30 May 2017
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    Teatro di Comunità: un progetto di integrazione

    Teatro di Comunità: un progetto di integrazione è stato modificato: 2016-01-26 di Claudia Audi Grivetta

    Un buon successo di pubblico saluta l’avvio della stagione del Teatro Comunità. Un esperimento, riuscito, di aggregazione sociale attraverso il teatro nel contesto di Barriera di Milano.

    É stata inaugurata con un buon successo di pubblico la nuova stagione del Teatro Comunità, un’esperienza approdata e cresciuta in Barriera di Milano, periferia attualmente in fase di crescita culturale di Torino, ora diventata vero e proprio centro di aggregazione sociale. Sì, perché gli attori che si esibiscono sono cittadini, sono gli abitanti del quartiere, non professionisti del palcoscenico. Anche se, nel corso di un’intera stagione teatrale, questi coraggiosi cittadini un po’ lo diventano. Parola di Maria Grazia Agricola, ideatrice del progetto insieme all’associazione Sguardi. Trent’anni di teatro alle spalle e un grande entusiasmo verso questa avventura un po’ più recente (l’esordio è del 2001). «Il linguaggio teatrale è uno straordinario strumento per l’integrazione e per il consolidamento della comunità – spiega –. Inoltre Barriera è un quartiere multietnico dove la presenza di cittadini di origine straniera è massiccia. Può stupire, ma attraverso il teatro molti riescono a scalfire (anche di molto) la barriera linguistica». Associare una parola al gesto cui corrisponde facilita l’assimilazione della lingua e rende più semplice la comunicazione.

    Il teatro.
    Il linguaggio teatrale costituisce uno degli strumenti che possono essere utilizzati per incentivare l’aggregazione sociale, mantenere viva la memoria di luoghi e spazi che rapidamente vanno trasformandosi e per rafforzare l’identità individuale e l’appartenenza a una collettività o a un territorio. Avvalendosi del linguaggio teatrale come strumento di sviluppo di comunità, in collaborazione con alcune compagnie teatrali del panorama cittadino, il Progetto Teatro Comunità ha realizzato in passato esperienze di produzione artistica in tutte le dieci Circoscrizioni di Torino, con il coinvolgimento di abitanti di diverse fasce d’età e condizione sociale.

    Il progetto.
    I protagonisti degli spettacoli sono persone comuni, che portano sul palco soprattutto qualcosa della propria interiorità, del proprio mondo. L’inaugurazione si è svolta nell’elegante spazio del Museo Ettore Fico (MEF) di via Cigna 114, nuovissimo edificio che fa parte dell’ampio progetto di riqualificazione di Barriera di Milano. Un ricco aperitivo, chiacchiere fra vecchi e nuovi amici e alle 20,30 in scena “Con il tempo”, uno degli spettacoli di maggior successo dell’ultima edizione di Teatro Comunità in Festival. Gli attori sono gli “storici” della compagnia. Esplorano il tema del viaggio all’interno della condizione di chi arriva da lontano. Costruiscono lo spettacolo nel dialogo con gli spazi del MEF.

    La scena non è definita: è una sala da ballo ma anche una stazione, un’associazione ricreativa, una casa. È uno spazio con troppe identità dove si muovono sentimenti, tensioni, e passioni. Sullo sfondo le opere di Ettore Fico ad accompagnare questi moti dell’animo. Lo spettacolo è stato curato da Maria Grazia Agricola e Marianna Barbaro, con la collaborazione di Céline Schlotter,  e si inserisce nell’ambito di “Land”, evento mensile del MEF dedicato alla sperimentazione dei linguaggi artistici .

    Il progetto è realizzato da Associazione culturale Choros, Associazione Sguardi – Coordinamento Teatro Comunità ed  è sostenuto da Circoscrizione 6, Regione Piemonte, Fondazione CRT, con la collaborazione del Museo Ettore Fico.

    Per il programma completo clicca qui »

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    Claudia Audi Grivetta

    Freelance per La Stampa, vive a Torino. Ha lavorato in radio, dove desidera ritornare. Si occupa di cronaca e di animali, ma le piace scrivere un po' di tutto. Ha studiato lettere moderne e storia del cinema per passione. Un giorno vorrebbe scrivere un romanzo ispirandosi a Jane Austen.

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