19 August 2017
    sikanda

    Pepenadores, il Messico non è solo nuvole

    Pepenadores, il Messico non è solo nuvole è stato modificato: 2015-03-30 di Maria Letizia Cecconi

    Chi sono i Pepenadores? Uomini e donne che si guadagnano da vivere lavorando nelle discariche. Vi raccontiamo la loro storia, attraverso quella di Aurelia e Josè Carlos, fondatori di SiKanda, una piccola Ong che opera in Messico e che li aiuta.

    «La camiseta es puesta». Lo dicono in Messico, per classificare un impiegato particolarmente devoto alla propria azienda. Aurelia e Josè Carlos non hanno un’azienda, né un capo che controlli i loro risultati, ma le loro camisetas sono muy bien puestas, poiché l’impresa alla quale sono particolarmente devoti è la loro vita, e si tratta dell’impresa più bella e incosciente nella quale due giovani possano impegnarsi, quella di aiutare gli altri. La storia di SiKanda parla di due ragazzi che vivono il lavoro nell’ambito della cooperazione allo sviluppo come una missione di vita, e di una comunità che merita di essere conosciuta.

    Non conosco Josè Carlos, ma conosco piuttosto bene Aurelia. L’ho incontrata alcuni anni fa; abbiamo condiviso il lavoro, molte pause-pranzo, qualche serata e tantissime risate. Le piaceva girare video, le piaceva mettersi in gioco. Così non mi sono sorpresa quando ho saputo della nascita di SiKanda: Solidaridad Internacional Kanda, laddove kanda è una parola di origine mixteca che significa “movimento”, il concetto è alla base di questa piccola ma efficientissima Ong fondata ad Oaxaca, capitale dell’omonimo Stato, uno dei più poveri del Messico.

    Il regno dei Pepenadores.
    Sikanda nasce nel 2009 dall’amore di Aurelia per Josè Carlos, dall’amore di Josè Carlos per la sua terra e dalla speranza in un futuro migliore, coltivata da queste due persone intelligenti, preparate e coraggiose. Nasce con pochi mezzi, ed un primo obiettivo: andare dove nessuno va, conoscere ciò che nessuno vuole conoscere. Ad Oaxaca esiste in effetti un posto dove nessuno va, nel quale lavorano persone che nessuno vuole conoscere. Si trova ad appena 30 km dal centro abitato e ci si arriva percorrendo una gigantesca strada a quattro corsie.

    Prima di vederla, la montagna, se ne percepisce l’odore. Che non è quello dell’aria tersa, o profumata di polvere giacchè si tratta sì di una montagna, ma di rifiuti. Ad Oaxaca, il posto dove nessuno va e dove lavorano persone che nessuno vuole conoscere, è la discarica municipale, il regno dei Pepenadores (letteralmente “spazzini”). Si tratta di uomini e donne, giovani e anziani, che, all’interno della discarica, differenziano e riciclano i rifiuti: vetro, plastica, tetrapak. Materiali che poi gli stessi Pepenadores provvedono a vendere, guadagnando così il poco di cui hanno bisogno per vivere.

    Racconta Aurelia che nell’incontro con i Pepenadores confluirono tutte le aspettative, i desideri, gli obiettivi suoi e di Josè Carlòs, tanto che, superate le prime diffidenze, acquisita la fiducia necessaria per farsi accogliere, fu proprio con quella comunità che decisero di dare concretamente vita a SiKanda. E, ancora oggi, è la comunità alla quale sono più legati e con la quale la collaborazione non è mai stata interrotta.

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    Gli inizi.
    I primi aiuti furono semplici quanto essenziali: dotare i Pepenadores di guanti e mascherine potrebbe sembrare scontato, e invece fu l’inizio di un cambiamento, di un movimento, appunto, verso una consapevolezza diversa del proprio ruolo nella società. I Pepenadores avevano sempre lavorato a testa bassa e con la schiena piegata. Grazie a SiKanda iniziarono a guardare in faccia il sole.

    L’impegno di Aurelia e Josè Carlos, a quel punto, fu quello di far crescere SiKanda dal punto di vista strutturale ed economico. E ci sono riusciti, anche. Insinuandosi nei labirinti della burocrazia messicana, andando a parlare con i presidenti di fondazioni più o meno importanti, coinvolgendo le Istituzioni. Tanto che, attualmente, a distanza di appena sei anni, SiKanda non è solo una realtà consolidata in termini di presenza sul territorio e impegno, lo è anche nella serietà e importanza dei progetti che promuove.

    Due in particolare: l’apertura del centro di “Lombri-Azione” in cui ai Pepenadores viene insegnato come produrre il compost necessario a fertilizzare l’orto di casa, in modo da migliorare la qualità della propria alimentazione cibandosi in maniera più sana ed emancipata; la realizzazione delle “Eco-case della Speranza”, abitazioni costruite con materiali riciclati che consentono a 1300 beneficiari di vivere in un ambiente pulito, ordinato e salubre.

    SiKanda oggi.
    La missione di SiKanda è quella di migliorare la qualità della vita delle persone più povere ed emarginate, ma non secondo la logica paternalistica che anima, seppur in buona fede, gran parte dei programmi di sviluppo, piuttosto attraverso un percorso partecipativo in cui chi ha bisogno di aiuto impara a darsi aiuto. Un percorso attraverso il quale chiunque sia capace di guadagnarsi il pane con le proprie mani ne sia coscientemente onorato.

    E non è un caso, allora, che dal 2011 SiKanda collabori con il Gruppo Abele, e non è un caso che don Ciotti abbia espresso parole di sincera stima nei confronti di Aurelia e Josè Carlòs. E non è neppure un caso che abbiano voluto sostenere SiKanda organizzazioni quali l’Unione Europea in Messico o El Colegio de Mèxico. O che tra i premi ricevuti da questa Ong ci sia quello per l’imprenditoria sociale. Aurelia ha sempre avuto una convinzione: «Se fai qualcosa di positivo una serie di opportunità si presenteranno davanti a te». I fatti le stanno dando ragione.

    Foto: si-kanda.org

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    Maria Letizia Cecconi

    Laureata in Scienze della Comunicazione e in Scienze Politiche, ghostwriter per natura. Scrive di tutto e per tutti. Intimamente legata alla Svezia, terra che ama e dove ha trascorso un lungo periodo di studio e lavoro.

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