19 February 2017
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    Sospeso l’account di Anonymous @OpCharlieHebdo

    Sospeso l’account di Anonymous @OpCharlieHebdo è stato modificato: 2015-01-20 di Paolo Morelli

    Intanto l’FBI utilizza alcune informazioni raccolte dagli Anonymous, che continuano nella loro opera di tracciamento e attacco.

    L’operazione condotta da Anonymous per attaccare l’Isis, in risposta agli attentati di Parigi, sta suscitando alcune polemiche in rete, soprattutto dopo la pubblicazione dell’elenco degli account Twitter “sospettati” di attività legate alla jihad islamica. Tra quei 900 account, infatti, ci sarebbero alcuni studenti musulmani che nulla avrebbero a che vedere con l’estremismo islamico. Da oggi, poi, chi volesse accedere all’account @OpCharlieHebdo su Twitter, che raccoglieva le informazioni legate a questa operazione, lo troverebbe sospeso. Disattivato e silenziato senza possibilità di leggere nemmeno i vecchi tweet.

    Le informazioni passate all’FBI.
    Non si capisce il motivo della sospensione, che al momento, però, non sembra preoccupare più di tanto gli Anonymous. Intanto, l’FBI avrebbe iniziato a utilizzare le informazioni raccolte dagli hacktivisti per rintracciare gli hacker del “Cyber Caliphate” che hanno attaccato, qualche settimana fa, l’account Twitter del Comando centrale USA. Il 12 gennaio, l’account @TheAnonMessage ha twittato all’account ufficiale FBI per annunciare di aver tracciato degli indirizzi IP dei presunti hacker localizzati nel Maryland. Un attacco “interno”, quindi, anziché un intromissione a distanza come era stato paventato all’inizio. Cade, quindi, l’ipotesi improbabile dello “scherzo” che era stata diffusa nelle prime ore per calmare le polemiche sulla sicurezza dovute all’imbarazzante attacco, che potrebbe coincidere con il furto di diversi documenti del Comando Centrale, cui solo in un secondo momento sarebbe seguito il defacciamento dell’account Twitter (cioè la sostituzione delle informazioni ufficiali con altri messaggi inseriti dagli hacker). Oltre al danno, la beffa.

    Niente più Twitter, per ora.
    La sospensione dell’account di @OpCharlieHebdo, però, se resta comunque molto strana. Di certo, gli hacktivisti stanno continuando nelle loro operazioni di tracciamento e questo “silenzio” potrebbe corrispondere a un cambio di strategia per ripararsi dalla sovraesposizione mediatica degli ultimi giorni. Ci sono criteri precisi, e solitamente automatici, per la sospensione di un account da parte di Twitter, che riconducono tutti al sospetto spam: quindi l’eccesso di following rispetto ai follower, l’eccesso di menzioni, l’eccesso di link allo stesso indirizzo e i messaggi identici ripetuti. @OpCharlieHebdo non sembrava avesse violato questi principi, sul web non c’è traccia di una motivazione. La questione ha rivitalizzato un po’ la chat, sebbene la discussione sull’argomento sia limitata, per ora, a una mera presa d’atto.

    #OpCharlieHebdo continua.
    Giusto ieri, intanto, uno degli account di Anonymous annunciava la sospensione di 1200 account Twitter e l’oscuramento di 89 siti jihadisti. Numeri impressionanti, soprattutto per il poco tempo in cui sono stati raggiunti, e che fanno riflettere sul fatto che operazioni di questo genere dovrebbero essere compiute prima di tutto dai governi. Con o senza Twitter, #OpCharlieHebdo continua.

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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