26 May 2017
    Museo_Nazionale_Baghdad

    Riapre in anticipo il Museo Nazionale di Baghdad

    Riapre in anticipo il Museo Nazionale di Baghdad è stato modificato: 2015-03-03 di Davide Gambaretto

    Dopo 12 anni di chiusura, sabato 28 febbraio ha riaperto al pubblico il Museo Nazionale Iracheno di Baghdad. È una risposta all’Isis.

    Pochi giorni dopo lo scempio perpetrato dell’Isis a Mosul, ha riaperto al pubblico il Museo Nazionale Iracheno, chiuso dal lontano 2003. Il museo con sede a Baghdad avrebbe dovuto inaugurare tra un paio di mesi, ma si sono voluti accelerare i lavori come reazione al gesto dei militanti jihadisti. «È una risposta all’Isis» ha affermato il primo ministro dell’Iraq Haydar al-‘Abadi. «Il nostro messaggio, il messaggio dalla terra di Mesopotamia, è chiaro: dobbiamo preservare la nostra civiltà e individuare chi la vuole distruggere» ha poi aggiunto il premier, tagliando il nastro rosso.

    Nell’aprile del 2003, durante la Seconda Guerra del Golfo, il museo subì un pesante saccheggio sulla cui entità le fonti non sono ancora pienamente concordi: si parla di quasi quindicimila reperti sottratti, di cui solo 4.300 sono stati recuperati e restaurati. «Li stiamo ancora cercando nei mercati e alle aste, ma quelli che abbiamo riottenuto erano i più importanti», ha assicurato Qais Hussein Rashid, vice ministro per il Turismo e le Antichità, presente anche lui all’inaugurazione. Ancora oggi, però, le collezioni del museo – fondato nel 1926 grazie agli sforzi dell’esploratrice e spia britannica Gertrude Bell – rimangono tra le più importanti al mondo, grazie a cimeli provenienti dalle antiche Babilonia, Ur e Ninive, oltre a numerosi reperti di arte pre-islamica e islamica. Tra i più importanti conservati all’interno del museo, ricordiamo il tesoro di Nimrud: una raccolta di gioielli, ciotole, bicchieri e vasellame intarsiato, tutto in oro, che gli abitanti di Nimrud, città assira situata a sud di Ninive, hanno affidato alla storia.

    Il direttore generale dell’Unesco, Irina Bokova, plaude all’iniziativa«La riapertura del Museo di Baghdad ha un significato simbolico forte, nato sulla scia della distruzione perpetrata a Mosul. Per combattere gli estremismi e gli attacchi al patrimonio culturale abbiamo bisogno più che mai di credere nel potere della cultura, supportando il suo ruolo fondamentale nel dialogo e nella coesione sociale in Iraq e nel mondo intero». Il prezzo del biglietto per visitare il Museo Nazionale è stato fissato a 1.500 dinari (pari a meno di un euro) per i locali. Costerà, invece, dieci volte tanto ai cittadini di altri paesi arabi, e venti per gli stranieri di provenienza differente.

    Print Friendly
    Davide Gambaretto

    Storico dell’arte, curatore indipendente e scrittore. I suoi precedenti impieghi in ambito artistico includono Artissima Fair, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Attitudine Forma. Musicologo a tempo perso, è appassionato di letteratura, cinema, graphic novel e pallacanestro. Gestisce il blog musicale "La Lira di Orfeo" e realizza laboratori didattici di arte e scrittura per scuole elementari e medie.

    Seguici su Facebook

    Resta aggiornato su Twitter