23 July 2017
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    Rowing for Rio, pararowing che cresce

    Rowing for Rio, pararowing che cresce è stato modificato: 2014-10-22 di Paolo Morelli

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    Si è svolta il 18 e il 19 ottobre, a Torino, la Rowing for Rio, regata paralimpica di canottaggio. Oltre 200 atleti si sono alternati sul Po. Una realtà in crescita.Una due giorni di gare ha portato il pararowing sul Po, a Torino, per la nona edizione del torneo paralimpico di canottaggio organizzato dall’Armida. Sotto il nome di “Rowing for Rio” si sono svolte diverse gare preparatorie in vista delle Olimpiadi 2016, che si svolgeranno a Rio de Janeiro, con oltre 200 atleti che si sono sfidati sulle acque del fiume più lungo d’Italia, al cospetto della Mole Antonelliana.

    Guarda la gallery a cura di Mauro Ujetto e Inge Hondebrink (Armida) »

    Il pararowing.
    Il torneo ha incluso, per il terzo anno consecutivo, le gare della categoria Special Olympics, nella quale gareggiano i disabili intellettivi. Solitamente esclusi dalle Paralimpiadi, i disabili intellettivi, negli ultimi anni, stanno trovando sempre più spazio, soprattutto per l’impegno di alcune società, che investono molto nel pararowing. L’Armida, in Piemonte, è all’avanguardia. «Abbiamo cominciato a lavorare in questo settore da tredici anni – ha commentato Gian Luigi Favero, presidente del club remiero, durante la presentazione avvenuta la scorsa settimana – e sono contentissimo che questa regata si tenga per la nona volta. Siamo riusciti ad allargarla su due giorni e abbiamo coinvolto moltissime persone, ma soprattutto le famiglie di questi ragazzi».

    A Rowing for Rio hanno partecipato atleti di spessore, plurimedagliati con la maglia azzurra della nazionale, che vantano titoli in competizioni nazionali e internazionali. Dai canottieri che hanno portato l’Italia paralimpica all’argento mondiale del 2013 e al bronzo 2014, fino all’equipaggio che ha trionfato alle Paralimpiadi di Pechino nel 2008. Il settore azzurro, guidato da Dario Naccari, si sta ritagliando sempre più spazio e considerazione a livello internazionale. A Torino, il lavoro di Cristina Ansaldi, responsabile pararowing per l’Armida e collaboratrice di Naccari per la federazione azzurra, sta portando risultati di alto livello dal punto di vista umano e agonistico.

    Leggi l’intervista con Cristina Ansaldi »

    La regata.
    Il 18 e il 19 ottobre, Torino, oramai abituata a trovarsi al centro di regate canottiere, è stata il palcoscenico del pararowing, con 20 squadre italiane e 2 austriache. Ha trionfato la società lombarda del Gavirate, club tra i più blasonati d’Italia, con una robusta struttura in grado di offrire prestazioni di alto livello in tutti i settori. Buone prove anche per gli equipaggi dell’Armida (il club più presente per numero di barche iscritte) e della nazionale azzurra, con l’argento sui 1000 metri, gara regolamentare, del quattro con di Lucilla Aglioti, Florinda Trombetta, Tommaso Schettino e Pierre Calderoni (tim. Ronny Ariberti).

    Ottimi risultati anche per l’Esperia nella gara nazionale pararowing mentre nella giornata di sabato si sono messi in evidenza gli equipaggi misti Spezzina-Velocior e Tevere Remo, nel 4 jole (un solo remo per atleta e un timoniere a bordo). Gli atleti sono stati premiati dal presidente regionale della Federazione Italiana Canottaggio, Stefano Mossino, dal presidente dell’Armida, Gian Luigi Favero, e dall’atleta della nazionale Eleonora De Paolis. Ieri mattina, inoltre, ha partecipato alla premiazione anche l’assessore allo sport della Regione Piemonte, Giovanni Maria Ferraris. Ora l’appuntamento è fissato per il 17 e 18 ottobre 2015, decima edizione di Rowing for Rio.

    Il prossimo futuro.
    «Sono felice di aver presenziato a un evento così ben organizzato – ha dichiarato l’assessore Ferraris –. Come Regione cercheremo di dare un appoggio al movimento del pararowing e nel particolare lavoreremo sul lago di Candia Canavese, con qualche piccolo aggiustamento può diventare una sede perfetta per gare internazionali di canottaggio».

    L’appoggio istituzionale è importante per un settore che negli ultimi anni sta migliorando moltissimo dal punto di vista delle strutture e delle infrastrutture. «Il pubblico sta prendendo coscienza del fatto che il canottaggio – ha commentato Cristina Ansaldi – è uno sport per tutti, e per tutte le età».

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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