28 April 2017
    Photissima-TelemacoRendine

    Photissima, Rendine: “Cos’è la vera arte”

    Photissima, Rendine: “Cos’è la vera arte” è stato modificato: 2014-11-08 di Paolo Morelli

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    Il direttore artistico di Photissima, esposizione inaugurata ieri a Torino, racconta l’evoluzione della sua creatura: «Proviamo a definire cos’è una foto d’arte».

    La cinque giorni di inaugurazione di Photissima ha preso il via ieri, alla ex Manifattura tabacchi di Torino, e si chiuderà domenica. Telemaco Rendine, il direttore artistico, ha raccontato il tema di quest’anno. «Time Out – ha spiegato – vuole dire per noi che esiste un tempo per stabilire se una fotografia può essere artistica oppure no. C’è una linea che la distingue, anche se è sottilissima». L’esposizione, che dura un mese, si occuperà di indagare la differenza tra arte e non arte nella fotografia, tema arduo e piuttosto spinoso, molto complesso da definire.

    Guarda la gallery di Federico Tisa »

    «Innanzitutto – ha aggiunto Rendine – dovremmo definire anche il concetto di fotografia. La parola, dal greco, vuol dire “scrivere con la luce”, ma cosa deve fare davvero un fotografo? Può comporre la propria opera d’arte, utilizzando paesaggi o assemblando persone e cose. Credo che la fotografia sia lo strumento di pittura del futuro». Ma un ragionamento di questo genere arriva soltanto dopo un percorso avviato nel 2012, con la prima edizione di Photissima, a Torino, intitolata “Welcome to the jungle”. «In un momento in cui tutti hanno la possibilità di scattare foto – ha raccontato Rendine – il mondo della fotografia è considerato una giungla, quindi il collezionista non sa più se fidarsi o no, per questo la nostra intenzione era, ed è, mostrare che cos’è la fotografia per eccellenza».

    Subito dopo è seguita un’esposizione a Venezia, all’interno della Biennale, della durata di sei mesi, chiamata “Just another exhibition”, con un gioco di parole dal doppio significato: un’altra semplice esposizione accanto alle innumerevoli iniziative organizzate nel capoluogo veneto, un’esposizione “altra”, quindi differente, da tutto quello che già esisteva. La fotografia come racconto vero e proprio, in grado di ampliare le possibilità narrative – soprattutto per i giornali – è stato oggetto della mostra successiva, quella dell’anno scorso a Torino, dal titolo “More words”. «Si tratta di uno strumento – ha commentato Telemaco Rendine – in grado di risparmiare tante parole, soprattutto per i giornalisti. Abbiamo presentato tutto quello che si può fare con la fotografia».

    Dopo un percorso di maturazione fatto di quattro edizioni, Photissima “Time Out”, aperta ieri, si sente in grado di poter raccontare che cosa definisca “d’arte” una fotografia. Oltre all’esposizione, l’edizione di quest’anno ha come valore aggiunto un workshop, curato da Francesco Cito e Riccardo Bononi. Domenica, alla chiusura, saranno assegnati due premi agli espositori, il Photissima Art Prize e il Photissima Gallery Special Prize.

    Foto di Federico Tisa.

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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