22 September 2017
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    “Salone del Gusto, forza irreversibile”

    “Salone del Gusto, forza irreversibile” è stato modificato: 2016-01-26 di Redazione

    Chiusi ieri a Torino Salone del Gusto e Terra Madre, un’edizione fatta di emozioni, storie e informazione. Le parole appassionate di Carlo Petrini.

    «Le storie delle diverse comunità del cibo che raccontiamo sono tutte storie di liberazione» così Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, ha esordito domenica scorsa al Salone del Gusto, che si è chiuso ieri insieme a Terra Madre. «Chi in questi anni è venuto a Terra Madre – ha spiegato – ha avuto la possibilità di vivere un’esperienza che ha cambiato la sua vita e quella della sua comunità». Ma l’edizione 2014 è stata toccata da una disgrazia, la scomparsa, nella notte tra sabato e domenica, di Davide Ghirardi, 41 anni, presidente di Slow Food Piemonte. Salone del Gusto e Terra Madre, quest’anno, sono stati dedicati a lui.

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    La forza del Salone del Gusto.
    «Siamo di fronte a una forza irreversibile
    – ha affermato, ieri, durante la conferenza stampa di chiusura, Carlo Petrini – che sta nel cuore di migliaia di comunità che alimentano Slow Food autonomamente. Spetterà a noi comprendere che questa rete è uno degli elementi della nuova politica, un sogno che tutti noi possiamo rafforzare». Forse lo stesso Petrini è sorpreso dal grande successo che Salone del Gusto e Terra Madre hanno raggiunto. Un ambiente dove si è respirata aria internazionale, un incontro reale tra culture differenti, provenienti da tutto il mondo.

    Il grande lavoro sull’educazione è stato premiato dal tutto esaurito agli eventi di Slow Food Educa, stesso discorso per i laboratori di cucina. «Moltissimi gli insegnanti e i formatori stranieri – ha commentato ieri Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Italia – interessati a trasformare le nostre attività in modelli da esportare in altri Paesi».

    Terra Madre, un cuore che pulsa da solo.
    «I giovani di Terra Madre – ha spiegato Petrini in occasione dell’incontro sui 10 anni di Terra Madre – fanno pensare che oggi è possibile passare il testimone. Oggi sempre più spesso si parla di cibo buono, pulito e giusto, è importante trasmettere il valore sociale dei contadini. Alcuni eventi tragici, che l’Italia ha vissuto in questi ultimi anni, non ci sarebbero stati se ci fossero stati i contadini che, oltre a produrre cibo, spesso tengono puliti i letti dei fiumi e controllano il sistema idrogeologico».

    L’appassionato intervento di “Carlin” Petrini ha posto l’accento sulla forza dei giovani, che non tollerano più lo sfruttamento, nelle nostre piantagioni, di loro coetanei provenienti da altri paesi. «I giovani hanno capito che attraverso il cibo si può cambiare il mondo – ha commentato –. Oggi stiamo percorrendo questa strada insieme a decine di giovani».

    L’Arca del Gusto.
    Menzione speciale merita l’iniziativa dell’Arca del Gusto, allestita presso l’Oval del Lingotto, che ospitava cibi provenienti da tutto il mondo riuniti dall’intento di volerli “salvare”. Una Commissione si occuperà di esaminarli tutti per stilare un elenco dei prodotti da salvaguardare.

    Molti cibi, però, sono arrivati a Torino per vie traverse. «I delegati hanno portato questi prodotti nascondendoli nelle loro valigie – ha raccontato Carlo Petrini –. Come facevano gli italiani quando portavano formaggio o salame in America. Ci sorge spontaneo il dubbio sul perché grandi multinazionali, come Nestlé o Danone, possano trasportare prodotti in tutto il mondo mentre i semi di una piccola comunità contadina non possano viaggiare. Se c’è libero scambio dev’essere libero per tutti, non solo per i più potenti».

    L’informazione come strumento contro le multinazionali.
    Ciò che è rimasto impresso di questa edizione è sicuramente la grande e palpabile collaborazione tra realtà molto distanti tra loro, unite da un obiettivo comune. Queste persone sono venute al Salone del Gusto per raccontare realtà sconosciute in Italia, ma non per questo poco importanti.

    «L’unica soluzione per difenderci dallo strapotere delle multinazionali – ha tuonato Petrini – è l’informazione: con essa, l’educazione nelle scuole e la comunicazione potremo viaggiare sempre con la schiena dritta. Se di Danone, Monsanto e Nestlé non conosciamo i volti, della rete Slow Food sì. Sono persone con una faccia, un cuore, un nome. Terra Madre ha solo dieci anni e il bello comincia adesso». Terra Madre apre ragionamenti importanti sul futuro del pianeta, tra gli stand del Salone del Gusto, gli incontri di approfondimento sono stati il vero valore aggiunto di questa doppia manifestazione, utile stimolo per pensare e, magari, agire.

    Paolo Morelli e Cecilia Russo

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