24 August 2017
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    Piras, dal Bike Pride alla bikenomics

    Piras, dal Bike Pride alla bikenomics è stato modificato: 2014-10-22 di Paolo Morelli

    Intervista con il presidente dell’Associazione Bike Pride sull’evento del 21 settembre, il tema della bikenomics e il rapporto con Torino.

    Il Bike Pride 2014, dedicato al compianto Giorgio Faraggiana (ex professore del Politecnico di Torino), si svolgerà domenica 21 settembre a Torino, con partenza fissata alle ore 15 dal Parco del Valentino (arrivo alle 17,30 sempre lì). Giunto alla quinta edizione, è diventato un appuntamento fisso per le due ruote, ma è anche un’occasione per ricordare all’amministrazione pubblica che, come da slogan di quest’anno, “La bicicletta muove l’economia, Bike Pride muove le biciclette”.

    «Siamo cresciuti – ha spiegato Beppe Piras, presidente dell’Associazione Bike Pride – e molti di quelli che partecipano non sono ciclisti abituali. È un momento in cui le bici si riprendono le strade, dimostriamo che l’attenzione sul tema c’è». Nel 2013, il Bike Pride ha portato al Parco del Valentino ben 30mila persone. Quest’anno pone l’attenzione sul settore della bikenomics (qui per approfondire), l’economia legata alla bicicletta che in Europa arriva a generare un fatturato di 200 miliardi di euro. Un settore in crescita, oggetto del convegno di sabato 20 settembre presso la Casa nel Parco di Mirafiori (via Panetti 1, Torino), dove si parlerà di bike sharing, progetti futuri e dove 25 imprenditori, professionisti e appassionati si scambieranno strategie e idee.

    «Tra il 2010 e oggi – ha rivelato Beppe Piras – è cambiato il nostro rapporto con il Comune di Torino. Se prima ci ascoltavano, adesso ci prendono in considerazione nelle decisioni. Due anni fa abbiamo ottenuto un intervento di sistemazione per 10 ‘black point’ (incroci pericolosi per le biciclette, ndr), l’anno scorso invece siamo riusciti a convincere il Comune a investire il 15% del 50% delle multe alle auto nel settore ciclabile». Il traguardo più rilevante dell’anno scorso è stato però l’adozione, da parte del Comune di Torino, del cosiddetto Biciplan (http://www.comune.torino.it/trasporti/bici/presentato-il-piano-della-mobilit-ciclabile—bici.shtml), un piano per la mobilità sostenibile che punta, entro il 2020, a portare al 15% gli spostamenti urbani su bicicletta (nel 2008 erano al 3%). L’aspetto più importante riguarda l’impegno a ricucire tutti i segmenti di pista ciclabile del capoluogo (in totale 175km) che spesso sono interrotti o danneggiati.

    «Quest’anno chiederemo al Comune – ha concluso Piras – di sperimentare la “zona 30”, già prevista dal Biciplan, sul controviale di corso San Maurizio. Una zona a ciclabilità diffusa nella quale le auto non superino i 30 km/h e che possa essere utilizzata anche da bici e pedoni, le automobili imboccherebbero il controviale solo per parcheggiare o sostare, come era previsto, all’origine, per tutti i controviali. La convivenza è possibile e può portare un miglioramento per la qualità della vita di tutti, aiutando anche il commercio».

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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