26 May 2017
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    Selma, un film verso la libertà

    Selma, un film verso la libertà è stato modificato: 2015-02-21 di Beatrice Cusano

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    Candidato all’Oscar come miglior film, “Selma – La strada per la libertà”, è diretto da Ava DuVernay. Prodotto da Oprah Winfrey e Brad Pitt.

    Nel 1965 il diritto di voto sancito dalla legge negli Usa era costantemente negato ai cittadini afroamericani residenti negli stati del Sud. Il film Selma – La strada per la libertà, diretto da Ava DuVernay, parte proprio dal 1965 a Selma, cittadina dell’Alabama, poco dopo l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace a Martin Luther King jr. Già nel dicembre 1964, il leader per i diritti degli afroamericani aveva sottoposto al presidente Johnson una proposta di riforma del voto, subito scartata.

    La marcia per i diritti.
    Nel clima di crescente contestazione delle discriminazioni, volta al riconoscimento dell’eguagalianza dei diritti, si arrivò a organizzare una marcia in grado di scuotere le coscienze americane e convincere il presidente Johnson (Tom Wilkinson nel film) a promulgare una legge federale che impedisse il dilagante ostruzionismo. Come punto di partenza della manifestazione fu scelta Selma, piccola cittadina di uno degli stati più intolleranti degli USA, l’Alabama.

    L’umanizzazione di Martin Luther King jr.
    La regista Ava DuVernay racconta la preparazione di questa marcia concentrandosi sulla figura di uno dei suoi ideatori, senza mai santificarlo o idealizzarlo, ma restituendo a Martin Luther King jr. tutte le sue ombre. Il reverendo è, infatti, presentato come un uomo che deve convivere con tutte le sue debolezze, ma proprio per questo ancora più coraggioso, vicino a noi e, alla fine, vincitore. L’attore David Oyelowo, che già collaborò con la DuVernay in Middle of Nowhere, ci regala la potente interpretazione di un King stanco, esausto, alla costante ricerca delle strategie migliori per raggiungere il proprio scopo e perseguire l’ideale dell’uguaglianza.

    Il compromesso come soluzione.
    Selma è un film molto diverso dagli altri che si concentrano sulla figura del leader americano. La regista racconta gli eventi riportando stralci dei rapporti dell’FBI, usando una regia che, a tratti, potremmo definire documentaristica ed evidenziando un lato poco approfondito di questa vicenda, quello politico e mediatico. Selma non cade mai nei facili sensazionalismi o sentimentalismi, ma riesce a mantenere una complessità in linea con il momento storico in cui la narrazione si snoda e con la profondità emotiva di un uomo che si è fatto carico del destino di un intero popolo.

    Mostrare Martin Luther King disposto alla mediazione politica, capace di prendere decisioni impopolari e consapevole dell’importanza dell’attenzione dei media non sminuisce la sua figura, ma anzi, grazie all’impianto narrativo costruito dalla sceneggiatura di Paul Webb, rende il leader ancora più degno di rispetto e ammirazione.

    Da Oprah Winfrey all’Academy.
    Selma è prodotto dalla Plan B di Brad Pitt e Oprah Winfrey (che interpreta l’attivista Annie Lee Cooper) e concorre agli Oscar come miglior film e nella categoria miglior canzone originale con Glory di John Legend e Common (anche quest’ultimo presente nel film) e già vincitrice del Golden Globe. La collaborazione tra Oprah Winfrey e Ava DuVernay è destinata a protrarsi a lungo dato che, pochi giorni fa, è stata confermata la produzione della serie tv Queen Sugar, diretta dalla DuVernay e prodotta dalla Winfrey (che reciterà anche in alcuni episodi), che sarà trasmessa dal canale OWN. Queen Sugar si ispira all’omonimo romanzo d’esordio di Natalie Baszile, che racconta la storia di una giovane madre afroamericana che lascia Los Angeles quando eredita una fattoria in Louisiana.

    Chi non lascerà Los Angeles è il film Selma, che continua la serie di film di qualità sulla storia degli afroamericani. Lascia alquanto perplessi, e ha creato una serie di polemiche e critiche all’Academy soprattutto negli Usa, la doppia esclusione di Ava DuVernay e David Oyelowo, rispettivamente, dalle categorie di miglior regista e miglior protagonista maschile, una decisione che dispiace alla luce della grande prova data da entrambi in questa pellicola.

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    Beatrice Cusano

    Laureata in Comunicazione e culture dei media con due tesi in ambito cinematografico, conduttrice radiofonica, cura una rubrica di cinema per una web radio.

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