21 July 2017
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    Tsipras faccia riflettere l’Europa

    Tsipras faccia riflettere l’Europa è stato modificato: 2015-01-25 di Paolo Morelli

    Il successo travolgente di Syriza, partito guidato da Alexis Tsipras, preoccupa l’Europa. Ma è il momento di fare un grande esame di coscienza.

    L’annunciato successo di Alexis Tsipras in Grecia, che con il suo partito Syriza ha vinto le elezioni politiche del Paese, preoccupa parecchio i vertici dell’economia europea. Già domani Draghi, Juncker, Tusk e Dusselbloem avranno una “colazione di lavoro” per decidere quale linea tenere con il nuovo governo greco, mentre il presidente della Bundesbank, Weidmann, ha già dichiarato che «senza i prestiti della troika la Grecia non ha futuro, il Paese rispetti gli impegni presi». Tsipras, infatti, da mesi mette in discussione la politica economica europea, annunciando di non voler rispettare gli accordi con l’Unione Europea presi dal governo ellenico precedente, una posizione appena ribadita da Miliòs, alto dirigente di Syriza. In sostanza: basta pagare debiti, utilizziamo le risorse per investire nel Paese. È su questo che Tsipras ha costruito la propria campagna elettorale e ha stravinto.

    Gli altri partiti e le alleanze.
    Il partito dell’ex premier Samaras si ferma intorno al 28% mentre al 6% si attesta Alba Dorata. Il partito neofascista è tra i primi partiti di estrema destra in tutta Europa, negli ultimi anni ha vissuto un’ascesa repentina strozzata soltanto dall’arresto di alcuni dei leader principali, tuttora detenuti in carcere. Una crescita che è andata di pari passo con l’acuirsi della crisi. Del resto, in situazioni politiche segnate da ingiustizia sociale e crisi economica trovano facili consensi i movimenti più estremi, una cosa che spesso, a Bruxelles, si fa finta di non sapere. Cresce anche To Potami, subito dopo Alba Dorata, movimento di centro sinistra, nuova formazione fondata dal giornalista Stavros Theodorakis. Questo partito, con molte probabilità, sarà chiamato a fare da costola a Syriza nella formazione del governo. Allo stato attuale delle cose (mentre scriviamo, sono state scrutinate metà delle schede elettorali), il partito di Tsipras non raggiunge i 151 seggi necessari per governare, dovrà quindi accordarsi con To Potami, formazione politica di idee compatibili con Syriza.

    Superare l’austerità.
    L’austerità ha stimolato la crescita inarrestabile del sentimento antieuropeista, nel quale sguazzano i movimenti di estrema destra (Alba Dorata è solo un esempio) e sul quale la sinistra di Alexis Tsipras è riuscita a costruire un’alternativa. Se l’Europa vuole rafforzarsi e superare la stagnazione economica che danneggia i paesi più deboli, come la Grecia, è obbligatorio un cambio di strategia che metta da parte l’austerity, soprattutto alla luce dell’incredibile successo che ha raccolto uno dei partiti che più ha contestato le politiche comunitarie negli ultimi anni. È la prima volta, infatti, che in un Paese membro dell’Unione Europea vince (anzi, stravince) un partito che duramente si è opposto alle politiche comunitarie in materia di economia.

    La crisi porta all’estremismo.
    È probabile, come anticipato da La Stampa un mese fa, che i vertici europei cerchino un accordo con il governo di Tsipras. Soprattutto perché il leader greco ha fatto promesse che potrebbe non riuscire a mantenere, come il salario minimo garantito che un paese dilaniato da 6 anni di crisi economica potrebbe non riuscire a sostenere. Chi potrebbe aprire un corridoio per il compromesso è Mario Draghi, che con la tardiva apertura della BCE sul quantitative easing (l’acquisto di titoli statali da parte della Banca Centrale, quindi l’inserimento di nuovo denaro nel mercato) ha di fatto aperto a un cambio di strategia per superare la crisi. Il dialogo però non deve avvenire solo per salvare la situazione greca, ma per evitare che si riproponga. Quanti altri Tsipras serviranno per far capire all’UE che la troika deve essere ridiscussa? Oggi ha vinto la sinistra radicale, domani potrebbe vincere l’estrema destra neonazista.

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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