22 September 2017
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    Obama perde le ‘midterm’, ora si fa dura

    Obama perde le ‘midterm’, ora si fa dura è stato modificato: 2016-01-26 di Paolo Morelli

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    Il Partito Democratico perde le elezioni di metà mandato, ora Obama si trasforma in un’anatra zoppa.

    Perdere anche il Senato, per Barack Obama, significa governare per i prossimi due anni con grandissima difficoltà. Nelle “midterm elections”, che si sono svolte ieri per il rinnovo di Camera e Senato, hanno trionfato i repubblicani, certificando l’enorme perdita di consensi del Partito Democratico americano. Se però il peso dei repubblicani alla Camera era già noto, la perdita della maggioranza al Senato equivale a una bocciatura per il presidente Obama.

    Un lento percorso di caduta.
    La riforma sanitaria, la cosiddetta “Obama-care”, sembra aver pesato particolarmente sulla caduta dei consensi dell’amministrazione democratica. L’introduzione di un’assistenza sanitaria minima per i redditi più bassi, se da un lato ha esteso la copertura sanitaria a fasce della popolazione che non potevano permettersela, dall’altro ha alzato la spesa pubblica, anche se la riforma, comunque, sembra funzionare. In una situazione di crisi economica globale, questo inconveniente si è trasformato in una potentissima freccia all’arco dei repubblicani. La disoccupazione, la minaccia dell’Isis e persino la gestione dell’epidemia di Ebola in Africa hanno fatto il resto.

    Il Partito Repubblicano ha già conquistato 52 seggi su 100 (resta il ballottaggio in Louisiana che poco cambierà), che sono già 7 in più di quanti ne avevano e uno in più del necessario per ottenere la maggioranza. Ora sarà difficile per Obama fare approvare qualunque tipo di riforma senza l’appoggio dei repubblicani. Qualche avvisaglia si era avuta già nel 2012, quando Obama vinse le elezioni sconfiggendo il rivale Mitt Romney ma senza conquistare la maggioranza alla Camera. Il presidente americano viveva già un calo di popolarità rispetto alle trionfali elezioni del 2008, quando travolse il repubblicano John Mc Cain.

    E adesso?
    Quei “Four more years” (altri quattro anni) rischiano di trasformarsi in “Two more years” (altri due anni). La preoccupazione più grande non riguarda soltanto Obama, ma tutto il partito, perché se il trend è questo, è facile immaginare che alle elezioni presidenziali del 2016 si rischia una vera e propria débacle dei democratici, anche perché, con le due camere contro, difficilmente il presidente riuscirà a recuperare consensi nei prossimi due anni, che vivrà da “lame duck” (anatra zoppa), esattamente come capitò a Eisenhower, Reagan, Clinton e Bush figlio. Il “Grand Old Party” è riuscito persino a eleggere il primo senatore afroamericano della propria storia negli stati del Sud: si tratta di Tim Scott, il più votato in South Carolina. È il quinto afroamericano della storia a guadagnare un seggio al Senato.

    Lo stesso Obama, prima dell’apertura dei seggi, era stato profetico, dichiarando: «I democratici sono probabilmente di fronte al peggior scenario possibile dai tempi di Dwight Eisenhower». Probabilmente, ora, cambierà qualcosa nella politica economica degli Usa, con una virata maggiore verso il libero mercato e un ridimensionamento del welfare.

    La cannabis.
    Il trionfo repubblicano ha anche un curioso rovescio della medaglia. Nell’election day per le midterm, si è votato anche per la legalizzazione della cannabis “a scopo ricreativo” in alcuni Stati. Washington DC e Oregon hanno detto sì, la Florida invece ha bocciato l’utilizzo della marijuana anche a scopo terapeutico. Nel giorno in cui la Casa Bianca trema sotto l’avanzata repubblicana, a pochi metri da lì si festeggia la legalizzazione della cannabis.

    Foto: cnn.com

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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