrato svizzero.

    Intanto Cristina Fernández de Kirchner sta facendo quanto in proprio potere per chiarire la situazione e sottrarsi da possibili sospetti che potrebbero ricadere sulla sua persona. Difendendo il proprio operato, ha ordinato la declassificazione dei nomi degli agenti che Nisman aveva richiesto nell’ambito dell’indagine. In seguito, con una lunga lettera apparsa oggi sul suo profilo Facebook, si è domandata se la presentazione della denuncia del magistrato sia stata decisa da una terza parte.

    Il cordoglio di un popolo.
    Questa linea di difesa non ha però tenuto lontano dalle piazze i cittadini. Ieri migliaia di persone si sono ritrovate nelle strade di Buenos Aires e di altre città argentine, per protestare al grido di “Todos somos Nisman”. Presenti, tra i manifestanti, anche esponenti politici e deputati. La loro richiesta è riecheggiata forte: giustizia per Nisman e chiarezza sulla strage dell’AMIA.

    Foto: 24horas.cl

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    Davide Gambaretto

    Storico dell’arte, curatore indipendente e scrittore. I suoi precedenti impieghi in ambito artistico includono Artissima Fair, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Attitudine Forma. Musicologo a tempo perso, è appassionato di letteratura, cinema, graphic novel e pallacanestro. Gestisce il blog musicale "La Lira di Orfeo" e realizza laboratori didattici di arte e scrittura per scuole elementari e medie.

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