24 April 2017
    ebook_biblioteche

    Se l’ebook si trova in biblioteca

    Se l’ebook si trova in biblioteca è stato modificato: 2015-05-27 di Paolo Morelli

    Il prestito bibliotecario esiste anche per gli ebook ed è semplicissimo. Si rivolge a un pubblico diverso da quello tradizionale e promuove la lettura.

    Tempo fa abbiamo parlato dell’ebook come strumento in grado di creare lavoro, un aspetto spesso non considerato di questo mezzo. Sono tante altre le cose che si ignorano dell’ebook, come, ad esempio, il rapporto che questo supporto ha con le biblioteche. Solitamente pensiamo a scaffali polverosi, armadi pieni di volumi e pagine stampate su carta. Dove mettere gli ebook?

    Prestito digitale.
    Se ne è parlato all’ultimo Salone del Libro di Torino, durante un incontro che ha posto allo stesso tavolo Maria Castella, coordinatrice della biblioteca universitaria torinese “Norberto Bobbio”, Giulio Plasi, amministratore delegato di Media Library Online (MLOL), e Nicola Cavalli, editore e scrittore. Il modello utilizzato dall’ebook in biblioteca è quello del prestito. «Per gli editori – ha spiegato Giulio Plasi – significa vendere la copia a un prezzo di copertina e consentire il prestito per un numero limitato di volte (in genere 60), solitamente per un utente per volta». In sostanza, la copia viene venduta una volta sola (alla biblioteca) e letta da una sola persona, come se si trattasse di una normalissima vendita.

    Le biblioteche sul web.
    Media Library Online è un network di biblioteche digitali che coinvolge diversi editori (quasi 500), i quali si appoggiano a piattaforme proprie o esterne per interfacciarsi con MLOL. Per un libro digitale, esistono librerie digitali e, di conseguenza, biblioteche digitali. O meglio, versioni digitali delle biblioteche già esistenti.

    Protezioni per gli ebook.
    Come diffondere i libri? Servono delle protezioni affinché gli ebook non vengano copiati e diffusi in maniera impropria durante il prestito. La via più praticata è quella del DRM, cioè della protezione digitale che impedisce all’utente di leggere il libro su dispositivi diversi da quelli sui quali l’ha scaricato. Sta prendendo piede, però, il cosiddetto “Social DRM”, che non abbina una protezione totale (che, comunque, può essere facilmente aggirata), ma inserisce i dati personali dell’acquirente, o dell’utente che prende in prestito il libro, tra le pagine del libro stesso. In questo modo, se l’ebook sarà “piratato” porterà con sé i dati del primo utente. Un deterrente abbastanza efficace.

    «Il sistema delle biblioteche – ha aggiunto Giulio Plasi – aggiunge protezione perché gli utenti sono tutti identificabili. Essi, infatti, si registrano e accedono alla piattaforma con i propri dati personali su titoli precisi, quindi qualsiasi attività di pirateria su un titolo puà essere ricondotta a un singolo utente». Su 495 editori registrati su MLOL, soltanto 40 non utilizzano alcun tipo di DRM, ma stanno pensando di prendere questa strada.

    ebook_biblioteche_2

    Numeri impietosi.
    La biblioteca è un luogo che favorisce la lettura, ambito nel quale l’Italia è sempre molto carente rispetto ad altri Paesi occidentali. Una tendenza che, però, sembra essere europea. Negli Usa, infatti, il 69% della popolazione va regolarmente in biblioteca. In Europa, invece, il dato si attesta al 20%. In Italia è il 10%. I dati, snocciolati durante l’incontro, sono impietosi anche dal punto di vista delle attrezzature. Le biblioteche statunitensi hanno iniziato ad adottare un sistema di e-landing (cioè una pagina web di “atterraggio” alla quale collegarsi per richiedere prestiti digitali) a partire dal 2000, e oggi il 56% di esse lo prevedono. In Italia, invece, il mercato degli ebook è nato soltanto nel 2010. «C’è da dire – ha sottolineato Giulio Plasi – che nel nostro Paese sono state le biblioteche ad anticipare gli editori da questo punto di vista. A parte i pochi che hanno proprie piattaforme, la quasi totalità di loro si appoggia a MLOL per distribuire nelle biblioteche».

    Favorire la lettura.
    «L’editore che si appoggia a MLOL
    – ha aggiunto Nicola Cavalli – utilizza dei distributori online (in Italia, i principali sono Mondadori, eDigita, Book Republic e Simplicissimus, ndr) che offrono diversi servizi e trattengono il 7/8% del prezzo di copertina». E, naturalmente, consentono il prestito nella rete di biblioteche collegate a Media Library Online, la quale, a sua volta, offre servizi ai bibliotecari come la gestione dei social network o dei portali di contenuti.

    La biblioteca diventa (o torna a essere) un punto di riferimento per i lettori e si adatta, prima di molti editori, al tipo di supporto che il mercato richiede, allargando il pubblico di “topi di biblioteca”, ma in formato digitale. Non solo scaffali polverosi, ma anche pdf e epub. «L’obiettivo – ha concluso Giulio Plasi – è uscire dai canali tradizionali e creare relazioni forti con il mondo delle librerie, per rivolgersi a quei tre quarti di lettori italiani che in biblioteca non vanno mai». Anche soltanto per pigrizia.

    Print Friendly

    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

    Seguici su Facebook

    Resta aggiornato su Twitter