26 April 2017
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    La danza che entra nel museo

    La danza che entra nel museo è stato modificato: 2014-10-29 di Giovanna Gennatiempo

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    Lavanderia a vapore di Collegno e Castello di Rivoli hanno dato vita a una sperimentazione di grande livello, tra danza e arte, al museo.

    Il 18 ottobre 2014, Lavanderia a vapore, centro di eccellenza per la danza di Collegno (Torino), ed il Museo d’arte contemporanea del Castello di Rivoli hanno organizzato l’evento “Terra sospesa, tra danza e arte”. Entrambe le organizzazioni hanno cooperato per allestire una giornata dedicata allo scultore Giuseppe Penone a cui, di recente, è stato consegnato il prestigioso “Praemium imperiale 2014” della Japan Art Association.

    Per l’occasione, il museo del Castello in provincia di Torino ha messo a disposizione la sala che ospita una delle opere dell’artista, dal nome “Respirare l’ombra” e la Lavanderia vi ha allestito due performance della compagnia di danza franco-belga L’Yeuse, diretta dal coreografo Olivier Renouf.

    Le performance.
    Respirare l’ombra” è un’installazione che occupa l’intero perimetro dell’ambiente in cui è collocata: consiste in alte mura di rete metallica contenenti foglie d’alloro e, in mezzo al muro centrale, è posta la ricostruzione di due polmoni, anch’essi composti dalle medesime foglie.

    All’interno di tale spazio, il gruppo ha proposto due brani creati traendo ispirazione dall’opera stessa e inseriti all’interno di un ciclo che esplora il rapporto tra uomo e natura.

    Il primo, dal titolo “L’homme renversè”, interpretato dallo stesso Renouf, è un assolo di grande impatto visivo: l’uomo che, lentamente, testa e plasma il proprio movimento a quella solidità e integrità proprie di una materia intesa come primordiale. È la ricerca dell’essenza viscerale e istintuale di sé con la quale, però, si è pian piano perso il contatto e ora, all’improvviso, si vuole recuperare nonostante le resistenze di un corpo ormai assuefatto ai condizionamenti del tempo presente.

    Il secondo brano, il trio “Champs”, è il ritorno al tanto agognato stato naturale primitivo: i corpi dei tre danzatori si contorcono, si incastrano, si respingono, si inseguono, entrano in relazione tra loro prendendo gradualmente coscienza di sé. Dall’unicità indefinita della materia si distinguono, grazie ai movimenti sapienti e impeccabili degli interpreti, le tre qualità organiche che compongono la natura: quella minerale, quella vegetale e quella animale.

    Il valore dell’evento.
    La giornata è poi proseguita su binari differenti: al Castello, con una conferenza sulla poetica di Giuseppe Penone, tenuta dal capo curatore del museo Marcella Beccaria, e alla Lavanderia con lo spettacolo “Terre suspendue”, sempre di Renouf.

    L’iniziativa è stata accolta positivamente tanto che, a entrambe le performance, vi è stata più dell’affluenza programmata. L’idea di organizzare uno spettacolo di danza all’interno di un museo e in diretta relazione con l’opera presente è pratica usuale nei circuiti internazionali, ma è alquanto inedita per il panorama torinese.

    È un buon metodo per raccogliere pubblici diversi, un altro modo di vivere le due realtà: un museo che è anche teatro e un’opera che può divenire performance è pur sempre una sfida a superare dei limiti formali che, in sistemi come quello artistico e quello coreografico tanto affezionati ai canoni prestabiliti, appaiono quasi imprescindibili. L’ipotesi, inoltre, che la durata delle performance sia breve e che lo spettatore sia libero di “visitare” lo spettacolo passando e non, necessariamente, dovendo assistervi per intero, consente la creazione di nuovi percorsi di fruizione che potrebbero portare a riconfigurare e, in alcuni casi, migliorare l’offerta culturale museale.

    Una giornata di alto livello culturale. La collaborazione tra le due istituzioni ha funzionato, l’augurio è di assistere più spesso e – perché no? – anche altrove ad appuntamenti di tale qualità.

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    Giovanna Gennatiempo

    Torinese d'adozione, è laureata in D.A.M.S. e Comunicazione e Culture dei Media. Ha curato la comunicazione di diverse associazioni culturali del territorio piemontese. Appassionata di danza, fotografia, animali, viaggi e cucina, è sempre alla ricerca di nuove esperienze da aggiungere alla “to do list”.

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