23 June 2017
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    Quanto ci somigliano i numeri

    Quanto ci somigliano i numeri è stato modificato: 2015-04-19 di Francesca Perna

    “I numeri ci somigliano”, di Alex Bellos (Einaudi, 2015), ci porta dentro la matematica. Senza saperlo, la applichiamo ogni giorno alle nostre vite. 

    Autore de Il meraviglioso mondo dei numeri, Alex Bellos, curatore del Museo della Scienza di Londra, un blog di matematica sul Guardian, esce con un nuovo grande trattato matematico. Un po’ come la vita, l’approccio non è facile, ma finirete per capirlo. La lettura inizia piacevolmente ma prosegue attraverso piccole grandi concatenazioni aritmetiche, geometriche e tutto ciò che i numeri possono creare. Oltrepassati i saggi e ininterrotti intrecci matematici, Bellos in ogni capitolo dà la soluzione.

    Per il lettore che si reputa un matematico, tutto fila liscio tra un’equazione e l’altra fino al termine del capitolo, ma per coloro ai quali la matematica potrebbe apparire una scienza incomprensibile, in realtà essa nasconde un bellissimo universo. La matematica sostiene il mondo e ne è all’origine.

    Alex Bellos

    Alex Bellos

    I luoghi della matematica.
    Per esempio, leggendo Bellos si scopre che nel VII sec a.C. Talete misurò l’altezza della piramide di Giza con un bastone, proiettando e misurando così per terra l’ombra di tutta la lunghezza della piramide. I francesi con la triangolazione ideata da Pitagora, all’epoca di Luigi XIV, invasero la Francia con 400 triangoli che Picard utilizzò per misurare l’estensione di tutto il territorio nazionale. Di lì a poco sarebbe iniziato un dibattito con i britannici sulla forma sferica della terra: pompelmo o limone? Furono i britannici a vederci giusto, il mondo era un gigantesco pompelmo. E furono proprio loro gli autori della grande impresa dell’Ottocento: la rilevazione topografica trigonometrica dell’India, capitanata dal colonnello Everest, che diede il nome al monte più alto del mondo, scoperto l’impresa scientifica più imponente del tempo.

    Aneddoti che si intrecciano tra geometria e storia, tra calcolo e logica a dimostrazione che la matematica non deve essere necessariamente capita, ma vive di suoi meccanismi logici e congegnati gli uni con gli altri. Grazie a quei congegnosi meccanismi (della mente umana) oggi le geolocalizzazioni dei nostri cellulari avvengono basandosi sulle triangolazioni tracciate dai nostri predecessori.

    I numeri ci parlano.
    Offerte speciali, medicine, prezzari sono caratterizzati da una sorta di marketing del numero. Alcuni studi hanno dimostrato che i prezzi terminano spesso per 9 o per 8 perché sono più facili da memorizzare, attirano l’occhio dell’utente e così si è più portati a scegliere quel prezzo (spesso il prezzo risulta più influente dell’oggetto messo in vendita). E così si spiegano pure tutti quei prezzi che terminano per 99.

    A proposito di numeri “influenti”, Bellos è anche l’autore di un bellissimo sondaggio mondiale volto alla scoperta del numero preferito dalle persone. Il numero dei vizi capitali, il numero dei giorni della settimana, il numero delle meraviglie del mondo, insomma è il sette il numero più fortunato, quello più amato dal mondo. E non solo, il sondaggio ha dimostrato che ogni numero ha un suo carattere: gli utenti familiarizzano con i loro numeri preferiti. Dall’Uno forte coraggioso al Due cauto e gentile e via numerando, oltre alla quantità, i numeri godono anche di attributi qualitativi da parte del mondo umano.

    La matematica applicata alla vita.
    Ora toccherebbe fare un sunto su cerchi, tangenti, curve catenarie, gradienti, raggi, diametri, seni, coseni ma non basterebbero caratteri e parole necessari adatti per spiegarli dal punto di vista matematico. Si può, tuttavia, citare uno dei tanti aneddoti raccontati dall’autore per accompagnare i teoremi amorosi. Keplero, prima di trovare la donna giusta, dovette uscire con undici persone diverse, ma se avesse usato la strategia del 36% avrebbe risparmiato tempo e avrebbe scelto direttamente quella giusta, la quinta.

    «Se chiedete di sposarvi alla prima con cui uscite, non vi è permesso incontrare nessuna delle altre, ma se date appuntamento a tutte, dovrete chiedere la mano dell’ultima che incontrate. In entrambi i casi, il modo per massimizzare le vostre chance di fare la scelta migliore è quello di incontrare il 36,8% per cento delle candidate e poi […] proporre di sposarvi alla successiva che vi sembri migliore di tutte quelle viste fin lì. Il metodo non vi garantirà di trovare la persona giusta – la probabilità del 36,8 per cento soltanto – ma rimane comunque la strategia migliore in generale».

    Che voi siate amanti o no della matematica, che vogliate leggere questo libro un rigo sì o un rigo no, è bello vedere che la cultura è uno scibile dove una scienza si intreccia con l’altra, si sposano prima bene insieme per poi dar luogo a nuovi e grandi saperi. La vita è la cosa più grande che abbiamo se la vediamo in modo matematico: senza confini, immaginando, sottraendo e sommando tutto ciò che ci pare. E state sicuri che prima o poi ne uscirà un’innovazione in grado di cambiare (un po’) in meglio questo mondo.

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    Francesca Perna

    Una laurea in archeologia. Una forte fede per la musica e un grande amore per la storia romana. E il Vesuvio, la mia terra.

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