20 November 2017
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    Noria Nalli e la stampella di Cenerentola

    Noria Nalli e la stampella di Cenerentola è stato modificato: 2014-12-30 di Alessandro Porro

    Storie di disabilità raccontate con leggerezza e poesia, riflessioni sullo spazio urbano e percorsi di sopravvivenza. Sono gli ingredienti del nuovo libro di Noria Nalli, “La Stampella di Cenerentola”. 

    Vivere la città e lo spazio urbano per un disabile può non essere semplice. Ostacoli, barriere architettoniche complicano gli spostamenti e spesso costringono ad una condizione di prigionia. Quello che può fare la differenza è l’approccio alla propria disabilità e alla vita di tutti i giorni, non a caso spesso si dice che «La disabilità sta negli occhi di chi la guarda». Pur in una condizione difficile è possibile apprezzare la vita e i doni che quotidianamente può offrire, al tempo stesso si possono apprezzare maggiormente aspetti che prima venivano trascurati. Si conoscono persone costrette allo stesso ritmo lento e con storie difficili, ma belle al tempo stesso. Si elaborano percorsi che consentono una vita normale e che con uno sguardo fiabesco costituiscono una fondamentale stampella, la Stampella di Cenerentola.

    Il libro.
    La Stampella di Cenerentola è l’ultima fatica letteraria di Noria Nalli, giornalista e scrittrice, che ha saputo raccontare la sua malattia – la sclerosi multipla – con un approccio leggero e sincero. Il libro, edito da Omega Edizioni, raccoglie le storie di persone disabili o in difficoltà che l’autrice ha incontrato in ospedale, nelle cliniche riabilitative o semplicemente al bar sotto casa. Storie di coraggio e tenacia che raccontano della voglia di vivere delle persone colpite da disabilità.

    In mezzo c’è anche la storia di Noria e della sua “amica” sclerosi, raccontata in pillole anche sulla rubrica “Sclerotica” che la scrittrice tiene periodicamente sulle pagine del quotidiano La Stampa. Il libro, impreziosito dai disegni realizzati dalla stessa autrice, racconta anche la sua esperienza e la sua battaglia contro la malattia senza autocommiserazione, con uno sguardo positivo ed ottimista alla realtà. Ecco allora che la sedia a rotelle, vista da molti come la fine della vita, diventa un mezzo di libertà per muoversi dopo i lunghi periodi di infermità causati dal ripresentarsi della malattia e il deambulatore un fido “compagno” di passeggiate. Passeggiate nelle quali l’autrice incontra persone che con lei condividono il ritmo lento della disabilità. Il tutto viene affrontato con un approccio poetico e sognante, quasi fiabesco, che consente di affrontare in una chiave leggera un tema serio.

    I percorsi di sopravvivenza.
    Nella sua ultima opera la scrittrice coglie anche l’occasione per formulare la sua teoria dei “percorsi di sopravvivenza”, necessari per vivere lo spazio urbano che ci circonda. Scegliere luoghi, spazi e tappe che permettano una deambulazione agevole ma anche piacevoli momenti di pausa e socialità per trascorrere qualche ora fuori da casa. Il bar dove sorseggiare un caffè, leggere il giornale, scambiare qualche chiacchiera con gli avventori o i negozi del vicinato in cui trascorrere piacevoli momenti e fare conoscenze. Percorsi che consentono quindi di muoversi senza bisogno di aiuto o assistenza, vivendo una vita normale senza lasciarsi ostacolare troppo dalla disabilità. Un approccio che consente anche di notare quanto sia ancora lunga la strada per aumentare l’inclusività delle persone con difficoltà e agevolarne la quotidianità.

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    Alessandro Porro

    Giornalista dal 2007, laureato in giurisprudenza, ha collaborato per anni con un giornale torinese e con diverse testate online. Appassionato di Francia e questioni francesi in generale.

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