23 June 2017
    SalonedelGusto2

    Ridurre gli sprechi a ritmo di musica

    Ridurre gli sprechi a ritmo di musica è stato modificato: 2014-12-26 di Cecilia Russo

    Al Salone del Gusto si è discusso degli sprechi alimentari. Sono tanti e spesso inconsapevoli, ma ci sono soluzioni semplici e divertenti per evitarli.

    Nella conferenza dal titolo “Il nostro spreco quotidiano”, organizzata nell’ambito del progetto Oltre Rio+20/Seminailcambiamento.org con il Ministero degli Esteri, ci si è interrogati su quale modello produttivo abbia portato alle attuali percentuali di spreco alimentare e come si possa, tutti insieme, invertire la rotta.

    I consumi alimentari.
    Clementine O’Connor, consulente del programma per un sistema alimentare sostenibile (UNEP, Programma delle Nazioni Unite) ha ricordato che sarebbero sufficienti 2830 calorie per persona al giorno per nutrire il pianeta, ciononostante, ci sono ancora 805 milioni di persone che soffrono di malnutrizione. Franca Braga, responsabile area alimentazione e salute di Altroconsumo, associazione che dal 1973 si occupa di consumi, attiva a livello europeo e che conta oggi 377.000 soci e sette riviste, ha sottolineato che lo spreco non sta solo nel consumatore, come sarebbe facile pensare, ma nella filiera precedente.

    L’associazione ha realizzato un’inchiesta qualittiva su dieci tipologie di famiglie differenti per far emergere quanto lo spreco sia spesso inconsapevole. Queste persone sono state seguite nella loro spesa settimanale, sono state intervistate a casa, durante la sistemazione dei prodotti, hanno tenuto un diario settimanale e partecipato ad un focus group. Da quest’indagine emerge chiaramente che le persone spesso non fanno la spesa con una lista o con la consapevolezza di cosa realmente occorra, si fanno tentare dalle promozioni e hanno idee molto confuse su come conservare i cibi in frigorifero o su quale sia la differenza tra la scadenza e il “consumarsi preferibilmente entro il…”, è chiaro quindi che il vero problema sia spesso l’informazione. Sarà necessario, parlando di spreco, saper distinguere tra gli avanzi, i prodotti vecchi e i prodotti scaduti. La crisi, come ha spiegato ancora Franca Braga, sicuramente influisce sui consumi facendo sì che si gettino principalmente vegetali e latticini e per nessun motivo carne o pesce. Lo spreco è spesso percepito sia come un problema etico (non si deve buttare il cibo), sia economico (si potrebbe risparmiare) quindi la vera rivoluzione, per evitare gli sprechi, sta nell’educazione del consumatore e nel tornare a dare valore al cibo.

    Ridurre gli sprechi.
    Francesco Mele, di Slow Food Italia, distingue poi lo spreco in due tipi: quello che avviene nella prima parte della filiera, si parlerà quindi di perdita agricola; e lo spreco di II filiera, cioé quello che avviene nella distribuzione, nella vendita e nel consumo. Ancora una volta sarà la scala valoriale a mettere in salvo i consumatori dagli sprechi e a far sì che il cibo non sia più considerato solo come una merce, ma anche come un bene comune.

    Quali sono le soluzioni? Lo stesso Francesco Mele fa un esempio, sul sito di Slow Food, raccontando di un progetto nato proprio nella città del Salone del Gusto: “NextDoorHelp”, prima piattaforma di scambio di cibo nata in Italia, fondata da un gruppo di giovani ingegneri meridionali che vivono a Torino. «Un’idea semplice ma rivoluzionaria – si legge sul sito ufficiale –: basta una semplice iscrizione alla piattaforma nextdoorhelp.it per poter scambiare cibo nel proprio quartiere o nella propria città in modo assolutamente gratuito. Condividere il cibo in eccesso può essere un primo passo non solo per prevenire lo spreco alimentare, ma anche per promuovere relazioni di vicinato e senso di comunità, premesse importanti per rimettere al centro delle nostre vite il cibo buono, pulito e giusto». Alla conferenza hanno partecipato anche esponenti politici europei che hanno evidenziato l’importanza di politiche “anti-spreco” nei loro paesi (Anne-Laure Gassin, Direzione Generale Salute e Consumatori, Commissione Europea; Stig Tanzmann, consulente politico per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, del programma di sviluppo tedesco Brotfur die Welt; Cristiano Maggipinto, Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo, Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale).

    Il Movimento DISCOSOEP.
    L’intervento di chiusura è stato quello di Bastien Beaufort, cofondatore del movimento DISCOSOEP, il quale ha ribadito che la più grande perdita di cibo è nelle grandi catene dei supermercati che per motivi, anche solo estetici, sono costretti a buttare tonnellate di cibo. Il motto del movimento è «We chopped up a 1000kg of vegetables that would have been wasted, to the beat of the music to serve 6500 people» («Abbiamo tagliato 1000kg di verdura che sarebbero stati sprecati, a ritmo di musica per ridistribuirli a 6500 persone»). Forse la lotta contro lo spreco alimentare dipende proprio dalle scelte quotidiane degli individui.

    DISCOSOEP AMSTERDAM from FOODWIRE Food & Film creatives on Vimeo.

     

    Foto di Marco Napoli.

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    Cecilia Russo

    PhD Student presso l'Università degli Studi di Torino, ha insegnato per alcuni anni francese e materie in lingua francese presso alcuni istituti di istruzione secondaria. Francesista, è appassionata di letteratura e di viaggi.

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