22 September 2017
    torino_inverno_arpa

    Piemonte, l’inverno è più inquinato

    Piemonte, l’inverno è più inquinato è stato modificato: 2015-03-16 di Redazione

    Diffusi i dati del progetto Part’Aera, curato dall’Arpa, che ha coinvolto Italia e Francia. D’inverno aumenta l’inquinamento, diminuisce l’azoto ma sale il benzo(a)pirene, cancerogeno.

    Nell’Europa unita di oggi, dove a circolare liberamente sono merci e persone, è giusto che ci si preoccupi anche della qualità dell’aria che “viaggia” da una Paese all’altro.

    Il progetto Part’Aera, presentato dalla regione Piemonte, voluto e portato avanti da Italia e Francia grazie ai finanziamenti del fondo Feder, si pone come obiettivo proprio l’analisi dell’inquinamento atmosferico nel territorio del cosidetto programma europeo Alcotra che prevede una cooperazione transfrontaliera tra il nostro Paese e i “vicini di casa” francesi. Un territorio di 106000kmq, quattro regioni interessate (Piemonte e Liguria in Italia, Provence Alpes Côte d’Azur e Rhône-Alpes in Francia), per un progetto durato oltre due anni, da gennaio 2013 a marzo 2015.

    Trovare le soluzioni tra Italia e Francia.
    Una zona, quella alpina al confine tra Italia e Francia, condizionata da una meteorologia che non consente una facile dispersione del particolato presente nell’area. È però il luogo perfetto per studiare le origini e le soluzioni ad un inquinamento ambientale che spesso supera i limiti di legge previsti dall’UE e costringe i due Paesi a pagare multe salate, oltre che essere ovviamente causa di problemi ambientali spesso molto gravi.

    Due fasi di monitoraggio.
    Il progetto si è basato su due diverse fasi di monitoraggio: la prima, durata un mese, è partita da un confronto dei metodi di misura del pulviscolo di Italia e Francia in un luogo comune; la seconda, durata un anno, ha previsto la misurazione del particolato attraverso metodi gravimetrici, i quali prevedono l’isolamento dell’elemento o del composto chimico da analizzare. In questo caso ogni soggetto interessato ha scelto un sito rappresentativo del proprio territorio per ottenere le misurazioni. Ogni stazione ha misurato i livelli di PM10 e PM2.5 presenti nell’area. Nel caso del Piemonte il luogo prescelto è stato il comune di Torino nel quale il valore limite annuale di Pm è stato rispettato in tutti i punti di misura prescenti tranne che nel sito di Settimo Torinese.


    «Il Progetto europeo Part’Aera, portato avanti con i soli fondi dell’UE, è l’esempio di come Arpa Piemonte sia in grado di creare sinergie con altre realtà a livello nazionale e internazionale –
    ha dichiarato il Direttore Generale di Arpa Piemonte Angelo Robotto –. I dati della qualità dell’aria nella provincia di Torino presenti nell’anteprima della relazione “Uno sguardo all’aria” e i dati regionali dei primi due mesi del 2015 dimostrano quanto le condizioni meteo e la qualità dell’aria siano correlate, soprattutto in una regione con una conformazione sfavorevole alla dispersione degli inquinanti come il Piemonte».

    I risultati.
    I dati raccolti nel 2014 raccontano di un tasso di PM10 superiore alla media nel 60% dei punti della provincia di Torino, sebbene i giorni di superamento diminuiscano. L’ozono è l’unico inquinante a mostrare segni di diminuzione mentre il benzo(a)pirene, un idrocarburo cancerogeno contenuto nel PM10, ha registrato percentuali più alte rispetto alle medie dello scorso anno.

    Stesso discorso per quanto riguarda i dati raccolti sulla qualità dell’aria in questi primi due mesi del 2015, divulgati nell’anteprima della relazione “Uno sguardo all’aria”, analisi realizzata dalla Provincia di Torino. Il periodo invernale, con le sue particolari condizioni meteo, è caratterizzato da un elevato accumulo di fattori inquinanti che causano un quasi giornaliero superamento dei limiti di PM10. Tutti i dati sono consultabili sul sito sistemapiemonte.it, circa due settimane dopo il campionamento, e settimanalmente sul sito dell’Arpa Piemonte, dove è visibile anche il bollettino previsionale del PM10 per il giorno corrente e i 2 giorni successivi.

    Progetti per il futuro.
    «Il monitoraggio e il confronto continuo tra gli operatori ambientali sul tema della qualità dell’aria è la prima e più importante pratica nel campo della tutela della salute dei cittadini», ha affermato l’Assessore Regionale all’Ambiente Alberto Valmaggia. «Le misure messe in atto dalla Regione Piemonte insieme all’Arpa – ha aggiunto l’assessore – ha permesso di far registrare, per il 2014, un notevole miglioramento della qualità dell’aria su tutto il territorio regionale anche grazie alle condizioni meteo. Rimane tuttavia preoccupante l’elevata concentrazione del biossido di azoto ed è per questo che il prossimo Piano regionale 2015, nel recepire le più attuali direttive europee in materia, si pone l’obiettivo di essere uno strumento condiviso e partecipato, anche grazie al coinvolgimento dei cittadini attraverso un questionario on-line, affinché venga riconosciuto il diritto dei cittadini a partecipare attivamente alla predisposizione di strumenti per la tutela della loro salute».

    Marco Marino

    Print Friendly
    Redazione

    La redazione di The Last Reporter. Cultura, cronaca sociale, esteri e notizie di servizio, dagli eventi alle breaking news.

      Seguici su Facebook

      Resta aggiornato su Twitter