24 August 2017
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    Torino, quale futuro per il Parco Michelotti?

    Torino, quale futuro per il Parco Michelotti? è stato modificato: 2015-06-30 di Francesco Pettina

    Il Parco Michelotti di Torino è uno spazio, ad oggi, ancora in disuso, che accoglie alcuni ottimi esempi di street art cittadina. È questa la prima tappa del nostro viaggio nella Torino dell’arte urbana.

    Il SAM – Street Art Museum nasce in uno dei luoghi storici di Torino. Il Parco Ignazio Michelotti ha avuto diverse destinazioni: canale idrico, parco-zoo, luogo d’intrattenimento, sede di Experimenta (mostra scientifica interattiva che si è tenuta, ogni anno, dal 1999 al 2006). Nel 2011 la cooperativa Agriforest in collaborazione con l’associazione Bordeland dà via a un nuovo progetto (SAM). In quest’ottica, le strutture del parco, che un tempo hanno ospitato gli animali, diventano superficie da utilizzare e i diversi artisti possono imprimere il loro messaggio liberamente. Interessante notare che il progetto vede protagonisti i giovani che hanno voluto “vivere” come propri gli spazi, prima abbandonati.

    Le opere.
    Il messaggio generale che si percepisce vede l’accostamento tra ambiente zoologico e ambiente urbano: ne è emblema l’opera congiunta di A.C.C. e Francesca Sibona, in una delle gabbie dello zoo, intitolata “Nuovi giunti”, in cui dei carcerati con teste animalesche mostrano la difficoltà della convivenza forzata. L’opera in realtà è lo scrigno di diversi messaggi congiunti e allude alla cattività umana e zoofila.

    Gli interventi sono svariati e all’interno dello Street Art Museum si incontrano lavori di writers (OAFS, 108+CT, XEL, Davide Lai, OPM), di street artist di professione e di artisti che, con entusiasmo, hanno aderito all’operazione di riqualifica come, ad esempio, Davide Fasolo che, con “Studio in rosso”, presenta un lavoro preparatorio che conserva la freschezza del gesto tipico dello “schizzo in studio”. Per l’occasione l’artista propone un volto di colore rosso.

    Biglietto da visita del museo è il front end che racchiude, al suo interno, il lavoro di diversi artisti (Awer, Carto, Alexander Tenia). Sulla parete di sinistra, Awer dipinge una figura antropomorfa che col dito indica una composizione geometrica, realizzato da Carto. Sulla parete destra, invece, Tenia ha proposto una composizione fatta di animali alla guida di una testa umana. I colori sono accesi ed emergono dalla superficie grigio-antracite che raccorda le due opere. Nel sottotetto del front end ha lavorato Halo Halo, che, attraverso l’uso del pennello, ha ricoperto l’intera superficie con visi azzurri stilizzati che emergono in un complesso sistema fatto di diversi intrecci che sembrano suggerire un sistema urbano ma che subito sfuggono alla visione sistematica per poi visualizzare altre forme di pattern.

    L’aspetto narrativo.
    Entrati finalmente nel parco, si assiste a una sequenza d’immagini di chiara matrice narrativa, tutte indipendenti l’una dall’altra, che hanno come soggetti privilegiati gli animali e le visioni personali dei singoli artisti. Alcune opere sono il frutto di collaborazioni di diversi artisti, come il grande murale “Inferno – Paradiso” (A.C.C., D.L.P., Mauro) che suggeriscono, seguendo i modelli delle pale d’altare, una nuova visione di concetti classicamente accettati: solo chi riesce a fare a meno della maschera che indossa ed essere coerente con se stesso è in grado di portare un cambiamento a se stesso e alla società. Tale posizione riguarda anche il gruppo centrale con madonna e bambino, anch’essi consapevoli di dover mostrare la vera identità.

    StreetArtMuseum_TO (3)

    Murale di Seacreative

    Tra le figure di animali spiccano l’opera di Refreshink, che nell’ex casa della giraffa ha realizzato una scimmia declinata con toni sereni e con cromie accese quali il verde e l’azzurro e l’ “Homo Homini Lupus” di Rems 182, che, attraverso un effetto-schizzo, realizza un lupo con due teste fameliche, portandoci a riflettere sulle forme di aggregazioni contemporanee, sempre più guidate da rapporti che seguono l’istinto di sopravvivenza che non reali sentimenti di convivenza.

    Altre opere mostrano un estro maggiormente visionario e una composizione ricca di spunti. Seacreative realizza, sulla parete dell’ex casa della giraffa, un uomo accovacciato dalla cui fronte esce una sorta di onda che si tramuta nel corpo di un lupo. Lo stesso uomo tiene, come al guinzaglio, un animale-guida, incentivo volontario a dominare la propria forza e cercare l’equilibrio interiore. Mr. Fijodor, invece, sfrutta la complessa parete assegnatali realizzando due uomini che unendosi formano un albero la cui ramificazione trova sintonia con un ipotetico cavallo-albero, che ha la testa come ramificata. Quest’ultimo congiunge i suoi zoccoli con un altro ominide con testa e mano fumose. Le diverse componenti portano a farci riflettere sul delicato equilibrio del nostro ecosistema.

    Quale futuro.
    Divenuto un non-luogo, o meglio rifugio improvvisato per i dimenticati della Torino metropolitana, il parco è stato chiuso per avviare una nuova opera di riqualificazione. Nel 2013 l’associazione no profit Fondazione DNArt si è aggiudicata la gestione del sito; funzione di questa fondazione è quella di dare nuova vita a una zona che, per anni, è stata centro vitale d’incontro e di aggregazione. Diversi progetti sono stati pensati in proposito, tra essi emerge l‘idea di un bio-parco che possa ridare lustro alla sua destinazione storica e dove è prevista anche la creazione di piccoli bungalow destinati ad accogliere i turisti che vorranno passare “una notte all’ex zoo”, a due passi dal centro e immersi nella natura. Purtroppo per ora non possiamo far altro che aspettare.

    In copertina murales di Mr. Fijodor, Cler, Ufocinque, Max Petrone

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    Francesco Pettina

    Storico dell’arte, classe ’82, interessato principalmente agli aspetti sociali che ne sono causa ed effetto. Siciliano di nascita e torinese d’adozione ha collaborato con associazioni, musei e fondazioni quali il Museo Gemmellaro di Palermo e la Fondazione “El Legado Andalucí” a Granada. Ha anche insegnato, organizzato laboratori didattici per scolaresche ed avuto brevi esperienze teatrali.

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