30 May 2017
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    Salone del Gusto: cultura, società, educazione

    Salone del Gusto: cultura, società, educazione è stato modificato: 2016-01-26 di Alberto Marenco

    Assenti i delegati delle nazioni colpite dall’Ebola e dall’avanzata jihadista dell’Isis. Terra Madre – Salone del Gusto (23-27 ottobre) punta sull’educazione e si fa ritrarre da Oliviero Toscani.

    Nella giornata di ieri è stato presentato il Salone Internazionale del Gusto – Terra madre. Evento progettato da Slow Food, organizzazione no-profit che conta 100.000 membri in 150 paesi del mondo, con l’obiettivo di promuovere cibo buono, pulito e giusto, in collaborazione con la Regione Piemonte e la Città di Torino.

    La cerimonia d’apertura si terrà mercoledì 22 ottobre al Palasport Olimpico di Torino, dove si riuniranno 3000 delegati delle Comunità del cibo da tutto il mondo per raccontare le sfide che la rete di Terra Madre sta affrontando. Per motivi di sicurezza, non potranno partecipare i delegati delle nazioni africane maggiormente colpite dall’Ebola: Sierra Leone, Guinea e Liberia, e anche i villaggi siriani passati sotto il controllo dell’Isis. Ad annunciarlo è stato il segretario generale Davide Buttignol che a malincuore ha commentato: «non c’erano divieti dall’autorità ma, per evitare pericoli, abbiamo deciso di invitarli a rimanere a casa». Poi lo stesso Buttignol ha assicurato: «non verranno lasciati soli, ma continueremo ad aiutare le comunità più in difficoltà inviando cibo e medicinali».

    L’aspetto economico passa in secondo piano, il Salone del Gusto si basa principalmente su valori culturali, sociali e educativi: non bisogna parlare del cibo come oggetto finalizzato al commercio ma come prodotto che nutre il nostro pianeta e che deve essere tutelato. Molti progetti che prenderanno luogo tra il 23 e il 27 ottobre saranno improntati sulla agricoltura familiare e sulla salvaguardia dei prodotti in via di estinzione. Su tali basi è concepita l’iniziativa chiamata Arca del Gusto, una raccolta di prodotti basata sulla biodiversità che mira a contrapporsi all’agricoltura industriale e all’omologazione dei sapori. Per esempio delle 5000 varietà di patate presenti in natura, oggi solo quattro sono diffuse nel mondo.

    Franco Fassio, docente all’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche ha descritto l’impegno di responsabilità ambientale ma anche culturale e sensoriale del Salone del Gusto, grazie al progetto Systemic Event Design (S.Ee.D) realizzato dai ricercatori dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, con la collaborazione di Design Sistemico Politecnico di Torino, Dipartimento di Scienze Agrarie Forestali Alimentari dell’Università di Torino e SocialFare®. Tra le varie iniziative Franco Fassio ha sottolineato: «Gesti Naturali, il laboratorio dedicato a famiglie di diverse nazionalità in cui si utilizzano tutti i sensi per superare le barriere linguistiche, il Percorso guidato per sordi in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi del Piemonte, le attività e i servizi del Salone family friendly e la presenza dell’Area Slow Kids, dedicata ai più piccoli».

    Nella giornata di ieri è stata inaugurata la mostra fotografica a cielo aperto di Oliviero Toscani, allestita in Piazza Carignano a Torino. Gli scatti del celebre fotografo italiano raccontano le storie dei presidi di Slow Food presenti in tutto il mondo. Il contributo di Toscani continuerà per tutta la durata del Salone del Gusto e oltre, la mostra, infatti, sarà visitabile fino al 31 ottobre. Il Salone accoglierà anche la mostra fotografica di Steve McCurry, utilizzata per la realizzazione del calendario 2015 di Lavazza (partner dal ’96 di Slow Food). L’acquisto del calendario contribuirà alla raccolta fondi per lo sviluppo di 10000 orti in 25 diversi paesi africani.

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    Alberto Marenco

    Nato ad Asti nel 1988. Laureando in Culture moderne comparate a Torino, frequenta un master in Editoria e Comunicazione a Roma presso l'Istituto Comunika. Ha collaborato con settimanali sportivi locali, un quotidiano on line e ha lavorato in un ufficio stampa. Ama viaggiare e conoscere nuove culture, altri modi di vivere e di pensare. Non ha paura di ciò che non conosce ma ne è affascinato.

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