21 September 2017
    Kurt Cobain

    Se Kurt Cobain fosse ancora qui con noi

    Se Kurt Cobain fosse ancora qui con noi è stato modificato: 2015-04-05 di Davide Gambaretto

    Il 5 aprile del 1994 ci lasciava, suicida, Kurt Cobain, il leader dei Nirvana. Lo ricordiamo con un fanta-racconto e una breve riflessione.

    Era il 7 aprile del 1994 quando Kurt Cobain si risvegliò nel letto del University of Washington Medical Center, il miglior ospedale di Seattle. Tre giorni prima era stato ricoverato d’urgenza, per un colpo di arma da fuoco che lo aveva colpito allo stomaco. Un incidente avrebbe poi detto Kurt. Un tentativo di suicidio avrebbero confermato medici e polizia. Appena lasciato l’ospedale, cinque giorni più tardi, Kurt si lasciò scappare, davanti a una nutrita folla di paparazzi, che avrebbe sciolto i Nirvana con effetto immediato e sarebbe entrato in riabilitazione, per sconfiggere finalmente i suoi demoni personali. Quella dichiarazione venne confermata qualche ora più tardi dall’amico e compagno di sempre Krist Novoselic. All’improvviso, una generazione intera si ritrovava orfana di uno dei suoi punti di riferimento più rilevanti.

    Dopo quell’istante, in cui Kurt aveva letteralmente ucciso i Nirvana, successero una quantità di eventi cui ancora adesso riesce difficile credere: il divorzio dalla moglie Courtney Love, il periodo di riabilitazione, l’ottenimento della custodia di sua figlia, Frances Bean Cobain (poiché, come disse il giudice, «il sig. Cobain è molto più equilibrato di sua moglie»), il progetto solista, realizzato assieme agli amici di sempre Michael Stipe e Layne Staley, che suonava così tanto “Slint vs Fugazi” (sempre inserito lista dei dieci migliori dischi degli anni ‘90).

    Anche i vecchi membri dei Nirvana non rimasero con le mani in mano: Dave Grohl formò una nuova band di cui era leader dispotico ma carismatico, chiamata UFO Riders, mentre Krist Novoselic iniziò una serie di collaborazioni di alto profilo (Sonic Youth, Pearl Jam, Mudhoney). In quanto a Kurt… beh, lui era diventato semplicemente un artista completo e sereno. Tutto questo lo si può notare nei suoi ultimi dischi, usciti all’inizio del nuovo millennio: canzoni piene di poesia, profonde ed emozionanti. Come Eddie Vedder e J Mascis prima di lui, Kurt era diventato un vero e proprio cantautore, nel senso più pieno della parola (nella vostra discografia non può mancare il suo Live Unplugged at Budokan).

    Ora, però, il cerchio è davvero completo, perché è di appena qualche ora fa la notizia che Kurt Cobain guiderà l’impensabile reunion dei Nirvana, programmata per il prossimo 6 giugno al Madison Square Garden di New York.

    “Parliamoci chiaro, Kurt Cobain non era “costruito” per durare. Se anche qualcuno fosse riuscito a prevedere il suo suicidio (occorso il 5 aprile del ’94) e a strapparlo al suo destino, è comunque improbabile che il cantante di Aberdeen sarebbe riuscito a sopravvivere fino ad oggi. Con i suoi problemi allo stomaco, la depressione, le dipendenze, la sua generale incapacità a scendere a patti con l’improvviso successo e un tentativo di suicidio alle spalle non è difficile credere che Kurt ci avrebbe provato una seconda volta. Cobain non è mai stato il tipo à la Keith Richards; non ha mai ricevuto nessuna gioia visibile, chiamiamola “ricreativa”, dai propri eccessi. E con tutto quello che sappiamo sul suo conto, oggi, è possibile se non inevitabile, leggere molte delle canzoni dei Nirvana come una genuina richiesta d’aiuto”.

    Ma questo non importa. Se Kurt fosse rimasto con noi, anche solo per un altro istante, sarebbe stato davvero bello.

    L’articolo originale è stato pubblicato sul blog “La Lira di Orfeo” »

    Foto in copertina: Michel Linssen/Retna

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    Davide Gambaretto

    Storico dell’arte, curatore indipendente e scrittore. I suoi precedenti impieghi in ambito artistico includono Artissima Fair, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Attitudine Forma. Musicologo a tempo perso, è appassionato di letteratura, cinema, graphic novel e pallacanestro. Gestisce il blog musicale "La Lira di Orfeo" e realizza laboratori didattici di arte e scrittura per scuole elementari e medie.

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