23 June 2017
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    Rom, Sinti e razzismo storico

    Rom, Sinti e razzismo storico è stato modificato: 2015-04-09 di Valentina Tatti Tonni

    Perseguitati in tutta Europa, Rom e Sinti portano con sé pregiudizi, difficoltà di integrazione e battaglie ideologiche del politico di turno.

    Ieri, 8 aprile, si è tenuto a Roma un incontro dell’Associazione 21 Luglio a favore dei diritti umani della comunità Rom e Sinti. Gruppi etnici appartenenti alle popolazioni romanì sono entrambe nomadi e hanno in comune il fatto di essere state perseguitate in tutta Europa. La loro origine sembra risalire alla Mesopotamia, ma non ci si sente di escludere il Nord Africa o la Grecia. Un punto interrogativo campeggia sulle loro teste, se non appartengono a nessun luogo possono dire di avere un’identità?

    Leggi il rapporto dell’Associazione 21 luglio riportato da Redattore Sociale »

    Oggi, Sinti e Rom si trovano per la maggior parte in Italia ed Europa fin sopra la Danimarca e dunque, la loro religione può essere cristiana, ortodossa, cattolica o protestante, nella quale è sempre presente il mito eterno della lotta tra forze benefiche e malefiche. In Italia non tutti possono dire di conoscere veramente la cultura e le tradizioni romanì (il folclore, la musica, la cucina) né, spesso, di saperle apprezzare.

    Il contesto sociale.
    L’Associazione 21 Luglio invece vuole promuovere la conoscenza di quella che si nega essere l’esistenza stessa di un popolo. In seguito agli stermini che hanno caratterizzato la Storia recente, dovremo perciò capire che il pregiudizio che si muove deliberatamente contro un’intera popolazione non è lecito. Eppure siamo divisi, siamo stanchi e tesi, ci stiamo impoverendo in una società potenzialmente ricca e per questo siamo inquieti. Sarà forse per queste ragioni che non si pensa ai diritti che possono avere le persone Rom e Sinti, perché alcuni di loro si sono presentati in modo negativo, pretendendo di essere trattati come cittadini italiani, rubando, comportandosi padroni. Mentre l’obiettivo di altri era quello più pacifico della cooperazione e del più familiare vivere insieme.

    Uno scontro costante tra luoghi comuni.
    È così che qualcuno si è sentito in dovere di reclamare i loro diritti. Per tutti quelli che devono aver pensato a una nuova devastazione, una porrajmos moderna, udendo le parole del leader della Lega Nord Matteo Salvini che ieri ha affermato di voler radere al suolo i campi Rom. Questo feroce malcontento si unisce alla passata notizia che, a Roma, il sindaco Ignazio Marino aveva promesso loro le case popolari, trascurando la lista di nomi che da anni è in attesa. A questo si aggiunge la costante opposizione tra i cittadini «che pagano le tasse regolarmente» rispetto ai così definiti zingari che non possono essere perseguiti «neanche con una multa se non pagano il biglietto del tram».

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    Valentina Tatti Tonni

    Idealista e vagabonda, tende a bruciare le tappe per non annoiarsi, crede di essere in missione per conto dell'opinione pubblica e per questo rincorre la musica, la letteratura, la politica estera, i diritti umani, l'ambiente.

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