21 August 2017
    quattro_cavalieri

    Quel tango sulle scale

    Quel tango sulle scale è stato modificato: 2015-04-19 di Noria Nalli

    Un aiuto che diventa un abbraccio, una semplice salita che diventa un tango. Si può ancora ballare.

    Questa rubrica è «un esercizio affascinante, anche se duro, un viaggio alla scoperta del senso profondo. Noria sceglie di volta in volta una persona, una situazione, un incontro, una relazione diseguale all’interno dell’esperienza del ricovero, della riabilitazione o del contatto con l’esterno. Scopre la propria capacità di raccontare, di condividere e di emozionarsi, di fissare in un veloce ritratto situazioni minime, che altrimenti sarebbero destinate a sfiorire in un angolo della memoria» (Franco Bomprezzi).

    «Scusi, mi potrebbe aiutare?». Un uomo alto, brizzolato, dal sorriso accattivante, si avvicinò premuroso. Luisa era vicina al portone di casa, camminava col deambulatore e quel giorno le gambe non le reggevano molto. L’idea di fare l’alto scalino di entrata la spaventava. Decise così di fermare l’l’addetto alla raccolta carta, che stava entrando nel condominio. Carlos era argentino, e le sua parlata era ricca di espressioni spagnole. Nel fare le scale sostenne delicatamente Luisa, a volte cingendole i fianchi, altre alzandole delicatamente i piedi, come in una danza. Ad un certo punto la stanchezza fece piegare le deboli ginocchia della donna e Carlos fu costretto ad abbracciarla per sorreggerla.

    Era decisamente un bell’uomo, sentendo le sue espressioni gentili in spagnolo, Luisa ripensò al periodo in cui voleva imparare a ballare il tango. Ora, su quelle scale,  aveva provato un pizzico dell’emozione e della sensualità di quel ballo. «Mi scusi se l’ho disturbata» disse a Carlos alla fine della rampa. «No, al contrario!» le rispose galante l’uomo, con sguardo penetrante, lasciando Luisa a fantasticare sul suo Rodolfo Valentino e a quegli abbracci proibiti.

    In copertina: fotogramma del film “I quattro cavalieri dell’Apocalisse” (1921). Foto: Cineteca di Bologna.

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    Noria Nalli

    Nata nel 1965 nell'antico borgo fortificato di Montagnana, laureata in filosofia, ha due figlie. Collabora con La Stampa e il mensile Vita non profit, per il cui portale cura il blog http://blog.vita.it/sclerotica. Ha una trasmissione su Radioflash. Per la Omega edizioni di Torino, quest'anno ha pubblicato il libro La stampella di Cenerentola.

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