24 April 2017
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    PMS Torino, il basket torinese torna in Serie A

    PMS Torino, il basket torinese torna in Serie A è stato modificato: 2015-06-11 di Davide Gambaretto

    Ieri sera la PMS Torino ha battuto la Fortitudo Agrigento nella finale del campionato di pallacanestro di serie A2 Gold, conquistando una promozione che mancava da 22 anni.

    Il capitano Guido Rosselli alza la coppa della lega A2 Gold. Attorno a lui compagni, allenatori e dirigenti sono in subbuglio; una gioia incontenibile che travolge tutti, pubblico compreso. Sono passati 22 anni, tanto la città di Torino ha dovuto aspettare per vedere una squadra di pallacanestro ritornare in serie A. L’attesa si è finalmente conclusa ieri sera, quando la Manital PMS Torino ha battuto per 93 a 70 la Moncada Fortitudo Agrigento in gara 5, conquistando così il passaggio nella massima serie.

    Il passato del basket torinese.
    Correva la stagione 1992/93 quando l’allora Auxilium Pallacanestro Torino venne retrocessa in A2. Da lì in avanti la squadra torinese collezionò campionati altalenanti, sprofondando, anno dopo anno, sempre più in basso, fino alla fusione con Collegno e all’approdo in serie C.

    Se si pensa a quello che Torino e l’Auxilium avevano significato per la pallacanestro italiana, è facile comprendere come fosse ingiusto che una squadra dal così glorioso passato fosse relegata nelle serie minori. Una finale di coppa Korać nel 1976, persa contro Spalato, ma solo per colpa della differenza canestri è un ottimo biglietto da visita per approcciarsi alla leggenda dell’Auxilium. Tra il 1978 e il 1989, poi, Torino rimase ininterrottamente nella massima serie, collezionando ripetute partecipazioni ai playoff e, benché non riuscì mai a vincere un campionato, fu sempre protagonista, dando vita a sfide al limite della leggenda con l’imbattibile Milano. Senza dimenticare gli allenatori e i giocatori che l’hanno fatta grande: gli immortali Sandro Gamba e Dido Guerrieri, per esempio, oltre ad atleti intramontabili come Carlo Caglieris, Renzo Vecchiato e Meo Sacchetti che, da “torinesi”, conquistarono gloria agli Europei di Nantes, proprio con Gamba in panchina. O ancora come Riccardo Morandotti, come l’immenso Darryl Dawkins (ex centro NBA, che permise all’Auxilium di tornare in serie A dopo la sua prima retrocessione) e come Alessandro Abbio (una medaglia d’oro e una d’argento agli Europei di Spagna e Francia).

    La PMS.
    La rinascita del basket cittadino va ascritta alla fusione tra la Pallacanestro Moncalieri e San Mauro (da lì l’acronimo PMS, che fa sempre sorridere gli amici anglofoni) avvenuta nel 2009. Nel 2011 la società capitanata da Paolo Terzolo – chiamata PMS Basketball – cambia nome in PMS Torino, per sottolineare maggiormente il legame con il capoluogo piemontese e si impegna per tornare al più presto nella massima serie. Nella stagione 2013/14 gioca per la prima volta nella serie DNA Gold (la vecchia A2, divenuta il primo livello del basket dilettantistico italiano): purtroppo la promozione non arriva, con Torino che si piega in semifinale davanti a una superba Trento, che vincerà il campionato. La squadra, però, non si perde d’animo e prepara l’assalto per la stagione 2014/15 alla, ora rinominata, A2 Gold. Una stagione difficile e travagliata, fatta di infortuni e abbandoni (il pivot Valerio Amoroso, lo stesso Terzolo), di alti e bassi – e i bassi sono stati così profondi che parlare di promozione sembrava uno scherzo malriuscito –, ma che si è conclusa, ieri sera, con il risultato più dolce possibile.

    Onore ad Agrigento.
    Mai come in questo caso, però, è necessario rendere onore agli avversari. Infatti la Moncada Fortidudo Agrigento di Franco Ciani – neopromossa e qualificatasi come ottava ai playoff – è stata capace di raggiungere la finale e di costringere i ragazzi di coach Luca Bechi a gara 5, dopo essere stata addirittura in vantaggio per 2 a 1 nella serie e aver avuto il match point in casa, durante gara 4. Il tutto contro una squadra, Torino, costruita programmaticamente per vincere la lega A2 Gold, con un budget e un talento sicuramente superiori a quelli dei siciliani. Tutto questo, però, non ha spaventato Agrigento, che nel loro cammino playoff sono riusciti a battere anche la corazzata Tezenis Verona.

    Il ritorno dell’Auxilium.
    L’attenzione, però, è tutta rivolta alla Manital PMS Torino, che ieri sera, nella cornice gialloblu di un PalaRuffini da tutto esaurito, ha regalato ai suoi tifosi il sogno di ritornare nella massima serie. Lo ha fatto con una partita magistrale, nella quale hanno brillato soprattutto Jacopo Giacchetti (miglior marcatore della gara) e Stefano Mancinelli, capitano della nazionale che non ha avuto paura di scendere di categoria, per riportare Torino in serie A. Un ritorno che porta con sé un’altra elettrizzante notizia. La memoria e la storia sono importanti, soprattutto in una piazza come quella torinese, ed è per questo che il nuovo patron Antonio Forni annuncerà questa sera – durante la serata di chiusura della stagione – il cambio di denominazione societaria: addio PMS, si ritorna al marchio Auxilium. Non solo; il CUS Torino entrerà a far parte della società, occupandosi del settore giovanile (più altre mansioni ancora da annunciare). La pallacanestro torinese è finalmente tornata in serie A ed è tornata per restare.

    In copertina: il presidente, Antonio Forni, alza la coppa (foto: PMS Torino).

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    Davide Gambaretto

    Storico dell’arte, curatore indipendente e scrittore. I suoi precedenti impieghi in ambito artistico includono Artissima Fair, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Attitudine Forma. Musicologo a tempo perso, è appassionato di letteratura, cinema, graphic novel e pallacanestro. Gestisce il blog musicale "La Lira di Orfeo" e realizza laboratori didattici di arte e scrittura per scuole elementari e medie.

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