21 September 2017
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    Smith, mister Pixar, tra Apple e Microsoft

    Smith, mister Pixar, tra Apple e Microsoft è stato modificato: 2014-10-29 di Paolo Morelli

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    L’uomo che ha venduto un’azienda a Steve Jobs e a Bill Gates, Alvy Ray Smith, co-fondatore della Pixar, è intervenuto ieri a View Conference. Lo abbiamo intervistato.

    Alvy Ray Smith è uno dei fondatori della Pixar. Basta dire questo per capire con quale genere di personaggio si abbia a che fare. Una mente vulcanica, un texano di carattere e dalla battuta sempre pronta, un uomo che insieme a Ed Catmull ha rivoluzionato la computer grafica, prima lavorando presso la Computer Division della Lucas Film, poi fondando la Pixar grazie all’aiuto di Steve Jobs che poi ha acquisito la società.

    Nel 1991 ha lasciato la Pixar per fondare la Altamira Software, che ha sviluppato Altamira Composer, programma in grado di lavorare su immagini non orizzontali, spezzando la staticità dei sistemi informatici com’erano concepiti fino ai primi anni ’90. Nel 1994, Altamira Software è stata acquisita da Microsoft.

    Ieri, poco prima del suo intervento a View Conference, dove ha parlato della Pixar raccontandone la storia, siamo riusciti a intervistarlo.

    Smith, la Pixar è stata ed è fondamentale per la grafica applicata al cinema, che cosa c’era alla base del progetto?
    «Pixar fu la prima azienda specializzata in questo settore a dar vita a un lungometraggio realizzato interamente in computer grafica, Toy Story. Sono molto soddisfatto di questo risultato. Lo abbiamo pensato per oltre 20 anni, già quando lavoravo alla Computer Division della Lucas Film. Io e Ed Catmull, un giorno, ci siamo guardati e ci siamo detti “possiamo farlo”. Il nome? Sono cresciuto a pochi chilometri dal Messico, quindi parlo un po’ di spagnolo, ho pensato a un verbo messicano, “pichàr”, che si usa per indicare l’atto di scrivere sui muri. Con qualche modifica, è nato il nome “Pixar”. Attualmente? L’azienda è ancora all’avanguardia, ci sono molte persone tra i dirigenti che stanno facendo un ottimo lavoro».

    Ci parli di Altamira Software.
    «Dopo qualche anno in Pixar, con Steve Jobs, ho lasciato il mio lavoro per fondare Altamira Software (in seguito ad alcune frizioni con Jobs, ndr). Ho prodotto Altamira Composer, che è un programma di cui sono tuttora orgoglioso. Cos’ha cambiato? Molto. Ha introdotto le immagini non rettangolari nella grafica, cosa che ai primi anni ’90 ha costituito una vera e propria rivoluzione. Devo molto del successo arrivato in seguito alla Microsoft, che ha acquisito Altamira nel 1994 e mi ha permesso di lavorare nell’azienda con Bill Gates».

    Ne parla nel libro che sta scrivendo?
    «Il libro non parla di me, ma dei pixel. Voglio raccontare che cosa hanno significato per la computer grafica, e che cosa continuano a rappresentare. Ma soprattutto, e sto lavorando proprio in questo senso, sto cercando di portare nel mio racconto le storie di tutte le persone che sono state coinvolte in questi cambiamenti. Dagli inizi a oggi. È ancora in lavorazione, quindi non posso anticipare molto».

    E adesso, nella computer grafica, quale sarà il prossimo obiettivo?
    «Gli esseri umani. E con questo non intendo che vogliamo sostituire gli attori veri, anzi, di loro ci sarà sempre più bisogno, perché l’obiettivo è creare una sorta di avatar digitale che possa essere guidato da un attore. Il prossimo passo della computer grafica è ricostruire i sentimenti, le espressioni e le sensazioni di una persona, in modo da permettere a personaggi digitali di trasmettere emozioni più realistiche al pubblico. Siamo partiti dai pixel per tornare, alla fine dei conti, all’essere umano».

    Foto: bigscreenanimation.com

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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